Grinta e fiuto del gol, prima o seconda punta, un giocatore che ha fatto innamorare tutte le piazze in cui ha giocato, calciatore del Sud del Mondo, che tifa per le squadre del Sud come testimoniano i suoi stati a favore del Palermo in questa stagione, anche se a Palermo non ha mai giocato. Parliamo di Ernesto Javier Chevanton, l’attaccante uruguagio scoperto da Pantaleo Corvino che in una sola estate si assicura sia Chevanton che Giacomazzi, anche lui uruguagio che difenderà i colori del Lecce per oltre 10 anni, seguendo la squadra salentina fino alla Serie C.

Chevanton si è contraddistinto lungo tutta la sua carriera sia per le carrettate di gol che elargiva in ogni stagione, sia per i suoi modi tutt’altro che ortodossi. Le esultanze in cui si toglieva la maglia, mostrando una “maglietta della salute” sotto la divisa, con il tatuaggio che effigia Ernesto Che Guevara, rende chiaro il concetto di che tipo di uomo sia ed oggi l’ha fatta davvero grossa, prendendo voce e dichiarando al mondo, tramite l’attivissimo profilo Twitter, un qualcosa che in tanti pensano del calcio italiano: “Serie A italiana. Giocatori che per anni si sono venduti le partite ancora giocano. Tremendo, senza parole“.

In 140 caratteri di cinguettio un’accusa fortissima al sistema della giustizia sportiva italiana che riabilita giocatori che sono stati condannati per essersi venduti le partite e che giocano ancora come professionisti.

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