Robin Williams, un genio straordinario brilla tra le stelle

Robin Williams, un genio straordinario brilla tra le stelle

Ci sono ricordi più dolorosi di altri. Uno di questi è la morte di Robin Williams. Succedeva l’11 agosto del 2014: il mondo del cinema perdeva una delle sue stelle più belle.

Robin era un’icona internazionale, una risata contagiosa ed un padre di famiglia. Per noi era Peter Pan, Mrs Doubtfire, il professor Keating e moltissimi altri. Non sono bastati tre anni per dimenticarlo, semplicemente perchè Robin Williams è indimenticabile.

Doloroso mettersi nei panni della sua famiglia e dei suoi amici che ancora oggi lo piangono: «Era l’uomo più coraggioso del mondo alle prese con il ruolo più difficile della sua vita» le parole della moglie Susan Schneider a Neurology dopo il suicidio del compagno.

L’incubo di quell’11 agosto non si riesce proprio a cancellare:  «Era domenica siamo andati a letto augurandoci la buonanotte, come sempre. Mi disse “Buonanotte, amore mio”».

La depressione, forse, ha ucciso Robin. Tre matrimoni alla deriva, una carriera straordinaria offuscata da una crisi interiore. Williams non voleva essere dimenticato, aveva paura ed era sommerso dai problemi.

«Era preoccupato dal lavoro e dai soldi» la confidenza di un caro amico, dopo la sua morte. Robin era un sorriso vivente, un animo sensibile stanco della vita e della malattia. Già, perchè Williams soffriva di gravissimi problemi di salute e alla fine ha detto basta.

Il rischio di cadere nella retorica è tangibile, così come scrivere banalità. E’ difficile parlare di Robin, di quello che è accaduto. Per chi ha sognato assieme ai suoi personaggi oggi è un giorno molto triste.

Non potrebbe essere diversamente, la mancanza di una mente così straordinaria si fa sentire. Ciò che ha rappresentato Robin Williams nella storia del cinema supera i confini dell’immaginazione e ciò che avrebbe potuto rappresentare ancora sarebbe stato altrettanto straordinario.

Estremamente straordinario,

perchè lui era Robin Williams.

E noi non possiamo far altro che ringraziarlo per ciò che ci ha donato e omaggiarlo così.

“Non vi rassegnate, ribellatevi. Osate cambiare, cercate nuove strade”.

Ciao Capitano.

Giacinto Festival: la terza edizione della rassegna per la cultura LGBT

Giacinto Festival: la terza edizione della rassegna per la cultura LGBT

Torna l’evento più atteso dell’estate, il “GIACINTO – NATURE LGBT”, festival di informazione sulla cultura omotransessuale, la cui Direzione artistica è affidata all’attore Luigi Tabita. Tra i protagonisti di questa edizione: la madrina dell’evento Eva Grimaldi, il giornalista Alessandro Cecchi Paone ed il comico di Colorado Daniele Gattano.

Dopo il grande successo delle scorse edizioni, ritorna, sabato 5 e domenica 6 agosto, nella splendida cornice di Noto, il festival di informazione e approfondimento culturale “Giacinto-nature lgbt”.

Il festival,  ideato e diretto dall’attore ed operatore culturale Luigi Tabita, da sempre in prima linea nelle lotte per i diritti civili e pari opportunità, prevede due giorni di lavori durante i quali, attraverso l’utilizzo di linguaggi differenti, si racconteranno le realtà e i nodi che più interessano la comunità LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transessuali).

Il festival è patrocinato dal Senato della Repubblica e dalla Camera dei Deputati  perché è stato riconosciuto “come evento culturale volto a valorizzare il rispetto delle differenze ed a contrastare le discriminazioni”.

«Tanti gli ospiti e i temi di questa terza edizione– afferma il Direttore artistico -. Cercheremo di raccontare uno degli orientamenti sessuali che ancora oggi appare difficile da comprendere e che rimane fortemente nell’ombra, imbrigliato tra pregiudizi e stereotipi socio-culturali, ovvero la bisessualità: affronteremo il tema della sessualità e disabilità, specialmente delle persone omo-bi-transessuali, che ancora scandalizza molti e che è materia di un disegno di legge, discuteremo – continua – sulla necessità di una legge contro l’omotransfobia in risposta agli episodi violenti che le cronache ogni giorno ci raccontano».

Madrina della manifestazione sarà Eva Grimaldi, attrice amata dal grande pubblico che, nel bel mezzo della sua carriera artistica, ha deciso di vivere pubblicamente un amore omosessuale sfidando pregiudizi e tabù.

Anche quest’anno il festival vivrà nel raffinato cortile dell’ex Convitto Ragusa, contaminando il centro storico di Noto con varie iniziative. Una terza edizione ricca di mostre, documentari ed incontri con ospiti di eccezione del mondo della cultura,  della politica e dello spettacolo.

Partner della manifestazione:  Gay Statale, Arcigay, Stonewall, Queers, TryChanging, Agedo, Lila, Amnesty International, Disability Pride, Mo.V.I.S.

Media partner GAY.it

 

PROGRAMMA

SABATO 5 AGOSTO

 H.18.30:  CERCANDO IL PARADISO PERDUTO – Quarant’anni (e passa) in movimento

Inaugurazione della preziosa mostra fotografica dell’artista Giovanni Rodella sul movimento

omosessuale italiano dagli anni ’70 ad oggi.

Sala Dante – Teatro Tina di Lorenzo

 H.19.00:  #ètempodilegge 

Un momento di confronto, con personalità del mondo delle Istituzioni e dell’attivismo LGBT, sull’urgenza di una legge contro l’omotransfobia.

Saranno presenti:

Sen.Giuseppe Lumia – Commissione Giustizia del Senato della Repubblica

Salvatore Ferro – Vicepresidente dell’Associazione AGEDO Catania

Armando Caravini – Presidente Arcigay Siracusa

Tiziana Biondi – Presidente Associazione Stonewall GLBT

Daniela Dominici – Insegnante

Teresa Manes – Presidente Associazione Italiana Prevenzione Bullismo, che per l’occasione presenterà il libro “Andrea, oltre il pantalone rosa”, dedicato al figlio che nel 2012 si tolse la vita perche vittima di bullismo

– Cortile ex Convitto Ragusa

 21:30 “HAPPY & GAY”

Corto di animazione canadese pluripremiato nel mondo, scritto e diretto da Lorelei Pepi. Rivisitando i fumetti musicali anni ‘30, Pepi muove una forte critica agli stereotipi  sociali e religiosi sulla diversità.

-Cortile ex Convitto Ragusa

H.22:00  B-STORY

La bisessualità è tra gli orientamenti sessuali quello che ancor oggi stenta ad avere il giusto riconoscimento.  Affronteremo il tema con il Prof. Giuseppe Burgio, professore associato di pedagogia generale e sociale Università “Kore” di Enna,Vicedirettore del CIRQUE e con l’attrice

Eva Grimaldi.

Cortile ex Convitto Ragusa

INCURSIONI curate dal Lab – Oratorio Teatrale Sacro Cuore

DOMENICA 6 AGOSTO

CERCANDO IL PARADISO PERDUTO – Quarant’anni (e passa) in movimento

Mostra fotografica dell’artista Giovanni Rodella sul movimento omosessuale italiano

dagli anni ’70 ad oggi.

Sala Dante – Teatro Tina di Lorenzo

18:00 IDENTITY

L’artista-designer di origine rumena Saul Steinberg in un’intervista del 1967 parla della maschera come un rivelatore del carattere, della funzione o della classe che una persona riveste nella società. La maschera cela la propria identità dall’altro, secondo il pensiero antropologico, ma è anche lo strumento in grado di mettere in contatto la propria identità con l’alterità che emerge grazie al suo utilizzo. In un percorso creativo, prima laboratoriale e poi performativo, l’artista Barbara Boiocchi, offrirà la possibilità di esplorare altri noi.

Cortile ex Convitto Ragusa

 H.20.00 GILBERT’S RAINBOW

Le associazioni lgbt invaderanno le strade principali della città con animazioni, flash-mob e con una travolgente onda rainbow per ricordare la recente scomparsa  di Gilbert Baker ideatore della bandiera arcobaleno, icona della comunità lgbt.

H.21.00 NON SIAMO ANGELI

Il comico Daniele Gattano,  volto di Colorado, ci racconterà con la sua mordace ironia il mondo omosessuale e presenterà il progetto video sul tema sesso e disabilità lgbt.

Interverrà Carmelo Comisi, ideatore e Presidente del Disability Pride Italia.

Cortile ex Convitto Ragusa

H.22.00 NE AVETE FINOCCHI IN CASA

Il collettivo studentesco Gay Statale dell’Università di Milano presenta un documentario sul modo in cui il cinema italiano degli anni ’70 ha raffigurato i gay e le lesbiche influenzando l’immaginario collettivo sino ai nostri giorni. Dopo la proiezione incontro con il regista Andrea Meroni e con il giornalista Alessandro Cecchi Paone

-Cortile ex Convitto Ragusa

 NOTIZIE UTILI

Mostra: da giorno 5 agosto al 6 agosto 10:00 – 13:00 e 17:00 – 24:00. Ingresso gratuito.

Mail at giacintofestival@gmail.com

Maria Noemi: se il Tar rischia di trasformare un calvario in dramma

Maria Noemi: se il Tar rischia di trasformare un calvario in dramma

Non è ancora detto che lo sfratto alla fine avvenga. Ma nella casa di Maria Noemi, la bambina resa malata sin dalla nascita a causa di un errore medico, giorno dopo giorno sale la preoccupazione. Perché dal 1 luglio, anche sulla casa di Maria Noemi e della sua famiglia (e di altre 306) pende proprio come una spada di Damocle la decisione del TAR di confermare tutti i provvedimenti di sfratto. Che nel novembre scorso, il dipartimento Urbanistica del Comune di Roma aveva inviato a tutti gli assegnatari delle case popolari ricevute nel 2006, grazie al provvedimento firmato da due dirigenti comunali poi finiti sotto inchiesta. Ed è proprio la sentenza di condanna definitiva (arrivata nel 2016) dei due dirigenti a dare l’inizio a tutta questa storia. Nella quale, è finita suo malgrado anche la famiglia di Maria Noemi. La quale, come abbiamo già raccontato ai lettori di Io Gioco Pulito, a differenza di molti altri assegnatari, già nel 2006 i requisiti per poter ottenere l’alloggio popolare li aveva tutti. E proprio in base a una delibera del Comune (la 132 del 2003) che predisponeva una riserva di alloggi ERP (cioè di edilizia residenziale pubblica) al 25% dei casi che rientravano nella cosiddetta “emergenza abitativa” . Condizione nella quale, proprio il dipartimento delle Politiche Abitative aveva riscontrato che si trovasse la famiglia di Maria Noemi. Dovuta ad uno stato di sovraffollamento in cui viveva la famiglia che tra l’altro era stato riconosciuto come “incompatibile” con lo stato di salute della bambina.

Da qui la decisione delle Politiche Abitative di procedere con l’assegnazione dell’immobile. Fino al novembre scorso, quando lo stesso Dipartimento (cambiati i dirigenti) ha fatto recapitare anche alla famiglia di Maria Noemi il provvedimento di sfratto. Ed è iniziato un vero e proprio calvario fatto di carte bollate e ricorsi, tra richieste di incontri con la sindaca (mai avvenuti) e promesse dell’assessore al Bilancio Mazzillo che per adesso, non sono ancora state mantenute. Come ha scritto il Corriere della Sera il 1 luglio, lo stesso Mazzillo avrebbe chiesto all’avvocatura capitolina di “riconsiderare i provvedimenti di rilascio forzoso con una possibile sospensione degli sfratti”. Richiesta che però evidentemente, non sarebbe stata presa in considerazione. In mezzo l’intercessione dell’ex premier Silvio Berlusconi il quale, intervenuto con una telefonata in diretta tv nella quale era presente come ospite il padre di Maria Noemi Emmanuel, ha pubblicamente dichiarato di volersene fare carico. Promettendo al padre della bambina, anche in un incontro avvenuto nei giorni successivi a Palazzo Grazioli, che avrebbe sistemato la faccenda. Anche se per adesso, dopo due mesi da quella telefonata, la faccenda non è ancora stata sistemata. E nel frattempo è arrivata la decisione del TAR che ha confermato i provvedimenti di sfratto per le assegnazioni avvenute nel 2006. Tra le quali c’è anche appunto la famiglia di Maria Noemi. Che adesso rischia dopo mesi di calvario, di vivere un vero e proprio dramma.

Solar Decathlon 2018: i ragazzi del Team Sapienza e il progetto per un mondo sostenibile

Solar Decathlon 2018: i ragazzi del Team Sapienza e il progetto per un mondo sostenibile

Il caldo di questi giorni, il sole che ci abbronza al mare e ci “minaccia” in città, ma soprattutto le ultime, ennesime brutte notizie su tutti i nostri errori ecologici (come il parametro della sensibilità climatica probabilmente sbagliato), ci riporta prepotentemente a discutere di energia sostenibile, risparmio energetico, fotovoltaico.

Ecco perché torniamo volentieri a parlare di Solar Decathlon, “le olimpiadi universitarie dell’architettura sostenibile” che si terranno a Dubai nel 2018.

Fra i 22 atenei di 16 diversi Paesi del mondo, c’è, come saprete, anche il Team Sapienza, composto da 50 studenti dell’Università Sapienza di Roma provenienti dalle tre Facoltà di Architettura, Ingegneria e Comunicazione.

Lavorano già da circa un anno per progettare e sviluppare il miglior prototipo in scala reale dell’abitazione del futuro: green, smart ed interamente alimentata dall’energia solare. Il progetto si chiama Restart4Smart, e la Smart Solar House, interamente in legno, sarà costruita a Pomezia vicino Roma per essere poi trasportata a Dubai nel luogo della competizione dove, tra ottobre e novembre 2018, arredata e perfettamente funzionante, sarà esposta al pubblico insieme alle altre abitazioni in gara per essere valutata da una giuria internazionale affrontando i 10 contest (da qui il nome Decathlon) che già stanno impegnando le squadre.

Uno degli aspetti più interessanti e fortemente “etici” di tutta la competizione è che ogni squadra deve riuscire a trovare i fondi necessari per lo sviluppo in assoluta autonomia. Perciò non solo i ragazzi e i professori coinvolti studiano e progettano, ma si spendono “letteralmente” per promuovere il progetto e raccogliere contributi e sponsorizzazioni indispensabili per proseguire.

Dopo aver intervistato, mesi fa, il Prof. Ing. Marco Casini, docente di Tecnologia dell’Architettura e di Certificazione ambientale degli edifici presso la Facoltà di Architettura della Sapienza di Roma, Faculty Advisor e Project Manager del Team Sapienza, questa volta vogliamo farvi conoscere la passione ed il parere dei giovani protagonisti di questa faticosa e lunga avventura: gli studenti! Matteo Floridi e Alessandro Geraci, coautori, fra le altre cose, anche dei diversi video che trovate sui canali social del team.

Da quanto lavorate a questo progetto?

Matteo: La nostra avventura nel Solar è iniziata un anno e qualche mese fa, siamo entrati con la prima ondata di selezioni; per questo ci riteniamo tra i veterani del gruppo, sia per età anagrafica che per “attaccamento alla maglia”. Il solar fa parte della nostra vita quotidiana, siamo fieri di far parte del Team Sapienza SDME.

Alessandro: Abbiamo iniziato a lavorare e a credere in questo progetto dai suoi inizi, da aprile dell’anno scorso, e guardandoci alle spalle, siamo davvero contenti della strada fino ad ora percorsa e dei risultati ottenuti.Siamo riusciti a trovare ‘un nostro posto’ all’interno nel team, dedicandoci con grande passione, interesse e anche una buona dose di divertimento, nei diversi lavori svolti.

Abbiamo ottenuto grande sostegno e apprezzamenti da parte di tutti i nostri compagni e professori e tutto questo ci fa sentire sempre più orgogliosi ed entusiasti di partecipare al Solar Decathlon. Adesso stiamo terminando la fase di progettazione e non vediamo l’ora dal prossimo ottobre di cominciare a costruire in cantiere il progetto, che stiamo sentendo sempre più come nostro.

Cosa vi spinge a credere, se ci credete, in un futuro più sostenibile?

Matteo: Ci credo fortemente. E’ un pensiero che deve far parte di ognuno di noi. Deve spingerci a impegnarci sempre di più ogni giorno. Ne va del nostro futuro e di quello delle prossime generazioni. Stiamo arrivando ad un punto di non ritorno, solo la consapevolezza delle risorse che si hanno e l’oculatezza nel non sperperarle possono far si che ci sia un futuro sostenibile.

Alessandro: Crediamo e dobbiamo tutti credere in un futuro più sostenibile. E’ facile immaginare il futuro come nelle pellicole cinematografiche, con macchine volanti, robot e case intelligenti, ma per far in modo che tutto ciò avvenga è necessario che il progresso tecnologico debba esser accompagnato da un profondo e radicato rispetto per l’ambiente ed un uso consapevole delle risorse. Il nostro pianeta si sta ammalando, e l’uomo, a cominciare dal luogo in cui abita, deve necessariamente correre in suo aiuto scommettendo in un futuro senza sprechi e più sensibile ai problemi ambientali. Un futuro più sostenibile può esser dunque l’unico futuro ‘futuribile’ e realizzabile.

Quanto è importante la divulgazione ed il sostegno del pubblico?

Matteo: E’ fondamentale! Senza divulgazione non c’è conoscenza del progetto e della competizione, e di conseguenza non c’è sostegno del pubblico. E’ importantissimo far conoscere cosa stiamo facendo e come lo stiamo facendo. Il sostegno di amici, familiari, professionisti o semplicemente curiosi ci dà grandi motivazioni a far le cose sempre con il giusto impegno e con lo spirito propositivo.

Alessandro: Noi pensiamo che un’idea per quanto sia vincente non può arrivare in alto se prima non entri nel cuore delle persone. Sono proprio le persone che, con il loro interessamento, curiosità e sostegno, riescono a trasmetterti a loro volta le giuste motivazioni per portare avanti un progetto. Emozionare ed essere emozionati da chi ci circonda è qualcosa di indescrivibile.

Volete lanciare ancora un appello ai nostri lettori? State, tra le altre cose, partecipando anche ad una raccolta crowdfunding con Eppela. Ce ne volete parlare?

 Matteo: Mi piacerebbe far conoscere il lavoro del Team e l’impegno che stiamo mettendo per cercare di cambiare il modo di progettare e di vivere l’architettura. Continuate a seguirci sui nostri Social. Sì, da qualche giorno è stata lanciata su Eppela, il più importante sito di crowdfunding italiano, una campagna di raccolta fondi per cercare di portare a termine nel migliore dei modi il progetto ReStart4Smart, il nostro prototipo di casa sostenibile, quello che costruiremo a Dubai nell’Ottobre 2018. Ogni piccolo contributo può farci fare la differenza. I primi a crederci siamo noi con grande entusiasmo, ma serve sicuramente il sostegno e l’affetto del pubblico per portare avanti questa bellissima iniziativa.

Alessandro: Vogliamo ricordare a tutti che, prima di essere un team di progettisti e decatleti, siamo prima di tutto un team di universitari: ragazzi con un sogno, quello di divertirci e imparare da un’esperienza unica e incomparabile, importante per porre le basi del nostro futuro e migliorare quello di tutti. Continuate a sostenere il Team Sapienza, aiutateci a portare avanti i nostri sogni! 

Grazie mille ragazzi! E ancora in bocca al lupo!

Ecco il link al sito di Eppela dove si può partecipare al crowdfunding, ottenendo ricompense di ogni genere.

https://www.eppela.com/it/projects/14375-restart4smart

Se il disabile diventa un problema: l’altalena a cui vogliono mettere un lucchetto

Se il disabile diventa un problema: l’altalena a cui vogliono mettere un lucchetto

Che genitori possiamo essere se non siamo in grado di insegnare l’inclusione?
Se chiediamo un ‘lucchetto’ per l’utilizzo di una altalena inclusiva?
Un vero ‘lucchetto’ qui è solo dentro la mente chiusa e manchevole di genitori che forse andrebbero ‘formati per esserlo davvero’.

Il messaggio di protesta di Michela Aloigi è chiarissimo. Grave per il nostro senso di civiltà.
Lei è la madre di Matteo, ragazzo disabile, e presidente dell’Associazione La giraffa a rotelle, ringrazia in modo ‘amaro’ per l’annunciata chiusura di un’altalena speciale installata negli ultimi mesi del 2016 nel parco urbano di Imperia e tanto criticata da genitori di bimbi ‘normodotati’ da creare un caso. Questi ultimi la ritengono ‘pericolosa per l’incolumità dei propri figli, e per quegli ‘adulti’ che utilizzandola in modo improprio hanno manifestato il proprio fastidio.
Il post di Michela Aloigi in poche ore ha raggiunto oltre 3mila visualizzazioni e oltre 2800 condivisioni: “Io e Matteo ringraziamo tutti quei cittadini che hanno fatto chiudere l’altalena così che i propri figli ‘normodotati’ possano rimanere incolumi mentre loro chiacchierano e giocano con il cellulare. O sono tranquilli tranquilli al mare poiché non hanno bisogno di aiuto o accessibilità. Noi, non vi preoccupate, andiamo a rinchiuderci a casa. Grazie. W la civiltà”.
Fonte
https://www.facebook.com/michela.aloigi/posts/839308739576089?pnref=story

Il problema vero, era la mancanza di attenzione dei genitori di ragazzi ‘normodotati’, non in grado di vigilare sui propri figli e far loro rispettare qualche semplice regola.

Nei giorni scorsi, sempre su Facebook la denuncia dei ‘normodotati’ circa la presunta pericolosità dell’altalena inclusiva. Chiedevano di mettere un lucchetto e consegnare la chiave per l’utilizzo su richiesta‘. Seguirono anche lamentele con i ‘media’ della stampa locale.

Bisogna avere davvero poca coscienza e una ridotta propensione alle capacità genitoriali, se ‘come genitori siamo pronti ad insegnare ai nostri figli la discriminazione’ pur di non assumerci  responsabilità, vigilare e farli crescere dentro ‘basi’ per una crescita consapevole, di noi stessi e dell’altro.

Il post di Michela Aloigi è diventato virale, con manifestazioni di solidarietà da persone, Associazioni e quanti riescono ad indignarsi ancora..E la battaglia vera è vincere sulla civiltà e i diritti per tutti.
Le sue parole di ringraziamento:
“Quanta solidarietà! Un grazie a tutti e vi terrò aggiornati sperando che tutto questo appoggio faccia riaprire e cosa importantissima, rispettare, giocando tutti insieme, l’Altalena!”.

 

TaoFilmFest e Fiumara d’Arte insieme per l’anteprima straordinaria delle Rocce di Capo Mazzarò

TaoFilmFest e Fiumara d’Arte insieme per l’anteprima straordinaria delle Rocce di Capo Mazzarò

Sabato 8 luglio l’articolato programma della Notte del Cinema prenderà avvio alle 18 nello splendido Villaggio Le Rocce con la rinnovata mostra Taormina Cinema a cura di Ninni Panzera. L’incontro tra Taormina Arte e la Fondazione Fiumara d’Arte – che da mesi sta lavorando per riportare alla vita questo paradiso perduto con il valore etico che caratterizza le scelte del mecenate messinese Antonio Presti – rappresenta un dono per l’intera cittadinanza taorminese, privata per oltre mezzo secolo della fruizione di uno dei luoghi più incantevoli della Sicilia. Un omaggio nel solco della “Devozione alla Bellezza”, mantra di Presti già concretizzato nelle esperienze di Librino e dei comuni della Valle dell’Halaesa, resi oramai un museo a cielo aperto ammirato da visitatori provenienti da tutta Europa. “L’apertura straordinaria delle Rocce può rappresentare il valore aggiunto ad un Festival allestito con abnegazione e grande spirito di sacrificio – afferma Presti – Volevo fortemente rievocare il rapporto tra questo luogo e la sua vocazione cinematografica: per tutti gli anni ‘60 le Rocce furono meta privilegiata di stelle del calibro di Liz Taylor o Cary Grant, il Villaggio di Capo Mazzarò era la punta di diamante dell’intero sistema turistico taorminese. La Notte del Cinema sarà tuttavia solo il preludio all’inaugurazione ufficiale già programmata per il prossimo 27 luglio: un nuovo percorso di Bellezza è pronto a coinvolgere Taormina e i comuni limitrofi in una rigenerazione che punta a far convergere sull’intero territorio le maggiori esperienze artistiche nazionali ed internazionali”.

Taormina Cinema, che ha già avuto un grande successo di pubblico nelle precedenti location, è una mostra fotografica dove ogni immagine, cimelio, premio o articolo di giornale rievoca i volti, gli eventi e la storia di un festival nel suo rapporto con la città che lo ha accolto e amato. Il percorso allestito all’interno delle Rocce guiderà il visitatore alla scoperta dell’evoluzione culturale e sociale di una rassegna nata nel 1955 a Messina. A Capo Mazzarò si potrà dunque ammirare la storia di quel set cinematografico naturale che è stato per anni Taormina,  incantevole scenario di film passati direttamente alla storia della cinematografia mondiale a firma di maestri come Michelangelo Antonioni, Woody Allen,  Luc Besson, Francis Ford Coppola e Roberto Benigni.

 

Non staccate quella spina

Non staccate quella spina

Chi può decidere per la vita di nostro figlio? Un tribunale, l’Alta Corte, la Corte di Appello, la Corte Suprema? Un figlio di dieci mesi, che si sveglia, sorride, si tiene stretto tra le braccia piene di amore dei suoi genitori. A chi è dato decidere per loro?
Non staccate quella spina, perché è la sua vita non può essere oggetto di decisione burocratica.

La madre di Charlie, Connie Yates,  annuncia che resta poco tempo, le sue parole vengono annunciate  dal portavoce Piero Santantonio, presidente della onlus MItocon.
Troppo poco tempo e suo figlio non avrà più diritto all’assistenza, alla cura.
Chiedono tempo, cure, assistenza e la possibilità di una terapia sperimentale.
Una equipe internazionale di scienziati infatti sta lavorando sulle sindromi da deplezione del DNA mitocondriale, precisamente nella mutazione che ha colpito proprio Charlie.

Una nuova riunione tra ricercatori e medici e a breve sarà resa nota la decisione ufficiale che definirà le possibilità di terapie. Infatti un protocollo scientifico  sperimentale  è pronto.
In un lungo iter di riconsiderazioni,  possibilità di efficacia in base a risultati in altri casi, sembrerebbe che la terapia nucleosodica potrebbe essere efficace

Con la Mitocon onlus, i genitori fanno appello alle autorità del Regno Unito e ai medici dell’ospedale GOSH , chiedono di non staccare la spina a Charlie”.

Il  ricorso è stato respinto tre volte, prima dal giudice di un’Alta corte, poi da una Corte d’Appello e infine dalla Corte Suprema nella valutazione di «tutela del bambino».
Neanche la Corte Europea dei Diritti umani a Strasburgo ha dato loro ragione, autorizzando i medici a interrompere le cure.
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La mobilitazione per il bambino Charlie

E’ mondiale la mobilitazione che si è attivata.
Papa Francesco nelle sue meravigliose parole nel rispetto della vita, della persona, ha detto:«Rispettate il desiderio dei genitori» e gli ospedali cattolici,  il Gemelli e il Bambin Gesù si sono offerti per accoglierlo.
Il presidente Usa, Donald Trump, secondo i media inglesi, avrebbe intenzione di fare pressione  sulla premier britannica Theresa May, durante il vertice del G20 in Germania, vuole il via libera al trasferimento del piccolo in un ospedale negli Usa.

Le tappe della vicenda “Charlie”

Vivono una situazione a dir poco drammatica i genitori di Charlie Gard, un bambino di 10 mesi nato con una malattia considerata incurabile, la sindrome da deplezione mitocondriale,  ricoverato al Great Ormond Street Hospital di Londra, dove i medici hanno deciso di staccare i macchinari che lo tengono in vita per non farlo soffrire più, contro la volontà dei suoi genitori. Chris Gard e Connie Yates, che stanno portando avanti una battaglia legale internazionale contro questa decisione delle autorità preposte del Regno Unito.

11 aprile 
Un giudice dell’Alta corte di Londra stabilisce che devono essere staccati i macchinari che tengono in vita il piccolo.

2 maggio 
I genitori si oppongono alla decisione del tribunale britannico e lanciano il primo appello insieme ad una campagna internazionale che trova il sostegno di decine di migliaia di persone. Inizia contemporaneamente la raccolta fondi per trasferire Charlie in un ospedale negli Usa per sottoporlo ad una terapia sperimentale nel tentativo di allungargli la vita.

25 maggio
La Corte d’appello conferma la sentenza dell’Alta corte. I genitori di Charlie  si rivolgono alla Corte suprema britannica. Nel frattempo l’ospedale londinese continua a garantire le cure al piccolo.

8 giugno
La massima corte del Regno Unito conferma la decisione di staccare la spina. Ai genitori di Charlie tentano l’ultimo tentativo, la Corte per i diritti umani di Strasburgo.

27 giugno
La Corte di Strasburgo respinge il ricorso presentato dai genitori.  Ritengono  non spetti a loro, almeno in questo caso, sostituirsi alle autorità nazionali.

30 giugno
La data stabilita per ‘staccare’   i macchinari che tengono in vita il piccolo, a questo punto l’ospedale di Londra concede una proroga grazie agli appelli dei familiari. Nel frattempo è iniziata una solidarietà internazionale  con diverse offerte per accogliere il piccolo da parte di ospedali negli Usa e in Italia da Papa Francesco in due ospedali.

Restiamo con il respiro sospeso, ad attendere che nessuno decida per la vita di nostro figlio, perché Charlie è diventato un po’ il figlio di ognuno di noi.
Sperando nel riconoscimento della ‘dignità alla persona’ e lasciando che le ‘cure’, sperimentali e non, proseguano finché sarà possibile.

“Una Spiaggia per tutti”: quando andare al mare è sinonimo di inclusione

“Una Spiaggia per tutti”: quando andare al mare è sinonimo di inclusione

Arriva in Abruzzo, una meravigliosa realtà inclusiva. E’ “Una Spiaggia per tutti” e sarà inaugurata il 5 Luglio alle 18.30.
Un progetto fortemente voluto dall’amministrazione comunale, rappresentata dal Sindaco Enrico Di Giuseppantonio e dall’Ass.re alle Politiche sociali, la D.ssa Mariangela Galante.
Garantire a ‘tutti’ la possibilità di accedere al mare, dove la costa non è sabbiosa ma ghiaiosa e con i tipici sassi di questo litorale, chiamato “Costa dei trabocchi” , famoso su tutto il territorio nazionale ed europeo a rappresentare uno dei posti più suggestivi dell’Abruzzo.

Un posto  pensato con cura per chi, con problemi motori di diverso genere o solo per comodità, come nel caso di passeggini o semplici difficoltà di deambulazione, potrà accedere al mare.

Provvisto di sedie Job (per entrare e restare in acqua in modo facilitato) e di postazioni dove restare all’ombra di fronte al meraviglioso mare di Fossacesia.
Ci sono parcheggi riservati, persone all’accoglienza e un servizio in spiaggia nei giorni preposti, inoltre la possibilità di trascorrere il tempo in laboratori per piccoli e più numerosi gruppi.

L’accesso è completamente GRATUITO, per consentire di vivere il ‘mare a tutti’ nelle migliori condizioni di fruibilità.
Per le prenotazioni è possibile fare riferimento al sito del Comune di Fossacesia.

Sono stati recensiti come ‘accessibili’ per i turisti,  locali, esercizi, negozi, monumenti, chiese e località panoramiche’ che permettono l’ingresso e le visite senza ostacoli. Elenco presente nelle brochure. Elenco che nel tempo sempre più ampio e ricco di possibilità. Un progetto pensato e realizzato per tutti.
La “costa dei trabocchi” a Fossacesia è senza barriere, strutturali e in una logica di vera inclusione.

“Siamo tutti Manuel Fantoni”: la Mitomania ai tempi dei Social raccontata in un libro

“Siamo tutti Manuel Fantoni”: la Mitomania ai tempi dei Social raccontata in un libro

“Un bel giorno, senza dire niente a nessuno, me ne andai a Genova. E mi imbarcai su cargo battente bandiera liberiana…”. Vi ricordate Manuel Fantoni? Protagonista di quel piccolo grande capolavoro cinematografico di Carlo Verdone, dal titolo ‘Borotalco’.

Che bel film, quello, così fresco e genuino. Borotalco non sente il trascorrere del tempo. Forse perché i temi che affronta sono ancora maledettamente attuali.

Già. Basti pensare a quel simpaticissimo cazzaro di Manuel Fantoni. Un personaggio adorabile, ma in fin dei conti tristemente negativo. Non tanto per le bugie, nè per la sua strafottenza. Ma per quel senso di estrema insicurezza che lo spinse a trasformarsi in qualcun altro.

Succedeva più di trent’anni fa in Borotalco, accade ora, tutti i giorni, nella nostra era 2.0. Lo ha raccontato la scrittrice Chiara Lelli, nel suo nuovo libro ‘Non avrai altro dio all’infuori di te. Siamo tutti Manuel Fantoni’.

Un saggio che parla di mitomania, ma anche di una società che ormai ha smarrito persino la dignità. A spiegarlo, stavolta, è il ‘padre’ di Manuel, il nostro Carlo Verdone.

Il messaggio che dà la società è questo – ha commentato l’attore romano a Repubblica Tv, in riferimento alla presentazione del libro di Chiara Lelli chi non ha personalità copia quella di un altro. Così diventa facilmente un grande cazzaro. Ruba l’anima ad altri, anche se il mentitore viene scoperto presto”.

Quanti mitomani ha incontrato Verdone nella sua carriera? Tanti, a suo dire. E lo hanno ispirato parecchio sul set: “Io non li ho mai contraddetti, per me loro sono oro colato. Ho fatto i film sui mitomani: Gallo Cedrone, Un Sacco Bello, Al lupo al lupo e Borotalco. In quest’ultimo c’è proprio Manuel Fantoni. Un personaggio estremamente debole e fragile”.

I Social network diventano una preziosa vetrina per i Manuel Fantoni dei giorni nostri e nascondono un lato oscuro: “Tutti diventano critici, dinamitardi etc. Quei pochi che dicono qualcosa di sensato vengono lapidati. C’è tanta aggressività, c’è molta cattiveria e troppa violenza”.

Dunque i pacati ci sono, ma in minoranza.

Per il resto siamo tutti Manuel Fantoni.

 

Al via l’edizione numero 63 del Taormina Film Festival. Grande attesa per Isabella Ragonese e per i registi di “Sicilian ghost”: Fabio Grassadonia e Antonio Piazza

Al via l’edizione numero 63 del Taormina Film Festival. Grande attesa per Isabella Ragonese e per i registi di “Sicilian ghost”: Fabio Grassadonia e Antonio Piazza

Il Taormina FilmFest spegne 63 candeline con una veste rinnovata, una maratona di cinema nazionale ed internazionale che punterà alla qualità e all’impegno sociale e culturale, con quattro importanti Master Class, sei film in anteprima nazionale, proiezioni di documentari patrimonio della cultura siciliana e presenze di grande spessore artistico. Tre le locations principali, Palazzo dei Congressi, Cinema Olimpia e Villa Comunale che diverranno ben dieci per la Notte del Cinema. Leitmotiv del festival 2017 contaminazioni tra le arti: cinema, musica, teatro, opera lirica, letteratura si incontrano, si intrecciano. Alla conferenza stampa sono presenti Anthony Barbagallo, Assessore al Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Siciliana, Eligio Giardina, Sindaco di Taormina, Renato Accorinti, Sindaco di Messina e della Città Metropolitana di Messina, Pietro Di Miceli Commissario della Fondazione Taormina Arte Sicilia, Alessandro Rais direttore dell’Ufficio Speciale per il Cinema e l’Audiovisivo della Regione Siciliana / Sicilia Film Commission, insieme al gruppo di lavoro composto da Ninni Panzera (coordinatore), Sino Caracappa e Paolo Signorelli, questi ultimi in rappresentanza dell’ANEC (Associazione Nazionale Esercenti Cinematografici).

Le Master class, fiore all’occhiello del festival, si svolgeranno al Palazzo dei Congressi (Sala A), precedute dalla proiezione di un film e dove protagonisti assoluti saranno i giovani. S’inaugura la sezione il 7 luglio Master Class dedicata a Fabio Grassadonia e Antonio Piazza registi di Sicilian Ghost Story, che ha inaugurato con grande successo la Semaine de la Critique del Festival di Cannes. La Master Class sarà preceduta dalla proiezione del film La morte corre sul fiume (The Night of the Hunter, 1955) diretto da Charles Laughton, un film drammatico, un “classico” che ha per sempre cambiato il volto della settima arte e che ha ispirato e influenzato i due grandi registi siciliani.  Il 9 luglio è la volta di Isabella Ragonese, vincitrice del Globo d’Oro come migliore attrice protagonista del film “Il padre d’Italia”.  La Masterclass sarà preceduta dalla proiezione di Il primo incarico di Giorgia Cecere, film intenso che racconta la storia di una maestra al suo primo incarico, Nena, che deve lasciare famiglia e fidanzato e trasferirsi in un paesino della Puglia. L’omaggio a Isabella Ragonese continuerà per tutte le giornate del festival alle ore 16.00, con altre quattro proiezioni di film indicati direttamente dall’attrice: Tutta la vita davanti di Paolo Virzì, Sole cuore amore di Daniele Vicari e Dieci inverni di Valerio Mieli e Il padre d’Italia di Fabio Mollo.

Sette i film stranieri in anteprima nazionale tutti provenienti da Cannes.  Rodin di Jacque Doillon, Hikari (Radiance) di Naomi Kawase, Becoming Gary Grant di Mark Kidel, Oh Lucy di Atsuko Hirayanagi, Patti Cakes di Jeremy Jasper, La Cordillera di Santiago Mitre e Le Phantomes d’Ismael di Arnaud Desplechin.

La cinematografia italiana sarà protagonista al Palazzo dei Congressi con alcune prime assolute: Totò e Vicè di Umberto De Paola e Marco Battaglia, un affettuoso omaggio a Franco Scaldati, Mario Soffia sulla cenere di Alberto Castiglione.

Completeranno il palinsesto Handy di Vincenzo Cosentino Alamar di Pedro Gonzales Rubio e Sette giorni di Rolando Colla.

Un nutrito gruppo di documentari: La luce di Pino Pinelli di Mimmo Calopresti e Macbeth di Daniele Campea in prima nazionale, nonché Prova contraria di Chiara Agnello, Saro di Enrico Artale, Mexico un cinema alla riscossa di Michele Rho, La prova di Ninni Bruschetta, La mia Battaglia di Franco Maresco e   Nessuno ci può giudicare di Steve Della Casa,

 

Il Taormina FilmFest 2017 organizzerà sabato 8 luglio insieme al Comune di Taormina La Notte  del Cinema con proiezioni di film, documentari, concerti e presentazioni di libri in angoli suggestivi di Taormina e con due film: “Arancia meccanica” di Stanley Kubrick e “Lezione 21” di Alessandro Baricco che indagheranno a fondo la IX Sinfonia di Beethoven, eseguita nella stessa sera al Teatro Antico dall’Orchestra e Coro del Massimo di Palermo, diretta da uno dei più grandi direttori d’orchestra del mondo, Zubin Mehta. Ed ancora due spettacoli dal vivo che incontreranno certamente il consenso del pubblico e dei tanti turisti presenti con note musiche da film nel cuore di Taormina. Alla fisarmonica a Piazza IX Aprile, Pietro Adragna che esegue musiche di Luis Bacalov tratte da Il Postino e al pianoforte a Casa Cuseni, Giovanni Renzo accompagna le immagini de Il Gabinetto del dottor Caligari. Una Notte all’insegna del cinema d’autore che spazierà dal genere horror, al sentimentale, dai corti ai documentari in un susseguirsi di eventi sino a tarda notte.

Sono inoltre previste presentazioni di libri a tema cinematografico. Il set delle meraviglie.di Luciano Mirone, Marco Tullio Giordana di Marco Oliveri e Anna Paparcone, Da Cassino a Hollywood di Ugo Di Tullio e Faccio cose, vedo gente di Giovanni Bogani. L’iniziativa è coordinata da Milena Romeo.

Come ormai tradizione la preapertura della manifestazione si svolgerà il 5 luglio a Messina al Monte di Pietà in collaborazione con la Città Metropolitana di Messina.

L’edizione numero sessantatré del festival di Taormina è organizzata direttamente da Taormina Arte e gode del cofinanziamento della Regione Siciliana, Assessorato Regionale al Turismo, Sport e Spettacolo, attraverso l’Ufficio Speciale per il  Cinema e l’Audiovisivo / Sicilia Film Commission, nell’ambito del programma Sensi Contemporanei e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Direzione Generale Cinema e del supporto dell’Anec, del Comitato di Coordinamento dei Festival Siciliani,  delle Università di Messina e Catania, del Cral della Città Metropolitana di Messina della Fondazione Albatros e dell’IISS Salvatore Pugliatti di Taormina.

Partner privati del festival sono: Jaguar, Coca Cola e Sibeg e Gerardo Sacco e la Fondazione Albatros, IISS Salvatore Pugliatti di Taormina.

Partener tecnici sono: Exposistem, Mollura arredamento.

Partner del settore Food: NonsoloCibus, Pasticceria Lillo Freni, Cannata la Boutique del pane, Caffè El Negrito, Vaja Beer and Food, Steccogelato, Siculo Divino.