Lupa Roma e Lupa Castelli Romani sono in fondo alle classifiche di Lega Pro (rispettivamente gironi B e C), condividono il nome, la storia e le controversie che la accompagnano, caratterizzate da rifondazioni, rinnovamenti e imprevisti, per rappresentare Roma e i Castelli Romani nella terza serie del calcio professionistico.

In principio fu la Lodigiani, squadra storica del calcio romano (leggi qui l’analisi di Simone Meloni), da sempre la terza realtà dopo l’egemonia di Roma e Lazio. Poi nel 2005 fu Cisco Roma, che nel 2010 diventerà Atletico Roma, chiudendo i battenti l’anno dopo. Oggi qual è la terza squadra della Capitale?

Stando alle gerarchie, sarebbe la Lupa Roma, alla sua seconda stagione in Lega Pro, ma questa squadra non nasce nella Capitale. Fondata nel 1974 come Lupa Frascati, è per anni il team che rappresenta la città dei Castelli Romani tra i dilettanti. Nel 2013, sotto la presidenza di Alberto Cerrai, la squadra si trasferisce a Roma, nel quartiere Axa, cambia la denominazione e si rinnova: giallo-rosso-bianco-azzurro diventano i colori sociali, una lupa e un’aquila i simboli. Le tradizioni simbolico-cromatiche di Roma e Lazio si ritrovano «unite nella tradizione», come si legge sul sito ufficiale. Lealtà, Uguaglianza, Passione, Amore (LUPA) le quattro parole chiave. La squadra però è una vera propria novità nel panorama romano. Non rappresenta la naturale prosecuzione della Lodigiani, che continua autonomamente con le giovanili, e nemmeno delle infelici esperienze di Cisco e Atletico Roma. La Lupa arriva da Frascati per riportare la terza squadra a Roma. Missione compiuta, ma solo parzialmente.

Dove disputa le partite? Sicuramente non al Flaminio, che è in abbandono da anni e non ha più visto il calcio dopo l’addio dell’Atletico Roma. Alla Borghesiana c’è la Lodigiani, mentre ad Acqua Acetosa non c’è un campo a norma. Rimane solo un’improbabile soluzione: lo stadio Quinto Ricci di Aprilia, condiviso con il team pontino. La terza squadra di Roma gioca in casa ad Aprilia! A tutti gli effetti, non è una squadra di Roma, nonostante il progetto si sia dimostrato sinora solido, in crescita e il presidente abbia chiesto uno stadio in città: qui la lettera all’assessore allo sport Masini, dedicando anche una sezione apposita sul sito: problema stadio.

Ma che fine ha fatto il calcio a Frascati? Non è scomparso, è rinato e viaggia sulle onde del successo. La nuova creatura si chiama Lupa Castelli Romani, fondata di petto nel 2013 per colmare il vuoto lasciato dall’emigrazione della storica Lupa, che come uno studente fuorisede lascia la provincia per la metropoli. Approdato in Lega Pro girone C dopo due promozioni consecutive dall’Eccellenza, il team di Frascati fa capo alla cordata Virzi-Rosano-Gagliarducci, ex dirigenti di un’altra squadra dei Castelli, il Cynthia, di Genzano di Roma.

La Lupa Castelli Romani non è nata da zero, poiché avrebbe implicato una ripartenza dal gradino più basso. Esordisce in Eccellenza comprando il titolo sportivo del Real TMB Zagarolo, un ibrido tra la periferia romana (Tor Bella Monaca) e un piccolo paese della provincia (Zagarolo). La nuova squadra sorprende sul campo, raccogliendo ottimi risultati e ridando agli abitanti di Frascati la possibilità di tifare la loro città. Cosa possibile, però, si può fare sempre e solo in trasferta, l’anno scorso giocando i match casalinghi a Rocca Priora, dove avviene l’incontro col portiere Marco Amelia che diventa presidente onorario, poi – quest’anno – allo Stadio Centro d’Italia di Rieti, a 100km di distanza.

Queste due storie parallele riflettono alcuni aspetti contemporanei del nostro calcio. Come si legge su Sportpeople, le due Lupe «rappresentano il massimo prodotto da calcio moderno in circolazione di questi tempi nel Lazio, un sodalizio nata sulle ceneri di un’altra società senza storia e tradizioni». La Lupa Castelli Romani, nel giro di due anni senza storia, città e tifosi ha conquistato la Lega Pro, dalla quale però retrocederà (è ultima con soli 8 punti conquistati nel Girone C).

Anche per la Lupa Roma è una stagione difficile, penultima a quota 21, dieci punti sopra al Savona (penalizzato di 14 punti), cui si aggiunge la difficile situazione del pubblico: come cita ceraunavoltailcalcio.it, quando gioca la Lupa Roma non c’è tifo. Una media che tocca anche le 200 persone, e la mancanza di storia in città complicano l’obiettivo di imporsi come terza forza a Roma. L’emigrazione fatica a portare i suoi frutti, nell’integrazione difficile che mescola i colori e i simboli di Roma e Lazio, ma l’esordiente Alberto Cerrai ha le idee chiare, ed è appena diventato consigliere in Lega Pro. La Lupa Roma non vuole essere una breve comparsa come lo furono Cisco e Atletico.

Le due nuove società sapranno imporsi come nuove realtà calcistiche, o resteranno due comparse destinate a vivere in funzione delle scelte societarie? Se lo stadio fosse almeno a casa, si potrebbe invitare i cittadini alle partite. Ma gli abitanti di Aprilia e Rieti, che motivo avrebbero di vedere le squadre di Roma e Frascati? Nel frattempo, il rischio di una retrocessione incombe su entrambe le Lupe: con certezza nei Castelli Romani, con molte possibilità a Roma.

FOTO: www.iltabloid.it

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