I tempi sono cambiati, inutile continuare a ribadirlo. Se solamente qualche anno fa sarebbe stata quantomeno curiosa l’idea di presentare un calciatore con un video-messaggio, oggi il Tweet è divenuto il mezzo più veloce e soprattutto efficace per comunicare. Qualsiasi cosa. Nel calcio moderno tutto è un evento, anche le presentazioni delle nuove divise non si limitano alla “semplice” conferenza stampa cui prendono parte i loro creatori: West Ham e Southampton ne sono la prova, con due video mozzafiato che hanno fatto il giro del web.

C’è chi ha puntato sull’illustre passato e chi sul volto del futuro, con tanto di Ronald Koeman nelle vesti di antagonista e Manolo Gabbiadini paladino dei Saints con chiaro accento nostrano.

 

La storia degli Hammers parte da lontano, comincia nel 1895 ed arriva fino all’inaugurazione del nuovo Stadio Olimpico, mentre il Southampton trasuda modernità. Il probabile nuovo tecnico Mauricio Pellegrino avrà avuto il tempo di godersi questa breve pellicola?

Juventus con Bonucci e Sturaro in versione Prison Break, la casacca arancione del Porto, invece, ricorda vagamente quella dei carcerati di Guantanamo Bay. Numerose le discussioni riguardanti il colore scelto dal club, che a voler essere pignoli ricorda quello delle arance importate nel 1300 in tutta Europa proprio dai marinari portoghesi: tradizione che incontra modernità o frutto di un sondaggio online? Si, un po’ come ha fatto il Barcellona, che ha diffuso le immagini della possibile terza maglia in attesa di un riscontro della tifoseria, che ha avallato di fatto il colore rosso molto simile a quello della Roma. “Il viola della stagione scorsa è stato sostituito dal bordeaux, una scelta simile a quella della Roma” scrive il club catalano non senza suscitare polemiche per le differenze difficili da trovare.

 

Spostandoci in Germania, la dirigenza del Borussia Monchengladbach ha accusato i rivali cittadini del Dortmund per aver rubato l’idea per la nuova maglietta: presentate entrambe in maniera piuttosto sobria, le righe orizzontali scelte sia dai gialloneri che dai “puledri” hanno scatenato una bufera.

 

Nonostante giochino in Serie B inglese le volpi del Wolverhampton hanno invece dimostrato la loro ben nota furbizia presentando la nuova divisa direttamente dallo spazio.

 

Effetti speciali di altissimo livello a Valencia, dove la divisa per la nuova stagione viene presentata sotto un temporale in un mini-spot grottesco e molto cupo: come pipistrelli, anche i Los Che si muovono nella notte.

 

Insomma, se ne vedono davvero di tutti i colori: da cartoni animati a documentari, colori sgargianti o motivi che richiamano gli stessi della squadra rivale. La nuova maglia, a prescindere dalla maniera in cui venga presentata – sulla Luna o con un semplice cinguettio -, va prima di tutto indossata. Quello che stupisce però, dopo aver visto ed apprezzato la cura con cui sono stati preparati la maggior parte degli spot promozionali, è trovarsi spesso a fare i conti con divise fuorvianti e poco rispettose della tradizione che si unisce alla modernità. Tanto fumo e poco arrosto, grandi aspettative bruciate sul nascere da un risultato inferiore alle aspettative. Dal colore militare del Napoli fino alle tinte che rievocano Sprite, Fanta e chi più ne ha più ne metta. C’è anche chi ha scelto di copiare pur di non risultare eccessivamente stravagante suscitando tuttavia l’effetto contrario, perché al Borussia non piace assomigliare ai rivali del Gladbach e viceversa.

I veri vincitori, da generazioni, restano gli olandesi dell’Heerenveen con i petali di ninfea rossi (che vengono scambiati per cuori) che ricoprono la loro maglietta. Considerata da molti una fra le più stravaganti e caratteristiche del calcio, viene indossata con orgoglio dai tifosi. Il motivo? Non credo la presentazione, quella ormai non serve nemmeno più, probabilmente il rispetto della tradizione. Anche se, a dirla tutta, per indossare quella maglia ci vuole davvero tanto coraggio.

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