A cura della Dott.ssa Patrizia Confalonieri, fisioterapista e specialista in riabilitazione motoria

L’alta incidenza degli infortuni dei calciatori durante le partite, soprattutto alle ginocchia e alle caviglie, ci fa chiedere cosa si può fare per ridurre questo esito.

La prevenzione giovanile è sicuramente efficace, tanto che la FIFA ha deciso di divulgare “11+”, un programma di riscaldamento completo che mira a far diminuire gli infortuni con lesioni muscolo scheletriche.

Come riporta la stessa Federazione Internazionale, «importanti studi clinici hanno dimostrato come il costante ricorso al protocollo previsto dall’ 11+ possa ridurre l’incidenza degli infortuni del 30-50%». (www.fifa.com)

Questo è il compito dell’allenatore e del preparatore atletico. Cosa fa invece il fisioterapista?

Il suo compito è quello di migliorare le conseguenze delle disfunzioni muscolo scheletriche in seguito agli infortuni, ma anche di prevenirli.

I giovanissimi calciatori sono spesso soggetti alle osteocondrosi, alterazioni dell’accrescimento osseo da sovraccarico funzionale (overuse), oppure ad anomalie posturali dell’adolescenza della colonna come scoliosi, iperlordosi, ipercifosi.

Per l’atleta adulto rimangono i problemi legati alla intensa e ripetuta attività sportiva.

Certamente troppo allenamento e molte partite affaticano i giocatori. La percentuale degli infortuni è maggiore soprattutto nel 2°tempo e negli ultimi  minuti di gioco.

Il compito rieducativo del fisioterapista è quello di far recuperare lo stato di benessere dopo la lesione. Per esempio nel caso del ginocchio, la lesione del legamento crociato anteriore (LCA) rende spesso necessaria l’operazione chirurgica. Questa deve essere però accompagnata da un programma riabilitativo pre e post operatorio finalizzato, al recupero della mobilità dell’articolazione ,  della forza muscolare del ginocchio e del gesto atletico.

Personalmente  ritengo che lavorare sugli allungamenti delle catene muscolari retratte favorisce il giusto equilibrio tra i muscoli. La riorganizzazione consapevole, con la guida del fisioterapista, del gesto atletico da parte dell’ atleta (il senso cinestesico), secondo l’approccio di neuro apprendimento per “disfare” movimenti automatizzati nocivi che provocano lesioni muscolo scheletriche e le studio  delle specifiche caratteristiche strutturali possono essere utili per la riduzione delle patologie da sovraccarico funzionale.

Fondamentale è il lavoro in team, dal calciatore al preparatore atletico, dal medico e al fisioterapista.

Il motto potrebbe essere: vinco io, vinci tu, vinciamo tutti.

Patrizia Confalonieri

FOTO: Fc Barcelona

Close