10 ottobre 1976, allo Stadio Dall’Ara va in scena l’incontro Bologna – Torino valevole per la seconda giornata di Serie A. Una giornata amara per i tifosi Felsinei che vedono soccombere la propria squadra con un pesante 0-3 con gol di Graziani, doppietta, e Garritano. Sugli spalti è presente un neonato, Valerio, venuto alla luce da nemmeno un mese. Chissà quanto il Sig. Adriano, papà di Valerio, avrà atteso e sognato quel giorno: la prima volta allo stadio con il proprio figlio a vedere la squadra del “Cuore”. Valerio è inconsapevole e non si rende conto ovviamente, ma qualcosa quel giorno deve essere rimasto in lui, chissà. Crescendo si appassiona allo sport in generale, oltre che al calcio, e Bologna è un palcoscenico che offre molto da questo punto di vista. Dovunque c’è da incitare il nome di Bologna Valerio è presente: Basket, Pallavolo, Calcio, Rugby, Football Americano, Baseball, Pugilato e Hockey. Valerio Tassoni oggi è un quarantenne, si occupa di abbigliamento e ama lo sport. “E’ da quando ho nove anni che conservo i biglietti delle manifestazioni a cui assisto, qualsiasi tipo di evento, anche il cinema. Anzi su quest’ultimi addirittura da bambino scrivevo il titolo del film sul retro per ricordarmene. Poi ho iniziato ad appassionarmi al calcio e al Bologna in modo davvero importante. La passione per il Bologna, e per Bologna, mi arriva sia da mio padre sia da mio nonno Fernando”, ci racconta.

La collezione di Valerio oggi si compone di “pezzi” straordinari come alcuni abbonamenti rarissimi, unici potremmo dire. Sono abbonamenti che ripercorrono la storia del Bologna Football Club 1909 dagli anni ’20 sino ai nostri giorni. Fa bella mostra di se anche un biglietto “Invito” nuovo, non utilizzato, risalente tra il 1921 e il 1927. Non può mancare quello della stagione dello Scudetto del 1963/64. Molto bello, anche se più recente ovviamente, quello della stagione 1988/89: a libretto, con i tagliandi da staccare e il Dall’Ara sul frontespizio.

 

“In casa ho una stanza dedicata al collezionismo: sciarpe, faldoni e scatole per contenere quanto raccolto in tanti anni. Ho anche su un treppiede il quotidiano dello scudetto vinto a Roma nello spareggio del 1964, bello e incorniciato”.

“Il mio grande amore sono i biglietti”, ci dice con particolare enfasi Valerio, “Ne ho a partire dagli anni ’30”. Sono biglietti davvero rari e particolarissimi, come quello dello spareggio-scudetto del 1963/64: “Un biglietto autografato da Janich, bellissimo. Un campionato avvincente e spettacolare che terminò, per la prima ed unica volta nella storia del girone unico, con lo spareggio tra il Bologna del grande Fulvio Bernardini contro la Grande Inter di Herrera”.

 

Per i biglietti ho fatto di tutto; mi ricordo quando presi un permesso da lavoro per andare a vedere Bologna – Sporting Lisbona, Coppa UEFA 1998/99, si giocava alle 16. Finita la partita, insieme ad un mio carissimo amico, andammo poi al “Tardini” per Parma – Fenerbahce, inizio 20,45. Da lì, terminata la gara, puntammo poi verso Firenze dove avevamo appuntamento con un altro collezionista per fare uno scambio. Tornammo a Bologna verso le quattro di notte ma con oltre 400 biglietti da poter scambiare. Ricordo anche quando andai a Bucarest, era il 25 Luglio del ’98, per National Bucarest – Bologna. Perdemmo 1-3 ma ci qualificammo grazie allo 0-2 dell’andata. Il biglietto costava pochissimo allora mi avvicinai al botteghino e ne chiesi trenta. L’uomo che era dall’altra parte mi guardava male, malissimo. Cercava di capire dove fossero gli altri ventinove ma non vedendo nessuno non riusciva a capire la mia richiesta. Gli spiegai che ero appunto un collezionista e che gli altri li avrei utilizzati per scambiare. Ma lui non riusciva a capire. Alla fine si convinse, gli diedi i soldi e lui mi diede i biglietti. Il tutto sotto un sole cocente, c’erano 41 gradi, fu un’estate record per il caldo. Tornavo dalla trasferta in Romania con trenta biglietti difficili da trovare e pronti per essere scambiati. Tutto ciò è follia? Pazzia? Può darsi. Ma io sono felice così. Questa passione non è mai scemata anzi, se vogliamo è addirittura aumentata. Purtroppo negli ultimi anni gli dedico molto meno tempo per via degli impegni relativi alla famiglia e al lavoro, che ovviamente hanno la priorità”.

Affascinanti i biglietti relativi alle partite giocate all’estero da parte del Bologna contro il West Bromwich Albion nel ‘67 in Coppa delle Fiere, oppure quelli di Coppa delle Coppe del 1970 contro il Vorwarts Berlin e contro il Manchester City.  “Il biglietto con il Vorwarts Berliner è tra quelli a cui tengo di più, è tra i più rari”, ci confida Valerio, “Ricordo di essermelo aggiudicato in un’asta su Ebay che scadeva alle 3,30 di notte, l’ho anche pagato parecchio ad essere sinceri. Sono tanti i biglietti che cerco ancora, ovviamente tutti quelli relativi al periodo dei Pionieri, ormai sempre più rari. Ma ce ne sono un paio in particolare che mi piacerebbe avere. Trattasi dei biglietti delle partite di Mitropa Cup che il Bologna giocò nell’1988/89 a Modena contro il Ferencvaros e a Bologna contro il Banik Ostrava. Ecco mi piacerebbe tantissimo trovare quei biglietti, ma non credo esistano. Probabilmente sono stati utilizzati i tagliandi “Riserva” o “Dotazione” (per i non esperti sono quei biglietti che venivano utilizzati senza la dicitura della partita, ma erano validi per ogni occasione).”

 

“Il collezionismo è cambiato molto negli ultimi anni, in alcuni momenti credo addirittura che siamo in una situazione di lenta agonia. Poi succede che trovi qualcosa di nuovo e allora sembra tutto immutato. Certo l’avvento di internet porta con se la possibilità di poter arrivare dove non si sarebbe mai potuto arrivare. In precedenza, per fare uno scambio magari all’estero, passavano due o tre mesi. Ora ci si mandano le liste per email e poi le foto anche su Whatsapp e il gioco è fatto. Io mi diverto molto di più nei mercatini ora: arrivo e comincio a scartabellare e rovistare in cose che non centrano nulla e poi magari compare il pezzo bello o raro. Questi sono casi sporadici ma che donano una sensazione senza eguali. Per me collezionare è un piacere unico e per questa passione devo dire che non ho mai dovuto rinunciare a nulla. Anzi si, a qualcosa ho rinunciato: al sonno! Nottate intere a preparare o a spuntare liste, catalogare, archiviare, scrivere lettere. A proposito di lettere inviate, negli anni novanta cominciai anche a scrivere direttamente alle società di calcio chiedendo loro di inviarmi i biglietti delle partite, spiegando appunto di essere un collezionista. Qualche società me li ha mandati, insieme anche ad altri gadget. Avrò oltre duecento lettere ricevute dai Club di tutta Europa. In Italia solo una società mi ha risposto, l’Empoli. Questo la dice lunga sulla differenza culturale in questo ambito tra l’Italia e il resto d’Europa. Ma questo lo aggiungiamo noi.

Come nostro solito, ringraziamo Valerio per averci fatto “vivere” parte della sua splendida collezione e per averci fatto entrare nel suo mondo denso di passione. Pur consci che non abbiamo di certo visto tutto, crediamo di aver visto molto… ma non facciamo in tempo a pensarlo che ci rendiamo conto di aver sbagliato. Proprio mentre ci congediamo Valerio ci dice: “Dimenticavo, colleziono anche un biglietto per ogni rappresentativa Nazionale di calcio, uno per ogni paese del mondo”. Beh questo francamente non ce lo aspettavamo.

 

 

 

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