Ha generato stupore e simpatia la scelta del Viktoria Plzen di dotare lo stadio Doosan Arena di due panchine a forma di lattina di birra in accordo con lo sponsor Gambrinus che proprio nella città ceca ha il suo stabilimento di produzione. Ma non è la prima volta che il calcio incrocia il suo destino con la tanto amata bevanda alcolica. Ripercorriamo la storia di questa coppia vincente.

Alzi la mano chi non ha mai visto una partita di calcio sorseggiando una birra fresca. Quello che nel corso degli anni ha assunto le sembianze di un autentico rito è il risultato di un rapporto solido. Un rapporto, quello tra calcio e birra, che si è cementato attraverso sponsorizzazioni, aneddoti storici, manifestazioni sportive e perfino rivalità. Tutto sotto il segno di quel colore dorato impreziosito dalle tradizionali ″bollicine″.

Lo scorso anno, in Spagna, la Barcelona Beer Company, azienda catalana produttrice di birra, avrebbe lanciato una nuova bevanda alcolica denominata Piquenbauer. Chiaro riferimento al leader della difesa del Barcellona? Non solo. «Siamo fan di Piqué e questo è il nostro tributo nei suoi confronti», spiegava Oriol Cenart, uno dei creatori della nuova bevanda. «È una birra preparata con i migliori malti ed il miglior frumento tedeschi, unito alla migliore acqua della Catalogna», chiude il responsabile come riportato da Marca. Nel nome, così come nella composizione, è chiaro il riferimento al tedesco Franz Beckenbauer, libero della Nationalmannschaft ed attuale presidente onorario del Bayern Monaco.

Nell’epoca del calcio globale, anche dal punto di vista e societario e commerciale, potevano le squadre di Serie A esimersi dal produrre la loro birra ufficiale? Questa fu la cornice concettuale in cui presero vita per esempio la Birra Atalantina nel 2011 e la Birra Fiorentina nel 2013, a cui va aggiunta anche la AS Roma 1927 Official Beer e la birra ufficiale del Genoa, realizzata tuttavia dal birrificio piemontese Kamun. Al di sotto della massima serie si sono mosse per esempio anche la Reggiana ed il Pescara, rispettivamente con la Birra Granata e con il birrificio Almond ’22. Cambiano i contenenti, rimane la passione. Infatti, nel Brasileirão furono addirittura i brasiliani della Brahma ad elaborare nel 2012 la cerveja del tifoso personalizzata con i colori sociali delle due compagini di Porto Alegre: il Grêmio e l’Internacional.

Curiosa anche la storia del Pratello FC. Società calcistica che nel settembre 2013 si apprestava a partecipare al Campionato UISP d’Eccellenza a Bologna. Francesco Vieceli, bomber della compagine felsinea soprannominato Kaiser″, elaborò la ricetta di una birra della società che fece ″debuttare″ prima dell’inizio del campionato. Le credenziali erano importanti, in quanto il ragazzo all’epoca era un ricercatore nel campo della biochimica nonché appassionato di birra fatta in casa. Denominata ovviamente Birra Pratello, essa aveva lo scopo di sostenere economicamente l’iscrizione della squadra all’imminente campionato. «Invece che cercare uno sponsor», dichiarò Vieceli a La Repubblica Bologna, «abbiamo deciso di essere gli sponsor di noi stessi».

Indiretto, seppur da raccontare, il rapporto tra i belgi del Gent e le Buffalo Beers del birraio Arthur Van Den Bossche. Il soprannome riservato a questa compagine della Serie A belga è Buffalo’s in onore del Wild West Show inscenato nel 1907 in Belgio da William Frederick Cody, in arte Buffalo Bill. Lo stemma societario ricorda proprio questo evento e, secondo alcune fonti, l’attuale Ghelamco Arena sarebbe stata costruita proprio nell’area in cui erano stati montati i tendoni per lo spettacolo. Lo stesso evento in cui Van Den Bossche lasciò andare i suoi operai lasciando, secondo i racconti, una sola persona in fabbrica che, noncurante del lavoro, non rispettò i tempi di preparazione. Tuttavia, una volta testata, il birraio decise comunque di imbottigliarla denominandola Buffalo Beer.

Spesso importanti brand di birra hanno deciso di investire in importanti sponsorizzazioni. Una su tutte in questi anni è sicuramente l’olandese Heineken, sponsor della UEFA Champions League dal 2005. Gli spagnoli dell’Estrella Galicia, per esempio, avevano elaborato una maglia da gioco per le amichevoli estive del Deportivo Lugo, attualmente in Segunda División spagnola, la cui fantasia raffigurava proprio il colore dorato di una birra con le bollicine. Poi ci sono casi in cui uno sponsor ″birraio″ diventa storico per un club, come i danesi della Carlsberg per diciotto anni al Liverpool. Aziende produttrici di birra locali che diventano partner commerciali delle società, come la tarantina Raffo con il Taranto. Ma anche casi in cui si verificano ambedue le situazioni: si ricordi il caso della Newcastle Brown Ale sulla maglia del Newcastle per nove anni, dal 1991 al 2000, indossata anche dal campione inglese Alan Shearer. Oppure situazioni in cui alcune singole aziende produttrici di birra monopolizzano un derby come l’Old Fim, il derby di Glasgow, come il caso degli scozzesi della Tennent’s. Infine, nel 2014 l’azienda tedesca di abbigliamento sportivo Uhlspor produsse una divisa da gioco per il Monaco 1860 dedicata all’Oktoberfest.

Tornado infine nel Bel Paese, come dimenticare il mitico Trofeo Birra Moretti? Inaugurata nel 1997 allo Stadio Friuli di Udine, questa manifestazione sportiva era organizzata ad estate inoltrata dalla Heineken per sponsorizzare la Birra Moretti, fondata nel 1859 proprio in terra udinese ed acquistata dal marchio olandese nel 1996. Spostatosi prima allo Stadio San Nicola di Bari, poi allo Stadio San Paolo di Napoli, il trofeo ha visto partecipare la Juventus in tutte e dodici le edizioni, seguita dall’Inter con undici presenze. Bianconeri primatisti con sei vittorie complessive, seguiti dai Nerazzurri con tre. Oltre alle varie Udinese, Parma, Bari, Lazio, Sampdoria, Palermo, Napoli e Milan, nel 2002 vi prese parte perfino il Chelsea di mister Claudio Ranieri, del portiere Carlo Cudicini e del fantasista Gianfranco Zola. Il capocannoniere storico della manifestazione è Christian Vieri con le sue sei reti. Dopo l’ultima edizione del 2008, portata a casa dalla Juve, il trofeo fu sospeso inizialmente per un anno. Tuttavia, l’Heineken ad oggi non ha più organizzato alcuna edizione di quello che era uno dei primi assaggi di calcio tra sabbia ed ombrelloni.

Calcio e birra. Un binomio che funziona.

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