In Champions dalla porta principale. Non per inviti, non per meriti acquisiti sul campo. Alla faccia della sportività. Idea di Michael Bolingbroke, Ceo dell’Inter, nonché braccio destro di Erick Thohir. Sarà un caso, ma la proposta del dirigente giunge nelle ore successive a Roma – Inter 1-1. Un risultato negativo per i nerazzurri, costretti ormai a un miracolo per centrare, sul campo, la qualificazione ai preliminari per l’Europa che conta.

E adesso? Ecco il colpo di genio: Inter in Champions tramite una wild card, perchè, a livello di brand, è nella top ten mondiale. Dunque, si parla di soldi, non di sport. E forse non è un caso sia così. La proposta, che con ogni (auspicabile) probabilità cadrà nel vuoto. Ma non va ignorata. Semplicemente perchè questa non è un’idea, ma un tentativo ottimistico di rastrellare denaro per colmare, almeno in parte, i pesantissimi debiti.

I numeri sono impietosi, senza sentimenti. L’Internazionale Milano Football Club ha un “rosso” totale di 417 milioni di euro. Somma di un finanziamento di Goldman Sachs e Unicredit (230) ,prestiti di Thohir (108), fornitori (68) e altri club (11).

Ah, per la cronaca, Thohir presta soldi all’Inter, ma per riprenderseli a tasso d’interesse elevatissimo variabile fra l’8% e il 9,5%.  Il magnate indonesiano ha dei debiti che andranno incassati entro il 29 maggio del 2020. Di contro, ha l’obbligo di garantire continuità aziendale sino al novembre 2016.

 E dopo? Come rientrare dell’investimento senza rimetterci? Ottima domanda. Sarà per questo che Thohir inizia a guardarsi intorno, alla ricerca di compratori o nuovi soci affidandosi alla Goldman Sachs a caccia di cash in oriente.

Di certo, oggi, le prospettive non sono incoraggianti: l’Inter chiuderà il 2016 ancora in rosso, di certo con un passivo più pesante dei -30 milioni pretesi dall’UEFA per rientrare dal Fair Play finanziario. Ciò si traduce in ulteriori 14 milioni di multa da parte del massimo organismo sportivo europeo. Senza contare tutti i “pagherò” in sospeso per buona parte del mercato dello scorso anno. Una cifra traducibile in altri 80 milioni.

La qualificazione diretta alla Champions garantisce 50 milioni: i conti, dunque, e le richieste di Bolingbroke tornano. Certo, ci vuole un bel coraggio a pensare che l’UEFA, che ha già nel mirino la gestione nerazzurra, dica di si. Sperare, però non cosa nulla. Anzi, in questo caso, li riddurrebbe, i costi.  Un “sì” della Uefa permetterebbe all’Inter indonesiana di “respirare” e non essere travolta da un’onda ancora non ben decifrabile, ma sicuramente sinistra.

Giocare pulito e acquisizione della Champions per meriti sportivi? Rivolgersi altrove, qui si parla di finanza, non di calcio e di sport. Fortunatamente il calcio riesce ancora a raccontare favole dal possibile lieto fine come Carpi, Crotone, Leicester. Ma questa è un’altra storia, molto più bella e pulita di quella appena descritta.

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