Quella che sto per raccontarvi è una delle storie più romantiche della storia del calcio. Una favola che porta alla ribalta delle persone normali. Una favola inaspettata, che rovescia le piramidi e mette in ginocchio le più grandi squadre della Francia. Questa è la favola del Calais, compagine dilettante che mise in crisi le big del football francese.

Siamo nel duemila, ci troviamo in Francia in una piccola cittadina del nord. Siamo a Calais, un piccolo villaggio di pescatori che affaccia sulle coste dell’Oceano Atlantico. La squadra di calcio locale è una delle tante. Nel Calais non ci sono giocatori professionisti. La squadra è composta da persone normali, che integrano con il calcio il loro lavoro principale. Operai, pescatori, postini e parrucchieri. Gente comune che decide di iscriversi alla Coppa di Francia per puro divertimento.

Questa storia comincia proprio da qui.

Il Calais spera di reggere almeno qualche turno, con il sogno di confrontarsi con qualche squadra professionista. In questa favola tutti sono protagonisti, dall’ex promessa Cédric Schille (portiere) all’attaccante Gerard (magazziniere e bomber di periferia). Solo appassionati del pallone, con delle qualità rimaste nel buio per troppo tempo.

Il Calais comincia finalmente il torneo con la fase eliminatoria e affronta tante squadre di pari categoria, sulla carta persino più attrezzate. I giallorossi (colori sociali del Calais) superano indenni quattro battaglie. Si suda, si lotta e si soffre. Tutte le piccole realtà della Francia vogliono ben figurare e ogni turno diventa un’impresa. Eppure siamo ancora nelle fasi preliminari del torneo, con i grandi club del paese che ancora non si interessano lontanamente alla Coppa.

Ecccoci all’ottavo turno del torneo, il Calais ribalta i pronostici e travolge il Dunkerque, facendo esplodere di gioia tutta la città e i tifosi della squadra. Fidanzate, parenti, amici e mogli in estasi per il miracolo dei loro cari. Il Calais vola ai trentaduesimi di finale, dove finalmente può affrontare qualche compagine professionista. I giocatori del Calais sono al settimo cielo e sono emozionati all’idea di poter affrontare dal vivo giocatori che fino al giorno prima avrebbero potuto vedere soltanto in televisione.

Dai sorteggi esce fuori il Lille, capolista in Ligue 2 (la nostra serie B). Un sorteggio che sembra mettere fine ai sogni di gloria del Calais, anche perchè la differenza tecnica è  abissale.  I giallorossi arrivano a questa sfida con la giusta dose di emozione e adrenalina. Ma l’approccio in campo è spensierato. I ragazzi ribaltano la sfida ai calci di rigore, senza fallire nemmeno una esecuzione. Il sogno può continuare. Nel turno successivo il sorteggio sembra più generoso coi nostri eroi: arriva il  Langon-Castets, squadra di quarta divisione ma pur sempre temibile. Il Calais gioca nel suo piccolo impianto locale e travolge 3-0 gli avversari. L’effetto Lille si fa sentire ancora e i gli undici sognatori di Calais  volano agli ottavi di finale.

L’entusiasmo è incontenibile, c’è bisogno di uno stadio più grosso e il Calais si trasferisce allo Stade de la Liberatìon di Boulogne. Dal bussolotto esce il Cannes (Ligue 2) che secondo i bookmaker vincerà a mani basse. D’altronde la differenza tecnica è immensa. Ma non in quei centoventi minuti combattutissimi, dove il Calais riesce a trascinare i professionisti ai calci di rigore. Proprio dal dischetto i giallorossi si rivelano più efficaci e conquistano il biglietto per i quarti di finale. Il Calais è già tra le più forti di Francia.

Tocca allo Strasburgo e la favola sembra davvero poter finire. Ma il Calais ormai è  una mina vagante e in una partita rocambolesca beffa gli avversari due a uno. I dilettanti mandano al tappeto (ancora una volta) i professionisti. I giallorossi ormai diventano l’incubo delle grandi. Si va in semifinale, senza paura di affrontare i campioni in carica del Bordeaux.

Per i campioni dovrebbe essere una pura formalità, ma il Calais alza i muri in difesa e non si lascia abbattere. Si soffre, si sputa sangue e si corrono pericoli. I nostri (sì, tifiamo palesemente per loro) hanno più benzina, più fantasia e si portano incredibilmente in vantaggio con l’impiegato Jandau. Il Bordeaux si sente umiliato e pareggia i conti con Laslandes. Altra partita ai rigori? No, perchè il Calais non ci sta e con le reti di Millien  (insegnante delle elementari) e Gerard fissa il 3-1.

I giallorossi incredibilmente, inspiegabilmente e senza un vero perchè hanno sconfitto tutte le grandi e sono ad un passo dal trofeo. Quasi tutte le grandi, perchè l’appuntamento con la storia mette di fronte il Nantes.

Il Nantes è una squadra di Ligue 1, inutile dire che il pronostico anche qui sembra scontato. Sul rettangolo verde il dislivello viene completamente annullato. Il Calais passa addirittura in vantaggio con Dutitre. Solo 45′ seperano il Calais dal titolo. C’è aria di festa e paura di vincere. Un contrasto di emozioni inspiegabili. Proprio sul più bello il Nantes pareggia, trascinando i giallorossi ai supplementari. Può succedere di tutto, anche perchè il Calais continua a proporre il suo gioco ben consolidato e in ottica dei calci di rigore può schierare i suoi cecchini. C’è però lo scherzo del destino che manda in frantumi i sogni della piccola cittadina francese: nel finale della gara l’arbitro sogna un fallo immaginario dentro l’area del Calais e decreta il penalty per il Nantes.

Il portiere dei miracoli può salvare i suoi, ormai non ci stupirebbe nemmeno più. Ma dagli undici metri il Nantes non sbaglia e fa sprofondare il Calais. Non c’è più tempo, ma solo tante lacrime. All’ultimo respiro il Nantes vince la Coppa.

Nessun lieto fine per i nostri undici eroi, sconfitti sul più bello. Ma questa è una favola che merita di essere raccontata. E ricordata. Un’impresa che resterà a lungo nella storia del magico mondo del calcio.

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