Alla fine del primo decennio del 2000 è stata una delle persone più odiate e discusse d’America ed ora è tornato a parlare e a sputare fango. Il personaggio in questione è di dubbia morale: è stato dichiarato colpevole di due capi di due delle accuse mosse dai federali durante le indagini. L’8 luglio 2008, è stato condannato a 15 mesi da scontare in una prigione federale. Ha scontato 11 mesi nella prigione federale di Pensacola, Florida e avrebbe dovuto scontare i restanti mesi in un centro di reinserimento, ma fu rimandato in prigione per aver violato i termini del rilascio. È stato poi scarcerato il 4 novembre 2009. Il suo nome? Tim Donaghy, professione? Ex arbitro NBA.

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Donaghy è stato ospite del Colin Cowherd Wednesday, un popolare talk sportivo pomeridiano, ed ha affermato che “Il cento per cento degli arbitri in NBA scommette sulle partite” (come faceva lui, n.d.r.), ha poi proseguito nel suo racconto dicendo che “Quando ero in NBA e David Stern (il commissioner di allora) ha fatto la sua indagine, ha detto che il gioco d’azzardo legale ci sarebbe costato il lavoro, il gioco d’azzardo illegale ci sarebbe costato la libertà. Poi però l’indagine è proseguita ed ha scoperto che dei 60 arbitri NBA, 58 avevano fatto delle scommesse, chiamando alcune cose in partita per aggiustare i risultati“.

Colin Cowherd nell’intervista ha chiesto lui se avesse delle prove a sostegno di tale ipotesi e Donaghy ha sinceramente ammesso di non avere nulla di certoMa io penso che quando sei ad una festa, e discuti della NBA, c’è sempre quel ragazzo che arriva da voi e cerca di contattarvi per avere delle informazioni su chi vincerà questa o quella serie o ci dicono che l’NBA vuole un giro di vite in determinate situazioni“.

Le “bombe” dell’ex arbitro sono chiare ed ora il mondo sportivo americano è diviso tra chi gli crede e chi non gli crede, anche perché non è nuovo a queste accuse. Nel 2008 scrisse una lettera al New York Post in cui accusava l’NBA di essere “un enorme bluff, in cui i dirigenti usano gli arbitri per manipolare le partite in modo da massimizzare i proventi da botteghini e televisioni“. Secondo Donaghy la lega “invitava gli arbitri a non fischiare falli tecnici contro i giocatori più rappresentativi, perché così facendo ne avrebbero risentito le vendite dei biglietti e ascolti televisivi“.

L’NBA è di solito molto attenta ai casi di scommesse, fatte da giocatori o da arbitri, ora dovrà gestire queste nuove accuse da parte di uno dei personaggi più discussi dell’intera storia della lega con Jerry West come logo.

FOTO: www.wepickssports.com

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