Dopo un lungo tira e molla carico di polemiche, qualche giorno fa, Saido Berahino, ex centravanti prodigio del calcio agli ordini di Sua Maestà Elisabetta, trova una nuova sistemazione e lascia il West Bromwich Albion (innumerevoli gli scontri verbali che lo hanno portato a litigi col tecnico Pulis e con i tifosi del club bianco-blu); ad attenderlo c’è l’ambizioso Stoke City guidato dall’ex leggenda del Manchester United e del Galles, Mark Hughes.

Tutto sembra filare liscio e, finalmente, in modo pacifico per il buon Saido. Tuttavia, ci pensa Sportsmail a riportare in prima pagina Berahino e non certo per meriti sportivi.

La notizia è una vera e propria bomba: la lunga lontananza dai campi del calciatore, che era stata inizialmente ricondotta ai dissapori con tecnico e società del WBA, è stata, al contrario, dovuta al risultato positivo ad un test antidroga.

Con ogni probabilità, il test è stato effettuato ad inizio settembre. In tale frangente, l’atleta risulta positivo a una ‘droga ricreativa’ e scatta immediatamente la sospensione da parte della Football Association. Il caso, però, non emerge subito sulle prime pagine dei quotidiano oltre la Manica.

Il motivo? La Federcalcio inglese non è tenuta a rendere noto il nome del giocatore, a meno che non siano state violate le norme mondiali dell’anti-doping.

L’ultima presenza ufficiale in prima squadra di Berahino con la maglia del WBA è del 10 settembre del 2016 (partita contro il Bournemouth). Da quel momento in avanti, il vuoto cosmico. Il centravanti si rivede, alla fine, per giunta con la formazione Under 23, soltanto il 9 gennaio del 2017. Il tecnico dei Baggies, Tony Pulis, durante la prolungata assenza di Berahino, parla unicamente di ‘problemi di peso’ e ‘forma scadente’.

Notizie che soltanto oggi possiamo comprendere come fossero ben lontane dalla dura realtà.

A fatti emersi, intanto, nessun commento giunge da parte delle tre entità chiamate in causa nella vicenda: FA, WBA e giocatore. Quest’ultimo che, peraltro, già negli anni scorsi si era segnalato per delle clamorose ‘prodezze’ al di fuori del rettangolo verde; nel 2014, Berahino era stato fotografato mentre inalava protossido di azoto, conosciuto ai più come ‘hippy crack’. Tutto legale, ma potenzialmente molto pericoloso. Nel gennaio 2015, invece, un giudice gli aveva sospeso la patente perché era stato trovato ubriaco alla guida.

In tutto ciò, la nuova squadra di Saido Berahino che dice? Per bocca del presidente prima e del tecnico Hughes poi, i biancorossi si dichiarano tranquilli. L’allenatore gallese, infatti, ha specificato che “eravamo consapevoli di questa situazione prima che firmassesapevamo che la FA aveva sospeso Berahino per un periodo. Mi sembra otto settimane. Per saperne di più dovreste chiedere alla sua ex squadra, noi non siamo in grado di fornire dettagli. Noi siamo soddisfatti di quello che sta facendo. Abbiamo preso un giocatore con grandi capacità, giovane e che non ha ancora raggiunto il suo picco. Qui migliorerà tanto, nei prossimi 3, 4 anni diventerà molto importante per noi e noi lo saremo per lui.”

Per la cronaca, Berahino, alla fine, è tornato in campo nel penultimo turno di Premier League, dopo ormai cinque lunghi mesi di assenza.

Che sia giunto, finalmente, per lui il momento di mantenere le splendide promesse di alcuni anni fa e lasciare da parte le follie della gioventù?

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