Connettiti con noi

Altri Sport

Boom di Integratori su Internet: tutti a caccia delle pillole miracolose. Ma occhio ai rischi

Emanuele Sabatino

Published

on

Siti, pagine Facebook, video virali. Il business del fitness è sempre fiorente ed ovviamente i fisici da copertina fanno gola e desiderio. Cosa siamo disposti a sacrificare per avere quel fisico tanto agognato da poter piazzare in una storia su Instagram?

Gli integratori che per definizione non sostituiscono ma, in accordo con il medico, integrano qualche carenza o deficit di micronutrienti ormai sono presenti in tutti gli store della vita quotidiana, dalla farmacia al negozio di articoli sportivi passando per il mercato più grande di tutti i tempi: internet.



 Il Boom di consumi e ricerche

 Come rileva uno studio di FederSalus, dal 2008 al 2016 il consumo di integratori alimentari è cresciuto del 72%. Nel 2016, Trovaprezzi, motore di ricerca che mette a confronto i prodotti venduti online, è stato consultato oltre 22 milioni di volte per il settore «salute e bellezza»: un terzo delle richieste riguardavano la categoria «integratori e coadiuvanti».

Li troviamo al supermercato, accanto agli alimenti perché non sono farmaci ma prodotti utili per supplire a carenze di sostanze come sali minerali o vitamine, dovute a un’alimentazione scorretta o a problemi di assorbimento. Non sono sottoposti a controlli come i farmaci ma il produttore deve comunicare al Ministero della Sanità ingredienti e quantità. Se questo avviene nei prodotti venduti nei negozi, diverso il discorso sugli acquisti online perché primo si trova tutto e secondo ci sono molti meno controlli, spesso effettuati a campione. Gli ispettori della dogana a volte non sanno riconoscere cosa hanno davanti e lasciano passare.

La nostra prova con l’Efedrina.

Noi di www.giocopulito.it abbiamo provato a comprare una scatola del farmaco contro l’asma Bronkaid contenente dosi massicce di efedrina su Ebay, in America l’efedrina è bandita come sostanza negli integratori sportivi per il dimagrimento ma è liberamente vendibile come farmaco da banco in farmacia. Il pacco è arrivato senza problemi dopo circa una settimana.

Online: la via facile e rischiosa

Le ricerche di integratori su Trovaprezzi, dal 2016 al 2017, sono aumentate del 24 per cento; l’acquisto online è comodo proprio perché permette di confrontare i prezzi, però non sempre è sicuro. Nei siti di vendita stranieri possiamo trovare sostanze che in Italia sono proibite, troviamo integratori privi di una descrizione in italiano, obbligatoria per legge, e prodotti con dosaggi al di fuori delle soglie legali.

Il caso dei prodotti made in U.S.A.

E’ soprattutto il caso dei termogenici, sostanze che al loro interno hanno sostanze stimolanti che accelerano il battito cardiaco e stimolano il metabolismo. Queste sostanze, la più famosa il Lipo 6 Black, in Italia viene venduta con degli ingredienti e dei dosaggi a norma di legge, nella versione americana ci sono altri ingredienti, alcuni vietati in Italia come la Yohimbina, a dosaggi superiori. Inutile dire che il mercato nero, viste le tantissime richieste, pullula di confezioni made in U.S.A. per una spinta ancora maggiore così come i prezzi a cui viene venduto.

Legislazioni diverse ma un solo mercato: Internet

Se si è in grado di collegare i puntini è facile aggirare il problema ed i divieti della propria legislazione comprando da paesi che hanno regole diverse. Se sopra abbiamo citato la nostra prova con l’Efedrina presa dall’America al contrario, un giornalista americano, potrebbe fare lo stesso col Clenbuterolo, effetti simili all’Efedrina, vietato negli States ma presente nelle nostre farmacie (non è un farmaco da banco ha bisogno della ricetta ma 7 farmacie su 10 ce lo hanno venduto liberamente).

Steroidi e finti steroidi

Le ricerche sono per lo più legate ad aumentare la resistenza o la massa muscolare. Oltre al mercato nero degli steroidi, ci sono prodotti che promettono, senza contenere effettivamente il principio attivo, di raggiungere i risultati sperati senza essere dopati e rischiare la salute. Ovviamente questo non è possibile perché gli anabolizzanti sono ormoni e prodotti senza ormoni non possono avere lo stesso effetto. Quando questo avviene invece, significa che quella sostanza che formalmente nell’etichetta non contiene steroidi in realtà li contiene. Frodati e delusi da una parte, contenti ma dopati e con la salute a rischio dall’altra. Difficile scegliere il meno peggio.

Le sostanze miracolose

Ogni giorno  la influencer di turno ne spara una nuova. “Ecco come ho perso i kg di troppo grazie a questo alimento/prodotto”. Un business dalla memoria corta e dal naso lungo che abroga in toto tutto quello che era verità assoluta fino al giorno prima. Il tè verde, il caffè, il guaranà, le bacche di Goji, sostanze senz’altro salutari ma che senza una dieta ipocalorica ed esercizio fisico non portano proprio da nessuna parte. Trasmissioni anche di medici al soldo delle grandi multinazionali, il dr. Oz, hanno contribuito a creare questa rete di vittime speranzose ed illuse.

Occhio anche alle tisane

Buone, calde e rilassanti, nessuno potrebbe mai credere che una tisana possa essere nociva per la salute. Vi sbagliate. Dipende da quale ingrediente ne è la componente maggiore. La liquirizia ad esempio è un potente termogenico che fa alzare pressione e battito cardiaco e ne va consumata pochissima anche in versione tisana. Siamo andati in cinque erboristerie e abbiamo chiesto 100g di liquirizia in granuli per farci le tisane. 3 su 5 ci hanno risposto picche perché non si potevano prendere la responsabilità di darci un cartoncino di sola liquirizia. La liquirizia va venduta solo in un mix con altri ingredienti proprio per evitarne l’abuso ed i conseguenti effetti collaterali.

Lo spinoso caso Amazon:

Amazon vende integratori alimentari ma non ne controlla né la provenienza, né la qualità né il dosaggio. La loro posizione ufficiale, il dito dietro cui si nascondono, è che il loro sito è solo una vetrina e non sono tenuti a nessun controllo. Peccato però che gli utenti questo non lo sappiano e considerano Amazon come certificatore di qualità ed affidabilità. Fate attenzione.

Comments

comments

Altri Sport

Wilma Rudolph, la Gazzella Nera che conquistò Berruti e l’Italia

Simone Nastasi

Published

on

Per i 79 anni compiuti oggi dalla Leggenda Livio Berruti, vi raccontiamo della sua amicizia con un altro pilastro della storia dello Sport, Wilma Rudolph, con le Olimpiadi di Roma del 1960 a fare da sfondo.

Livio e Wilma. La storia di due campioni che potrebbe essere la trama di un romanzo. Una foto li ritrae insieme, mano nella mano nei giorni delle Olimpiadi di Roma del 1960. Entrambi giovanissimi: lui ventunenne; lei appena ventenne. Lui è Livio Berruti, velocista piemontese; lei è Wilma Rudolph, giovanissima promessa afroamericana dell’atletica leggera. Quell’anno, alle Olimpiadi romane, entrambi scriveranno pagine di storia dello sport mondiale. Livio Berruti conquisterà la medaglia d’oro nella finale dei 200 m piani, piazzandosi davanti a tutti con il tempo di 20’5 (suo record personale). Lei, Wilma Rudolph  vincerà invece più o meno tutto quello che c’era da vincere: conquisterà la medaglia d’oro prima nella finale dei 100 m; poi quella dei 200; infine la staffetta 4X100.

Da quel momento in poi, Wilma Rudolph divenne per tutti la “gazzella nera”. Roma cadde ai suoi piedi e molti italiani rimasero letteralmente stregati dalla velocità delle sue gambe e da quei suoi occhi neri. Tra questi anche lo stesso Livio Berruti, che molti anni più tardi (nel 2010) dichiarerà al Corriere della Sera, di non aver mai “consumato” quell’amore nutrito per la Rudolph. Per colpa, disse, di un giovanissimo pugile americano destinato a diventare leggenda. Sul quale Wilma, a quanto pare, aveva messo gli occhi. Si chiamava ancora Cassius Clay. Prima che, qualche anno più tardi, dopo essersi convertito all’Islam, vorrà farsi chiamare Muhammad Ali. Fu per “colpa” di Clay che Livio e Wilma non andarono oltre quell’immagine che li ritrae insieme come fossero proprio due fidanzati.

Ma Livio non si scorderà mai di Wilma. Così come neanche molti italiani. Lei, che proprio quell’anno in Italia vinse tutto e poi non vinse più niente. Semplicemente perché volle fare altro. Preferì dedicarsi all’insegnamento che continuare la carriera di velocista. Quella stessa carriera che molti anni prima era stata messa a repentaglio dalle precarie condizioni di salute. Per colpa di una poliomelite che Wilma aveva contratto da bambina. E che aveva rischiato di farla rimanere zoppa per sempre. Ma proprio nella gara più importante, Wilma seppe bruciare sul tempo anche l’avversario più pericoloso: la morte. E finalmente, dopo che per anni fu costretta a camminare con un apparecchio correttivo, a dodici anni, riuscì a sconfiggere definitivamente il male. Da quel momento in poi, come molte altre ragazze della sua età, anche Wilma potè dedicarsi allo sport. Prima la pallacanestro poi l’atletica leggera dopo essere stata notata da un allenatore locale che decise di puntare su di lei. Mai scelta fu più azzeccata.

Pochi anni dopo, quando Wilma era sedicenne, arrivò anche la prima medaglia (di bronzo) alle Olimpiadi del 1956 nella staffetta 4X100. Solo l’antipasto di quello che accadde quattro anni dopo. Quando Wilma entrò definitivamente nella storia alle Olimpiadi di Roma. Proprio come quella fotografia che la ritrasse insieme a Livio Berruti e che ebbe un impatto fortissimo per quelli che erano i tempi di allora. Anni nei quali l’apartheid dall’Africa cominciava a fare proseliti anche nel resto del mondo. Tre anni più tardi quella fotografia, nel 1963, arrivò lo storico discorso dell’ I have a dream pronunciato da Martin Luther King a Washington. Anche quella volta, evidentemente, Livio e Wilma seppero arrivare al traguardo prima degli altri.

Comments

comments

Continua a leggere

Altri Sport

Magro fino a scoppiarti il cuore: Clenbuterolo, il Doping da banco che compri sotto casa

Emanuele Sabatino

Published

on

Continua la nostra inchiesta sul doping da banco utilizzato soprattutto per dimagrire. Dopo l’Efedrina oggi è il turno del Clenbuterolo,  un composto broncodilatatore, più precisamente una amina simpaticomimetica, con attività di tipo agonista, a lunga durata d’azione e selettivo sui recettori β2-adrenergici.

Nel mondo dello sport il clenbuterolo è conosciuto soprattutto per le sue forti proprietà termogeniche e lipolitiche. Un ottimo strumento per monitorare gli effetti termogeni di un farmaco è la misurazione della temperatura corporea.  All’inizio della terapia con clenbuterolo si assiste ad un innalzamento della colonnina di mercurio che si manterrà al di sopra dei valori normali per alcuni giorni. Dopo due o tre settimane di uso continuato tali valori rientrano nel range di normalità, poiché l’organismo sviluppa una sorta di resistenza al farmaco.

Per questo l’utilizzo di Clenbuterolo viene ciclizzato solitamente con due settimane on e due settimane off. Nelle settimane off di solito viene assunto lo stack caffeina ed efedrina per prolungare l’effetto della perdita di grasso.

Il grasso corporeo è sin dagli albori dell’essere umano l’energia che accumuliamo per farci trovare pronti in caso di grande carenza di cibo. Controllori del processo della perdita di grasso (ossidazione dei lipidi) sono i ricettori beta-andrenergici. Agendo proprio su questi recettori, inibendoli, il clenbuterolo aiuta nella perdita di grasso.

L’AMORE DI MODELLI E BODYBUILDER

Vien da se che questo farmaco, che rientra nella lista delle sostanze dopanti stilata dalla WADA, sia molto ambito da chi con l’estetica ci lavora ovvero i modelli. Il ciclo Clenbuterolo alternato ad Efedrina + caffeina, unito ad una dieta chetogenica (bassissimo apporto di carboidrati) uno o due mesi prima di uno shooting fotografico fa arrivare i modelli/e asciuttissimi all’appuntamento e con i muscoli ben definiti.

In alcuni studi condotti su animali questo farmaco ha dimostrato anche proprietà anaboliche degne di nota se assunto a dosi massicce > 200mg/day. Quando un atleta, un bodybuilder, in prossimità della competizione, interrompe l’utilizzo di steroidi anabolizzanti per risultare negativo ai test antidoping, sostituisce questi prodotti con il clenbuterolo. Questa strategia viene adottata per limitare la perdita di massa muscolare e migliorare la definizione.

L’OBBLIGO DI RICETTA MEDICA vs LA REALTA’ DEI FATTI

Per ottenere il Clenbuterolo in farmacia, viene venduto sotto diversi nomi ma il più famoso è il Monores, bisogna assolutamente avere la ricetta medica. Purtroppo però la realtà spesso è opposto rispetto alla teoria. In un esperimento fatto da noi su dieci farmacie, entrando e chiedendo il Monores in quanto affetti da Asma, sprovvisti di ricetta alcuna, otto di esse ce lo hanno venduto senza battere ciglio. Queste farmacie hanno venduto del doping ma soprattutto una sostanza molto pericolosa senza nessun controllo.

In Clenbuterolo infatti può causare effetti indesiderati come irrequietezza, tremori, insonnia, mal di testa e tachicardia. Non solo, se assunto ad alte dosi per lunghi periodi tende ad aumentare le dimensioni del cuore compromettendone la funzionalità fino a causarne il definitivo arresto.

Nonostante il clenbuterolo sia un farmaco promettente (per la sua capacità di influenzare positivamente la composizione corporea, riducendo il grasso e aumentando le masse muscolari) la presenza di gravi effetti collaterali dovrebbe far desistere chiunque dall’idea di utilizzarlo.

LA DIFFERENZA CON L’EFEDRINA ED IL RISCHIO OVERDOSE

Clenbuterolo ed Efedrina hanno effetti positivi ed indesiderati molto simili ma due sostanziali differenze. La prima differenza è la disponibilità ed il prezzo: l’efedrina è quasi introvabile e sul mercato nero si trova sopra i 100 euro per confezione, mentre il Clenbuterolo si prende in farmacia sotto i 10 euro a confezione. La seconda differenza, forse quella più importante, è la vita del farmaco nel nostro corpo: l’effetto dell’efedrina dura in media 4-6 ore, mentre quello del Clenbuterolo in media 36 ore. Questo vuol dire che se lunedì prendiamo 20 mg di clenbuterolo (una compressa), ed il giorno dopo alla stessa ora un’altra compressa, avremo per 12 ore in corpo due compresse di questa sostanza. Facile comprendere come la possibilità di sbagliarsi con le dosi sia molto probabile così come l’incorrere in overdose. Non solo, in caso di effetti indesiderati molto marcati questi non passeranno nel giro di qualche ora, anzi, si avrà un disagio molto molto lungo. Uomo avvisato mezzo salvato…

 

Comments

comments

Continua a leggere

Altri Sport

Gli Sport più strani delle vecchie Olimpiadi

Leonardo Ciccarelli

Published

on

Il 14 Maggio 1900 iniziavano le II Olimpiadi dell’Era Moderna, le prime del ‘900. All’epoca e negli anni a seguire le discipline in cui si fronteggiavano gli atleti erano una più strana dell’altra.

Per il Comitato Olimpico Internazionale attualmente sono 25 gli sport ammessi al programma dei Giochi olimpici estivi e 7 quelli ammessi al programma dei Giochi olimpici invernali ma prima, soprattutto agli albori di questa fantastica manifestazione che unisce tutto il mondo, c’erano degli sport davvero strani.

Alla II Olimpiade, Parigi 1900, uno degli sport più seguiti fu quello del tiro alla fune. Si sfidarono atleti francesi contro atleti danesi e svedesi che riuscirono ad imporsi e a vincere l’oro olimpico. Il tiro alla fune restò in programma fino ai Giochi Olimpici del 1920, la VII Olimpiade ad Anversa, in Belgio.

Sempre in Francia nel ‘900 ci fu la prima ed unica gara di nuoto subacqueo: la gara non fu mai più ripetuta perché ritenuta troppo noiosa. La competizione si basava sia sulla distanza percorsa sott’acqua, sia sul numero di secondi in apnea. La medaglia d’oro fu una gara a due tra De Vendeville e Six, vinta per soli 2,9 punti dal primo, mentre quella di bronzo se la contesero Lykkeberg e De Romand, con il danese vincitore, con 1,8 punti di differenza; il distacco tra i primi due e il terzo e il quarto è di circa quaranta punti.

Andando avanti con gli anni, ci troviamo a Los Angeles 1932 dove la prima curiosità fu l’avvento del Football Americano come disciplina dimostrativa e che nell’hockey si presentarono solo 3 nazioni, India, Giappone e Stati Uniti, quindi a prescindere dai risultati, tutte e 3 ottennero una medaglia ma la vera curiosità dei giochi della X Olimpiade fu l’inserire le clave indiane nella ginnastica. A Los Angeles una serie di atleti in calzamaglia si sfidarono portando in scena le loro coreografie.

Restando in America, restando nella Città degli Angeli, curiosa è la disciplina inserita ai Giochi di Los Angeles nel 1984 e tenuta fino a quelli di Barcellona ’92: nuoto sincronizzato singolo. Il CIO ci ha messo 3 edizioni per intuire l’impossibilità di stabilire quanto fosse difficile valutare la sincronizzazione se non c’è un compagno di lato e di fatto questa disciplina singola fu semplicemente un esercizio di stile, una specie di danza subacquea.

Nuovo passo indietro: Parigi 1900. Durante questa olimpiade un tratto della Senna fu chiuso per il nuoto ad ostacoli. La competizione si svolgeva su 200 metri e prevedeva oltre al nuoto, il superare una fila di imbarcazioni in slalom e sott’acqua oltre che arrampicarsi su una pertica.

La disciplina forse più strana è però il duello con la pistola. Ad inizio ‘900 i duelli erano molto in voga in Europa e negli Stati Uniti ed allora alle Olimpiadi di Londra nel 1906 furono organizzate due gare, a distanze di 20 e 30 metri, tra due pistoleri. Non si sfidavano tra di loro all’ultimo sangue, bensì dovevano sparare 30 colpi contro delle sagome e chi le colpiva di più sui 30 proiettili vinceva il duello.

Comments

comments

Continua a leggere

Trending