C’era una volta Silvio Berlusconi, che a partire dal 20 febbraio del 1986, data in cui divenne ufficialmente presidente del Milan, fece letteralmente ‘saltare il banco’ in materia di calciomercato, investendo somme mai viste prima per rendere i rossoneri il club più importante al mondo.

Sul finire degli anni Ottanta, i tre colpi più importanti, sia per la portata economica delle operazioni che per l’importanza dei calciatori, provennero tutti dall’Olanda e per questo passarono alla storia come ‘i tre tulipani’; erano in tre ma ben presto si iniziò a parlare di Van Basten-Gullit-Rijkaard come di un’unica entità, una divinità pagana una e trina.

Il ‘cigno di Utrecht’ giunse a Milano insieme al folkloristico lungagnone dai capelli rasta nel corso dell’estate del 1987 mentre Frank Rijkaard raggiunse i connazionali all’ombra della Madunina soltanto un anno più tardi.

Fu l’inizio di una valanga di successi a tinte rossonere, tra Arrigo Sacchi prima e Fabio Capello poi, che effettivamente riuscirono a realizzare il grande progetto che Silvio Berlusconi aveva in mente: portare il Milan al primo posto nel mondo del calcio.

In seguito, al pianeta dominato dalla sfera di cuoio si sono affacciati diversi magnati di ogni nazionalità, che hanno ridimensionato le figure dei mecenati di casa nostra. Ecco allora, solo per citare alcuni esempi, il Chelsea finire nelle mani del petroliere Abramovich, il Manchester City venire acquistato dal colosso Aabar o il PSG che, grazie al ricchissimo Al-Khelaifi, torna a padroneggiare in Francia ed in Europa dopo anni bui.

L’Italia, seppur con notevole ritardo rispetto a tanti club stranieri, non resta immune da tale processo. Si assiste, così, alla dolorosa decisione dello storico presidente interista Moratti, che cede la maggioranza del club all’indonesiano Thohir, e alle tante voci di dismissione del pacchetto di maggioranza del Milan da parte della famiglia Berlusconi in favore dei nuovi ricchi del calcio planetario: gli investitori cinesi.

Dopo Thohir, sull’altra sponda di Milano, una presidenza cinese si è già insediata, grazie al Suning Group; per quanto concerne i rossoneri, invece, si attendono sviluppi ma sembra che stavolta la fine della gloriosa era Berlusconi sia veramente vicina.

Nel frattempo, un pezzo di vecchio Milan ha già sposato un progetto cinese. Proprio quelle tre leggende rossonere che diedero inizio ad un nuovo percorso sportivo ed a livello di calciomercato tra il 1987 ed il 1988, infatti, sono volate nel paese orientale per siglare un contratto che prevede la supervisione dei settori giovanili dell’intera nazione.

La scorsa settimana, i ‘tre tulipani’ si sono recati a Pechino per l’inaugurazione della Huaaoqidi Youth Training Academy, una nuova accademia che coinvolgerà ben duecento scuole della capitale cinese. Van Basten, Gullit e Rijkaard avranno il compito di stabilire un regime di allenamento del tutto nuovo da applicare agli studenti pechinesi. In merito, Frank Rijkaard ha affermato: “Dobbiamo innanzitutto assicurarci che i bambini si divertano giocando a calcio.”

Si tratta di un investimento importante, che rientra nel progetto, voluto dal governo cinese, per far diventare il paese una potenza anche a livello calcistico. Ad ogni modo, è soltanto l’inizio di una massiccia operazione di sensibilizzazione al calcio che in Cina porterà alla creazione di 50.000 scuole calcio entro il 2025.

Tale progetto, in accordo con la Beijing Campus Football Association, vedrà poi i ‘tre tulipani’ allenare 1200 docenti di educazione fisica nel prossimo triennio in modo da rendere questi ultimi esperti di calcio.

Il capo della Huaaoqidi Youth Training Academy, Shan Lie, ha detto ai giornalisti che i tre ex campioni del Milan erano a Pechino per fornire il proprio supporto al progetto e che saranno in grado di creare un nuovo tipo di curriculum per i docenti cinesi. La volontà è quella di sfornare in Cina quello che si spera possa essere il più grande calciatore del mondo negli anni a venire.

Lie ha affermato: “Stiamo pianificando l’introduzione dell’intero sistema di settore giovanile dell’Olanda e tenteremo di creare un mix di qualità con il nostro modo di vedere il calcio.”

Shan Lie spera che il trio che ha fatto sognare i tifosi milanisti per anni possa riuscire davvero ad introdurre la stimata filosofia calcistica olandese all’interno del paese asiatico, con quel ‘calcio totale’ che ha fatto scuola sui rettangoli di gioco di tutto il mondo e che in molti tentano di replicare con fortune alterne.

Da Berlusconi ai cinesi: un passaggio di testimone tra grandi ricchi con la costante rappresentata dai ‘tre tulipani’, che stavolta sono pronti a ripartire insieme per cambiare la storia del calcio cinese.

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