In maniera del tutto inaspettata temi legati allo sport come la candidatura olimpica di Roma2024 e la costruzione del nuovo stadio della Roma sono entrati a pieno titolo nella campagna elettorale per la corsa al Campidoglio. Se per il M5S, con la sua candidata Virginia Raggi, prendere una posizione chiara non sembra affatto scontato, nel campo dei democratici appare tutto più ordinato.

Roberto Giachetti (PD) si è detto più che favorevole a candidare la Capitale come sede dei giochi olimpici del 2024 perché occasione per il rilancio della città. Tra le argomentazioni a sostegno della sua tesi ci sarebbe la possibilità di creare ben 170mila posti di lavoro. “Bisogna spiegare da dove viene questa cifra” – ci dice Riccardo Magi (RI) – “Questa era la stima fatta per la candidatura di Roma 2020 fermata dall’allora Governo Monti. Uno studio della Commissione Fortis calcolò questi 170mila posti di lavoro nell’arco di 10 anni . La criticità di questa cifra sta nel fatto che siano stati sommati tra loro i posti di lavoro annui. Il primo anno si creano 3mila posti , nel secondo anno i posti diventano 5mila ma questi hanno già al loro interno i 3mila dell’anno prima e così a cascata fino al picco dei 29mila nell’anno delle olimpiadi. Senza considerare che stiamo parlano di posti di lavoro a termine e legati all’evento”. Riccardo Magi (RI) è candidato nelle liste che sostengono Giachetti (PD) e, nonostante le 2600 preferenze, sarà rieletto nel Consiglio Capitolino solo se dovesse risultare vincitore il fronte democratico. “Sia Giachetti che Raggi hanno espresso il loro favore al referendum sulla candidatura olimpica alla quale noi stiamo lavorando. Il M5S al momento è molto più forte di noi ma non abbiamo avuto collaborazione alla raccolta firme. Stesso dicasi per Giachetti che in ogni caso ha detto che farebbe campagna per sì“.

Un nuovo affondo sul referendum è arrivato ieri dal Pres. Coni Giovanni Malagò che, intervistato da Repubblica tv, ha affermato che sarebbe ormai troppo tardi per indire un referendum. “Questa è una sua opinione. Mi dispiace per Malagò ma non è tardi. Il Comune ci ha dato il suo avvallo ciò vuol dire che da un punto di vista giuridico non è tardi. Dovrà essere convincente il fronte del sì, magari se si impegnano convincono anche noi ma al momento sembra che abbiano tutti molta paura di questo referendum“. L’iter referendario, partito a gennaio, ha trovato diversi ostacoli sul suo cammino l’ultimo dei quali è avvenuto all’inizio di maggio con la sospensione del procedimento in seguito ad una lettera presentata dal CONI che chiedeva alla Commissione incaricata dal Comune di Roma di ritirare l’ammissibilità sul quesito. “Questa è un’iniziativa in violazione del regolamento Capitolino che non ammette l’intromissione di soggetti terzi nel procedimento referendario nel quale dovrebbero essere interessati solo il comitato promotore e l’amministrazione comunale. ” – continua Magi – “Ciononostante il procedimento è stato sospeso ed è stato perso più di un mese, la Commissione si è riconvocata e ci ha proposto un quesito riformulato che noi abbiamo accettato pur riservandoci di intraprendere la strada del ricorso al Tar“.

Nonostante la centralità dei temi sportivi e la volontà espressa da Giachetti di procedere con la candidatura olimpica e con la costruzione dello stadio della Roma nella Giunta anticipata dalla coalizione democratica non è prevista la carica di assessore dello sport. “Questa è una di quelle cose che, volendola vedere dalla parte di chi vuole le Olimpiadi è un punto di debolezza. Non so se ci sono ancora delle figure che non sono state ancora rese note. In ogni caso non avere un assessore con una delega allo sport è una di quelle cose che non rafforza la candidatura olimpica“.  Diverse voci, tra le quali quella del blog Roma fa schifo, hanno invitato la Raggi a dargli un assessorato in caso di vittoria: “Questa cosa mi giunge nuova. Mi risulta difficile immaginare che il M5S possa pensare una cosa del genere, per quanto ci siano stati attestati di stima nei miei riguardi negli anni passati insieme in Campidoglio, detto ciò sarebbe un segnale positivo da parte loro in termini di apertura e trasversalità.

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