Cipro è una grande isola del Mare Nostrum, la terza per estensione, con insediamenti della civiltà che affondano in tempi quasi preistorici e tutt’ora eccellente meta turistica con ampio ventaglio di proposte per i suoi visitatori. Nel palinsesto delle attrazioni di questa primavera si è inserito anche il Campionato Europeo di Snooker con sede all’Hilton Hotel di Nicosia, la capitale. Numeri di tutto rispetto con 37 paesi partecipanti in tre competizioni organizzate a nominare il campione europeo under18 con 75 giovanissimi, under21 con 90 presenze ed il regolare con 115 fortissimi player.

Nella grande Venue dell’Hilton, oltre mille metri quadrati, hanno trovato posto 16 tavoli Star perfettamente equipaggiati e le tribune per il pubblico. Infine, a dirigere le centinaia di incontri, 34 arbitri internazionali che definire eroici sarebbe diminutivo per i turni massacranti ai quali sono sottoposti. In un office poco lontano è installato il quartier generale con il presidente Maxime Cassis, Simon Smith, PJ Nolan ed altri con funzioni di coordinamento generale. Si tratta di grandi manifestazioni sportive, legate al mondo dilettantistico ma non per questo molto inferiori al circuito che tanto ammiriamo in TV. Molti di questi giocatori infatti, vantano le realizzazione della massima serie 147, sia in allenamento che in competizione, pur svolgendo nella loro vita normali occupazioni lavorative. Lo snooker ha già compiuto 150 anni di età e le terre dove è diffuso da quell’epoca dettano ancora legge per vittorie e per qualità del gioco espresso.

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La nostra nazionale azzurra, in questa occasione, composta dal Campione Nazionale “Mitraglia” Tonini, dall’elegante centurione Manoli e dal navigato Nicolò, ha tagliato i nastri di partenza dei gironi di qualificazione con lo spirito giusto. Nessuna illusione, superbia zero, solo la consapevole certezza di vendere cara la pelle considerando attentamente le soluzioni tattiche con un gioco misurato ed ostico. Questo il profilo esposto per affrontare i gironi di qualificazione, ognuno con 5 partecipanti e solo 3 biglietti per accedere ai 64esimi, da lì in avanti ad eliminazione diretta. Scozia, Belgio, Islanda e Albania nel girone di Mitraglia non gli impediscono di battersi con furore trovando nel match chiave la giusta ispirazione per superare il veterano centurione islandese Egisson. Nel decider, dopo la una sudata rimonta dal pesante 3 a 1 che stava subendo, Tonini ingaggia un gioco di posizione dove si rivela molto efficace e maturo, piazzando nel momento giusto i colpi che gli procurano l’ampio margine del 59 a 29, la vittoria del match ed il passaggio di turno. Grande Mitraglia! Galles, Germania, Francia e Belgio contendono il girone di Nicolò che mette in campo una generale maturità biliardistica sempre utilissima in questi frangenti. Alcuni match scivolano inevitabilmente di mano a causa della soverchiante potenza di fuoco degli avversari. Molto bene sul piano tattico in quanto gli unici break di spicco che subisce sono due, 59 e 71 contro il gallese Pagett ed un 64 contro il giovane tedesco Frede. L’incontro importante per il girone e credo per l’esperienza snookeristica di Nicolò viene con il pluricampione campione transalpino Ochoiski. Partenza a razzo e subito 2 a 0 a nostro favore, terzo frame combattutissimo ma la spunta ancora, in gloriosa rimonta sulle ultime tre colorate, il coriaceo Nicolò. Dall’alto del 3 a 0 il paesaggio sembra sereno e l’occhio disteso sull’orizzonte ma ad un certo punto l’esperienza ventennale del francese in questa disciplina si fa sentire. Il cielo si riempie di nubi minacciose e contemplare il paesaggio non è più così spontaneo, inizia una scalata lenta ma inesorabile di Ochoiski per portarsi a pari quota. Ci riesce. Arrivando al decider la carica travolgente di chi rimonta spazza via le forze logorate di chi difende e con un perentorio 59 a 19 mette fine alle quasi cinque ore di aspra battaglia. Il 48enne Nicolò arricchisce la sua già ampia esperienza e porta a casa un risultato di assoluto rispetto contro il capitano francese, non possiamo che esserne fieri.

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Il gruppo Q schiera forze importanti: Irlanda, Malta, Bulgaria e Ungheria. Manoli, nostro centurione con grandi potenzialità offensive, è in questa gabbia di combattimento e qui resterà battendosi e soffrendo fino alla fine. Brian Cini, maltese allievo di Drago e White non accetta alcun dialogo e piazza pure due break di 54 e 76. Con l’Irlanda non va meglio e, nonostante Dowling costruisca ben tre break sopra i cinquanta Manoli riesce comunque nell’impresa di strappare un frame. Bulgaria e Ungheria sono avversari più abbordabili ma da non sottovalutare. Con l’ungherese Babecz l’incontro prosegue equilibrato perché il nostro azzurro non riesce completamente ad entrare in partita. I frame vengono vinti in alternanza ma la performance mentale di Manoli è disturbata anche da un pizzico di “vento contrario” che gli soffia contro. Qualche folata fortunosa spinge l’avversario ad aggiudicarsi punti non proprio meritati e fatalmente questo accade proprio al decider. L’ultimo incontro con il giovane bulgaro Chomovski è ancora scoppiettante. Manoli non sviluppa la sua solita travolgente capacità di costruire buoni break da layout diffcili, i frame si alternano ancora ma in questa occasione le buone forze non lo abbandonano e nell’ultimo settimo frame riesce a vedere con nitidezza l’obiettivo delle vittoria. Manoli si riappropria per una manciata di minuti del suo talento e supera di volata il promettente ragazzo dell’est. Stretta di mano e, forse proprio per quel vento contrario dell’altro match, la differenza tra frame vinti e persi non premia. Manoli resta vittima di un girone storto che avrebbe meritato di passare.

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La città di Nicosia, che ospita questi europei, è divisa da un muro che ricorda la ferita alla dignità umana che è stata Berlino per molti anni. Nel nord dell’isola, l’occupazione turca, sin dal 1974, ha illegalmente dichiarato la fondazione di una Repubblica di Cipro Nord, mai riconosciuta dalle Nazioni Unite. Tutto il paese è diviso dalla “linea verde” che passa anche dentro la capitale ma, nonostante questa insensata e oltraggiosa separazione, il popolo cipriota è affabile e cordiale, con il sorriso spontaneo e sempre pronto a fornire aiuto. Così, dopo aver eletto il nostro ristorante di fiducia proprio per queste positive disposizione umane, al termine dei gironi ci ritiriamo per cena in attesa dell’unica chiamata ancora utile alla nostra spedizione azzurra, Tonini – McCormack. Ancora l’Irlanda a sbarrarci la strada, ancora questa lunga e consolidata tradizione sportiva come un colosso da affrontare. Mitraglia consuma una cena leggera e poi si ritira per un pizzico di raccoglimento prima del match che gli consentirebbe di accedere al tabellone dei 64. Si tratta di un match di qualificazione costretto dall’esubero di 10 player dai gironi, un ulteriore ostacolo sul cammino. La partita inizia benissimo e Tonini si aggiudica i primi due frame quasi senza grandi difficoltà. Non ci saranno break registrati per tutto l’incontro ma le visite al tavolo da parte di McCormack si fanno molto più redditizie e nel giro di poco agguanta il pareggio. Mitraglia inizia ad incepparsi, siamo oltre le 23.30 e tutti i frame giocati dalla mattina iniziano a chiedere il conto delle energie. Gli ultimi due frame sono quasi a senso unico tranne qualche efficace difesa del nostro campione. Nel settimo frame,  abbarbicati dietro le transenne di quella grande hall dell’Hilton, abbiamo sperato per qualche minuto ma era solo un riflesso condizionato per contrastare la consapevolezza che l’avventura stava terminando. Bravi Tonini, Manoli e Nicolò, bravi perchè ottimi sportivi, disposti al confronto per accumulare esperienza, complimenti per questo episodio significativo che avete scritto nella storia dello snooker italiano. Grazie ancora per averci dato altre belle storie da raccontare, storie di sport pulito e senza polemiche. E senza polemiche si dorme meglio, scusate se è poco…

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