Nel gioco di Maurizio Sarri c’è un una pedina insostituibile, capace di mediare fra gli inserimenti di Hamsik e la sostanza di Allan, sicuramente meno estroso di Jorginho ma più agile di Zielinski, simile fisicamente a Marko Rog ma capace di stregare Maurizio Sarri prima di tutti gli altri. Già, perché il centrocampista guineano porta con sé 17 anni di talento e 24 presenze con la maglia azzurra; difficile che il tecnico toscano faccia affidamento fin da subito sui nuovi talenti che porta sotto il Vesuvio, ne sono una prova i pochi minuti concessi proprio al campioncino Rog oppure a un difensore pregiato quale Lorenzo Tonelli, decisivo contro Sampdoria e Pescara ma quasi mai chiamato in causa dal tecnico aretino.

Le statistiche parlano chiaro, Diawara è il miglior centrocampista azzurro per qualità e precisione nei passaggi – porta a casa una percentuale positiva dell’89.6% -, secondo solamente a 3/4 del reparto difensivo azzurro, che con Koulibaly, Chiriches, Maksimovic e Strinic supera il 90%.

Che Amadou Diawara sia affidabile è ormai un dato di fatto, la gara di andata contro il Real Madrid lo ha messo a nudo: l’ex giocatore del Bologna si è mosso con una disinvoltura tipica del fuoriclasse, senza sbagliare passaggi chiave che hanno permesso proprio al suo Napoli di sognare per una manciata di minuti.

Tralasciando la brutta parentesi del suo addio ai colori rossoblù, scelta o ‘capriccio’ che ha gettato non pochi commenti negativi su un giovane ritenuto da molti ancora acerbo, oggi il 19enne sta dimostrando a tutti di valere per davvero 15 milioni.

Se le migliori squadre d’Europa gli strizzano l’occhio, sul campo Diawara ferma il tempo, i suoi tocchi precisi e ben calibrati sono come spinaci per il centrocampo del Napoli, che non manca certo di forza ma deve mantenersi in equilibrio per sorreggere le scorribande del ‘trio delle meraviglie’.

Insomma, se davvero Aurelio De Laurentiis sta cercando di formare una squadra che possa sbaragliare la concorrenza in Italia ed espugnare campi illustri in Europa, il centrocampo deve essere un punto di partenza, forse anche più importante delle reti di Mertens e dei movimenti intelligenti firmati Callejon.

Il Barcellona ce lo ha insegnato, costruendo i migliori anni e le vittorie più pregiate proprio sul trio Xavi-Iniesta-Busquets, tanto invisibile quanto inimitabile.

Insomma, le due domande che tutti dovremmo porci sono sulla forza del centrocampo azzurro e sul futuro del Napoli. Diawara e il futuro del Napoli: Diawara è il futuro del Napoli.

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