I pericoli erano tanti: Real Madrid (pescato dal Napoli), Bayern Monaco, Manchester City, Paris Saint Germain. E invece, alla Juventus, l’urna di Nyon ha sorriso; il bigliettino con su scritto l’avversario dei prossimi ottavi di finale di Champions League, ha portato in dote il Porto secondo classificato nel girone vinto dal Leicester di Ranieri. Un piccolo risarcimento dopo il sorteggio dello scorso anno che vide i bianconeri associati al Bayern Monaco e costretti all’eliminazione, seppur ingiusta e arrivata ai supplementari, dalla squadra tedesca.

I portoghesi, rispetto ai super club presenti nell’urna, sono certamente avversari abbordabili per gli uomini di Allegri ma nella loro rosa presentano elementi di spessore e in grado di poter mettere in difficoltà la Juventus.

Partendo dalla porta, la squadra allenata da Nuno Espirito Santo può permettersi il lusso di schierare un portiere come Iker Casillas, personaggio storico della competizione avendola già vinta per tre volte; lo spagnolo non è più nel fiore della sua carriera e spesso cade in clamorosi errori, ma l’esperienza è tanta e in partite come queste può fare la differenza.

La difesa è probabilmente l’arma in più per il Porto avendo subito in campionato solamente cinque reti; il reparto è guidato dai due difensori centrali Marcano e Felipe con l’inserimento spesso anche del più giovane Boly, sulle fasce agiscono a destra l’espertissimo ma turbolento Maxi Pereira e a sinistra Alex Telles vecchia conoscenza dell’Inter, dove non ha lasciato il segno, capace anche di battere i calci di punizione.

Il centrocampo, invece, è un concentrato di tecnica, fantasia e fisicità. A fare da schermo davanti la difesa c’è il gigante Danilo, campione d’Europa col Portogallo e diga insormontabile del club bianco-blu limitato dalla scarsa velocità d’azione e che potrebbe soffrire le incursioni dei bianconeri; ad affiancarlo solitamente il duo messicano formato da Hector Herrera, a lungo seguito dal Napoli ed ora anche sotto i riflettori della stessa Juventus, e Jesus Corona che durante l’ultima Copa America ha fatto vedere di essere un giocatore imprevedibile e dal talento sopraffino che troppo spesso però si perde nelle sue stesse giocate. A tessere le fila e a legare il reparto mediano con quello d’attacco c’è Oliver, giovane trequartista classe ’94 proveniente dall’Atletico Madrid che potrebbe soffrire molto palcoscenici come quello della Champions e uno stadio bolgia come lo Juventus Stadium. I due attaccanti sono Andrè Silva, che ha già siglato 7 reti in campionato in 4 in Europa, e Diogo Jota. Tanto talento per i due giocatori che però, come molti elementi del Porto, sono giovanissimi; il primo classe ’95 e il secondo ’96 potrebbero non rendere al meglio in una competizione dove l’esperienza deve essere uno dei requisiti fondamentali.

L’ultima volta che Juventus e Porto si sono affrontate correva l’anno 2001 e i bianconeri si imposero allo Stadio Delle Alpi per 3-1 con le reti, dopo l’iniziale vantaggio portoghese di Clayton, di Del Piero, Montero e Trezeguet. La sfida contro i bianco blu riporta alla mente anche altri ricordi positivi per la società torinese; nella stagione 1983-84, infatti, le due squadre si giocarono la finale di Coppa delle Coppe vinta poi dalla Juventus all’epoca allenata da Giovanni Trapattoni per 2 a 1. La gara di andata sarà giocata al Do Dragao il 22 febbraio, mentre quella di ritorno si disputerà a Torino il 14 marzo.

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