Da Pitagora a Peppe Ursino. Il paragone tra il filosofo greco che a Crotone fondò una scuola e il direttore sportivo della squadra calabrese è ovviamente eccessivo ma rende l’idea riguardo il lavoro svolto in Calabria dal 1995 dal ds e il progetto che ha preso piede: Crotone come formidabile scuola calcistica e fucina di talenti. Peppe Ursino ha iniziato a lavorare al Crotone nel 1995 prendendo una squadra che militava tra i dilettanti, gli è bastato un anno per ottenere la prima promozione in Serie C2 e da lì un cammino che porterà il Crotone ad un periodo di limbo tra C1 e Serie B fino all’impresa della stagione appena terminata, la prima promozione in Serie A della storia della squadra calabrese, un miracolo sportivo difficilmente pronosticabile che si aggiunge alla lista della stagione dei miracoli assieme al più famoso Leicester (basti pensare che la quota promozione del Crotone ad inizio campionato si aggirava sui 500,00).

Il miracolo ha origini lontane, appunto dal ’95 e porta proprio il nome di Peppe Ursino. Un progetto, quello di Ursino, dei più classici per una società di categoria inferiore con risorse economiche non certo in abbondanza ma con l’aggiunta di una competenza eccezionale e di un fiuto per la qualità dei talenti che ha fatto la differenza. Il Crotone ha spesso costruito l’ossatura delle sue squadre grazie ai prestiti di giovani talenti dalle squadre superiori. La lista è numerosa e il primo nome che viene in mente è quello di Giuseppe Sculli approdato in Calabria in prestito dalla Juventus per un totale di due stagioni che gli apriranno le porte della Serie A e la maglia del Modena. Sempre dalla Juve arrivarono il portiere Mirante e il difensore centrale Gastaldello che poi intraprenderanno un percorso comune al Siena nella massima serie. Una fucina di talenti che ha anche dato una mano alla Nazionale maggiore: quattro giocatori attualmente convocati all’Europeo di Francia hanno infatti mosso i primi passi all’Ezio Scida.

Parliamo di Graziano Pellè, Federico Bernardeschi, Angelo Ogbonna e Alessandro Florenzi. Proprio Florenzi, il giorno della promozione in A della squadra di Juric, ha affidato a facebook la sua gioia. “Ben A…rrivati”, questo il messaggio del jolly della Roma e della Nazionale di Antonio Conte. E la lista non è finita, hanno vestito la maglia rossoblu in giovane età anche il giovane mediano della Lazio Danilo Cataldi, l’esterno del Sassuolo Nicola Sansone, l’ex Milan Antonio Nocerino, il portiere Daniele Padelli e il terzino Abdoullay Konko che grazie a due formidabili stagioni al Crotone ottenne il pass per il salto nel grande calcio.

E quest’anno, nuovi giocatori si sono messi in luce e hanno ricevuto le avances da grandi club. Tra questi Ante Budimir autore di 16 gol e Federico Ricci che tornerà alla base a Roma e parteciperà al ritiro di Pinzolo dove Spalletti potrà valutarlo. I paragoni con Florenzi si sprecano e in effetti Ricci è stato uno dei protagonisti della passata stagione con 11 reti (le stesse di Florenzi nel 2012…). Ma non solo calciatori, infatti il Crotone è stato il trampolino di lancio anche per un noto allenatore come Gian Piero Gasperini. Il nuovo tecnico dell’Atalanta fu infatti l’artefice di una delle promozioni dalla C1 alla Serie B.

Adesso, con il biglietto già timbrato per la massima serie, Crotone si trova di fronte ad un bivio. La via più agevole, comoda e forse più scontata sarebbe quella della continuità con il passato, rafforzando quello che si potrebbe definire un rapporto di interdipendenza con i grandi club di Serie A in un sistema di favori reciproci. Ma ovviamente questa soluzione ha il limite di impedire al Crotone di sognare in grande e di compiere salti di qualità importanti. E allora la strada può essere un’altra, rafforzare il talent scouting nel mondo e procedere sulla falsariga del “modello Udinese” che ha portato i friulani a giocare la Champions League. Ma innanzitutto al momento, dopo l’addio di Juric, bisognerà scegliere il condottiero che guiderà i rossoblu nella prossima stagione e nel frattempo Crotone si gode la sua prima estate da squadra di Serie A, senza molti calcoli e considerazioni.

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