Giovedì 23 giugno, oggi, gli inglesi sono chiamati ad uno dei referendum più importanti della loro storia: rimanere o meno all’interno dell’ Unione Europea.

Nella terra della Regina gli ultimi sondaggi danno un testa a testa, “neck to neck” come dicono loro, con un’ alta percentuale di votanti per il “Remain” nella zona di Londra e in quelle ad alto tasso di scolarizzazione, mentre un’alta percentuale di votanti per il “Leave” nel countryside e nelle zone meno scolarizzate.

Al di là degli effetti che una possibile uscita dall’Europa avrà sul piano economico e non solo per la Gran Bretagna, molti effetti, allo stato attuale delle cose, si avranno anche in ambito sportivo, soprattutto in Premier League. Non è un caso, infatti, che nelle ultime ore David Beckham abbia dichiarato, e suggerito, di votare per il “Remain”,  e come lui anche tanti club della Premier League.

IL PERMESSO DI LAVORO:

Se la Gran Bretagna voterà  per lasciare l’Europa, più di 100 giocatori non potranno più giocare in Premier League in quanto non esaudiscono i requisiti richiesti per l’ottenimento del permesso di lavoro. Usando le regole attuali, giocatori come Payet, N’Golo, Kante e Martial, giocatori protagonisti della Premier ma soprattutto dell’Europeo in corso, non potrebbero giocare in Premier League la prossima stagione.

I REQUISITI:

Per ottenere un permesso di lavoro nel Regno Unito, il giocatore deve:

– Aver disputato, nei due anni antecedenti alla richiesta, il 30% delle partite della propria nazionale, se essa è nelle prime 10 nel ranking FIFA.

– Aver disputato, nei due anni antecedenti alla richiesta, il 45% delle partite della propria nazionale, se essa si trova tra l’ 11/a e la 20/a posizione nel ranking FIFA.

– Aver disputato, nei due anni antecedenti alla richiesta, il 60% delle partite della propria nazionale, se essa si trova tra la 21/a e la 30/a posizione nel ranking FIFA.

Aver disputato, nei due anni antecedenti alla richiesta, il 75% delle partite della propria nazionale, se essa si trova tra la 31/a e la 50/a posizione del Ranking FIFA.

IPOTESI WATERING DOWN:

Gli esperti del settore, legale e sportivo, hanno paventato l’ipotesi che nel caso dovesse vincere il “LEAVE”, ci sarà un “Watering down”, letteralmente diluizione, ovvero una minore rigidità della legge per l’ottenimento del permesso lavorativo per quanto riguarda i calciatori e lo sport in generale. Praticamente una legislazione speciale separata. Il calcio ed i calciatori portano tanta ricchezza nel Regno Unito, limitarne il flusso sarebbe sconveniente per tre motivi: il primo è che l’acquisto dei calciatori Europei sarebbe più costoso dal punto di vista di tasse e cartellino, dato che solo alcuni, quelli che rispettano i criteri succitati, potrebbero approdare in Premier League. Il secondo è la perdita di quei talenti sconosciuti che poi in caso di esplosione, vedi Kantè, generano ricchezze e plusvalenze. Il terzo, matematico, meno campioni meno soldi dai diritti televisivi.

 IL TESSERAMENTO DEGLI UNDER 18

Altro grana che l’uscita dall’Europa potrebbe portare al calcio inglese è il tesseramento dei minori di 18 anni. L’articolo 19 dello statuto FIFA in materia di regolazione e trasferimenti di calciatori, prevede il trasferimento di calciatori con età tra i 16 e i 18 anni solo tra paesi all’interno dell’Unione Europea.  Uscire dall’Europa, qualora non venga creata una legislazione speciale,  non permetterebbe più ai club inglesi di tesserare questo tipo di giocatori e quindi di riempire di tanto talento fresco le loro academy (famosi i casi di Macheda, Petrucci, Borini). Stesso discorso anche per chi vuole comprare un giovane calciatore da un club inglese. Divenendo un paese extra Ue, bisognerebbe aspettare, come quando si comprano i giovani dal Sud America, il compimento del diciottesimo anno di età.

LA LEGGE BOSMAN:

Nessun cambiamento per quanto riguarda la legge Bosman, quella che permette ai calciatori di cittadinanza europea di accasarsi, senza pagare nessun indennizzo, ad un’altra squadra una volta scaduto il contratto con la società precedente. Questa legge è stata inclusa all’interno delle regole FIFA (FIFA and domestic rules) e non dipende dalla legislazione Europea.

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