C’è almeno un ricordo tra Italia e Germania che va oltre la storia. Dal patto d’Acciaio ai Trattati di Roma; da Alcide De Gasperi ad Helmut Kohl; per arrivare ad Angela Merkel e Silvio Berlusconi. C’è almeno un attimo nella storia dei due Paesi che non si può dimenticare. Perché Italia-Germania come l’ha definita su queste colonne Luigi Pellicone è una storia senza tempo. Di politica come di calcio. Una partita nelle varie partite della storia. Come la sera del Santiago Bernabeu, in cui Marco Tardelli urlò davanti al mondo intero tutto il suo orgoglio di essere italiano. Quella sera in cui l’Italia, proprio contro la Germania Ovest (era l’epoca delle due “Germanie” perchè c’era ancora il muro di Berlino), vinceva per la terza volta la Coppa del Mondo. Impresa che non era riuscita dodici anni prima, nel 1970, quando gli azzurri di Valcareggi persero (e male) la finale contro il Brasile dei mondiali messicani. Dopo avere sconfitto in semifinale proprio la Germania Ovest in quella che venne definita a ragione come “la partita del secolo”. Una “meravigliosa partita” (per dirla invece con Nando Martellini) nella quale, l’attimo che non si può dimenticare è il minuto in cui Gianni Rivera spinge il pallone in rete per la quarta volta, regalando all’Italia, un posto in finale e nella storia del calcio. Non c’è tedesco (o italiano) di quella generazione che possa dimenticare quella semifinale di coppa del Mondo: Italia-Germania 4-3. Come non c’è tedesco (o italiano) che possa scordarsi l’urlo di Fabio Grosso ai mondiali che si disputarono proprio in Germania nel 2006. Anche quella volta fu un’altra semifinale e sempre contro la Germania ma questa volta riunificata. Da qualche anno con la caduta del muro di Berlino prima e i trattati di Maastricht poi, la storia era definitivamente cambiata. Non c’erano più l’Est e l’Ovest e Berlino era ritornata di nuovo ad essere la capitale di tutti i tedeschi. L’Europa (politica, economica, monetaria) accarezzava il sogno di essere unita. Ma la partita tra Italia e Germania restava sempre aperta. Come quando, storia più recente, Angela Merkel e Nicolas Sarkozy irrisero l’Italia di Silvio Berlusconi di fronte alle telecamere di tutto il mondo nei giorni del Consiglio Europeo dell’ottobre 2011. Una smacco politico e morale che molti italiani ricordano ancora. O la sera, di qualche mese più tardi, in cui Super Mario Balotelli,  nella notte di Varsavia e proprio sotto gli occhi di Angela Merkel, riaccese l’orgoglio italiano realizzando una straordinaria doppietta. Proprio nei giorni in cui l’altro Mario (Monti ndr), vinceva nel vertice di Bruxelles (forse tra i più importanti dalla nascita dell’Unione Europea) la partita politica (e sempre contro Angela Merkel), sulle misure per la crescita e lo scudo antispread, alleandosi con il francese Francois Hollande.  Il resto è storia di oggi. E per sapere come andrà a finire dovremo aspettare ancora. Intanto però stasera c’è ancora una volta Italia-Germania. E speriamo di ridere noi. Come la Merkel nell’ottobre del 2011.

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