Nel calcio, forse, i tifosi contano ancora qualcosa. Sicuramente contano tanto in quel di Saint Etienne dove la tifoseria bianco-verde ha fatto in modo di bloccare un trasferimento già fatto con tanto di presentazione ufficiale alla stampa. Parliamo del caso di Anthony Mounier che dal Bologna aveva raggiunto l’accordo con il Saint Etienne salvo poi essere rispedito a casa dal club francese. Ora l’ex giocatore felsineo si è accordato con l’Atalanta e dunque rimarrà in Italia. Ma perhé i tifosi del Saint Etienne ce l’hanno cosi tanto con Anthony Mounier? Ora ve lo spieghiamo.

VIDEO GALEOTTO- Per prima cosa Mounier è tifoso del Lione, con la quale è anche cresciuto nelle giovanili e con cui ha fatto l’ingresso nel calcio dei grandi prima di andare al Nizza. Tra Lione e Saint Etienne (le due città distano solo 60 Km l’una dall’altra) c’è una rivalità storica che da vita ogni anno al Derby del Rodano. Quella tra i due club è la contrapposizione forse più importante del Campionato francese, seconda solo a quella tra Marsiglia e PSG. Una rivalità che ha radici antiche e anche sociali dato che Saint-Étienne è stata sempre considerata come una città del popolo, una città operaia contrapposta a Lione  che è sempre stata una città borghese e dominante a livello politico, amministrativo ed economico. Non solo, Mounier ai tempi del Nizza segnò ben due gol al Saint Etienne e dopo il match si lasciò andare ad un video in cui insultava i sostenitori  bianco-verdi. “Un errore di gioventù, avevo solo 22 anni” ha dichiarato Mounier  nella conferenza di presentazione. L’ex giocatore del Bologna ha chiesto anche un incontro con i tifosi del Saint-Etienne che però non hanno voluto sentire ragioni e hanno fatto in modo che l’esterno francese fosse libero di accordarsi con un altro club.

ANCHE IN ITALIA – Anche in Italia è accaduto che  un trasferimento o una trattativa venisse bloccata dai tifosi. Come non ricordare nel Gennaio del 2014 il caso Guarin-Vucinic: tutto praticamente fatto tra Inter e Juventus, per lo scambio tra i due giocatori. Furono i supporters neroazzurri a imporsi con una contestazione sotto la sede dell’Inter e a convincere l’allora presidente Thohir a tirarsi indietro, mandando su tutte le furie la Juventus che si disse addirittura “sconcertata” da quanto successo. Qualche anno prima, nel 2008, protagoniste sempre Juventus  e Inter ma a parti inverse: la pietra dello scandalo è rappresentata da Dejan Stankovic , allora scaricato da Mourinho, sul quale il club bianconero aveva messo le mani. Anche in quel caso furono i tifosi a bloccare tutta la trattiva non perdonando al serbo alcune dichiarazioni al veleno contro la Juve di qualche anno prima. Morale della favola, Stankovic rimase a Milano e fu uno dei protagonisti del triplete del 2010. Leggermente diverso ma sulla falsa riga dei precedenti, fu il caso relativo a Beppe Signori. Era l’estate del 1995 e l’allora presidente della Lazio, Sergio Cragnotti, aveva praticamente chiuso per il trasferimento di Signori al Parma dell’amico Callisto Tanzi. Un affare per le casse della Lazio, ma non per i tifosi che non volevano vedere partire un giocatore simbolo e uno degli attaccanti più forti in circolazione in Italia all’epoca. Cortei e violente proteste costrinsero Cragnotti a ritirare Signori dal mercato per la soddisfazione di Zoff e dei tifosi laziali. Il presidente biancoceleste però non prese bene questa situazione e minacciò addirittura di vendere il club, salvo ripensarci. Tutte storie in cui i tifosi hanno avuto un ruolo determinante. Casi in cui delle volte il cuore e la passione popolare hanno prevalso sui soldi e sugli affari. Ricordi sbiaditi di un calcio che forse sempre di meno ci regalerà queste strane e bizzarre storie.

 

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