Ieri sera si sono conclusi i quarti di finale della Tim Cup con la vittoria della Roma sul Cesena grazie al rigore di Francesco Totti all’ultimo respiro. Un rigore dubbio che probabilmente a parti invertite non sarebbe stato concesso. Il gioco del calcio ormai non è più solo un pallone che rotola su un manto erboso, ma anche e soprattutto potere e diritti tv. Facile quindi fare l’equazione che il derby Lazio-Roma e  la sfida Juventus-Napoli, con il primo ritorno di Higuain al San Paolo nella sfida di ritorno, abbia un appeal diverso da un Lazio-Cesena, con la gioia dei dirigenti Rai.

Aldilà della formula, spesso criticata, che comunque regalerà due sfide emozionanti e dal grande significato, in questa edizione si potrebbe verificare una curiosa anomalia più unica che rara. Il regolamento della Coppa Italia, infatti, prevede che giochi la gara in casa chi, tra le due contendenti, sia stato sorteggiato con un numero inferiore al momento degli accoppiamenti. La Roma è stata “estratta” con il numero 2 ed infatti ha disputato all’Olimpico i primi due turni in gara secca: gli ottavi di finale contro la Sampdoria, numero 15 e i quarti di finale contro il Cesena, numero 35. In semifinale, unico turno previsto con la  doppia sfida andata e ritorno, incontrerà la Lazio nel derby giocando quindi altre due volte all’Olimpico. Dovesse uscire vincitrice da questa battaglia, i giallorossi approderebbero in finale e, anche dovessero incontrare il Napoli sorteggiato con il numero 1, giocherebbero la quinta partita consecutiva all’Olimpico grazie al regolamento della competizione che ha sancito come sede unica l’Olimpico di Roma il  teatro della finale.

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