Lo scandalo che ha travolto la FIFA in seguito alle indagini dell’FBI ha, tra i suoi punti focali, l’aggiudicazione come Paese ospitante dei Mondiali di calcio, in particolare delle prossime edizioni del 2018, in Russia, e del 2022, in Qatar. Proprio in merito a quest’ultima, il presidente della FIFA Blatter, al centro delle polemiche e degli intrighi interni alla Federazione mondiale, alza il tiro, coinvolgendo la politica estera nei criteri di assegnazione della competizione iridata. Il colonnello svizzero, infatti, ha dichiarato che l’allora presidente francese, Nicolas Sarkozy, e il presidente tedesco, Christian Wulff avrebbero fatto pressioni affinché il Mondiale del 2022 fosse assegnato al piccolo Stato che si affaccia sul Golfo Persico.

Attraverso il giornale tedesco Welt Am Sonntag, il numero uno del calcio mondiale ha affermato di aver ricevuto, nel periodo antecedente l’assegnazione dei Mondiali, due telefonate da parte, appunto, di Sarkozy e Wulff, al fine di influenzare le votazioni. Il motivo di tali azioni è riconducibile direttamente agli interessi economici insiti in questa operazione. Infatti, soprattutto per quel che concerne la Germania, l’ex presidente tedesco voleva assicurarsi che il voto della sua Federcalcio sarebbe andato al Qatar, stato in cui molte aziende del suo Paese operano e dove altre aziende teutoniche avevano già iniziato diversi lavori anche prima dell’assegnazione.

Per quel che concerne il ruolo della Francia e, in particolare di Sarkozy, Blatter non è andato in profondità ma, dopo la famosa cena dell’Eliseo tra il presidente francese, il presidente dell’Uefa Platini e il figlio dello sceicco qatariota Al Thani, il coinvolgimento dei transalpini nell’assegnazione dei Mondiali 2022, sembra, quanto meno, plausibile. Dalle dichiarazioni di Blatter, lo svizzero sembrerebbe allargare la responsabilità degli intrighi che hanno coinvolto la FIFA su un livello più alto, compromettendo il ruolo delle sfere politiche mondiali.

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