Il 16 e il 17 aprile l’Italia del tennis femminile è attesa da una durissima sfida contro la Spagna di Garbine Muguruza e Carla Suarez Navarro. Sono ormai un vago ricordo le 4 vittorie in Fed Cup di qualche anno fa, un traguardo raggiunto sulla base di un gruppo forte e coeso, guidato in primis da Flavia Pennetta e Francesca Schiavone. Ora però quel gruppo è diverso, così come diversa è la posta in palio: in terra iberica le azzurre andranno a caccia di una vittoria importante, che permetterebbe di restare nel World Group e non retrocedere nel World Group II – una sorta di “serie B”.

Eppure, malgrado la delicatezza del match, la nostra squadra è nella bufera. Questo perché la giovane Camila Giorgi, tra le maggiori promesse del tennis italiano, ha deciso non solo di rinunciare alla sfida, ma anche di voler interrompere i rapporti con la FIT. Il tutto reso noto con un breve, scialbo comunicato di appena tre righe, apparso sul suo sito ufficiale.

Nonostante l’annuncio della Giorgi, Corrado Barazzuti, capitano della nazionale italiana, ha comunque deciso di convocarla, ma dopo qualche giorno è giunta la conferma del suo rifiuto per la convocazione. I motivi sarebbero riconducibili al fatto che la Giorgi, influenzata dal padre Sergio, preferisce prendere parte ai tornei del WTA Tour, piuttosto che impegnarsi nel match di Fed Cup, tanto dispendioso quanto “avaro” nell’assegnare punti nel ranking mondiale.

Sebbene l’incontro con la Spagna sia fondamentale, le motivazioni della Giorgi sono tutto sommato comprensibili. E’ una tennista di 24 anni, desiderosa di affermarsi e di scalare posizioni nella classifica mondiale, al punto da concentrarsi solo sui tornei per lei vantaggiosi, anche sacrificando interessi patriottici.

Del resto, non è la prima volta che un tennista chiede al proprio capitano di non essere convocato. Negli anni la Pennetta, la Vinci e altre atlete hanno chiesto a Barazzutti di  poter restare a riposo, così come tennisti del calibro di Roger Federer o Novak Djokovic, in varie occasioni, hanno rinunciato alla Coppa Davis. Però va anche sottolineato che in questi casi le “esenzioni” sono giunte solo dopo che i tennisti in questione hanno portato alla vittoria la loro squadra, a differenza della Giorgi.

Comunque, non è la prima volta che si assiste ad un caso simile, in terra nostrana. Nel 2008 fu Simone Bolelli a rifiutare la convocazione per Italia-Lettonia, per poi essere sanzionato pesantemente dalla federazione. In quel frangente si venne a creare un enorme polverone mediatico, si susseguirono dichiarazioni al veleno – si parlò addirittura di “sputo sulla bandiera” -, tant’è che Bolelli stesso rinunciò alla tessera FIT. Ciononostante, dopo neanche un anno, la federazione e l’entourage del bolognese trovarono un accordo, cosicché Simone poté tornare in campo a difendere i colori azzurri.

Anche Andreas Seppi, nel 2010, arrivò ai ferri corti con la federazione, anche se in quell’occasione il capitano Barazzutti riuscì a gestire la situazione in modo saggio, evitando di convocare l’altoatesino, per poi riconciliarsi con lui.

Il caso della Giorgi, però, è ben diverso. Per capire il perché è necessario tornare al 2013, anno in cui la tennista maceratese soffriva di seri problemi alla spalla e venne assistita da uno staff di medici della federazione. Secondo alcune indiscrezioni mai appurate (ma nemmeno smentite), in quel frangente Sergio Giorgi, padre-coach di Camila, e la FIT firmarono un contratto ben preciso. La federazione metteva a sua disposizione per gli allenamenti il Centro FIT di Tirrenia, si impegnava a rimborsare diverse spese (anche sostenute prima della sottoscrizione dell’accordo) e la sponsorizzava tramite SuperTennis TV. In cambio, la Giorgi dava la piena disponibilità a tutti i match di Fed Cup. Pertanto, il rifiuto di Camila comporta una chiara inadempienza contrattuale.

La vicenda non è ancora ben definita, visto che ci sono diversi dubbi sul contenuto del contratto. La Federazione ha però attaccato duramente Sergio Giorgi, conosciuto nel circuito per essere un tipo strambo ed eccentrico, con cui è difficile raggiungere compromessi. E se non ci sarà un ripensamento da parte di Camila, la rottura con la FIT pare definitiva.

Una rottura che non solo nuocerà alla carriera di Camila, visto il mancato supporto da parte della federazione in futuro, ma danneggerà pesantemente il tennis italiano, orfano della tennista più promettente del momento. Un’assenza pesantissima, per un movimento tennistico femminile che, dopo lo splendore di questi ultimi anni, vede un futuro a tinte sempre più scure.

FOTO: www.ubitennis.com

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