Pur avendo regolari biglietti per assistere al match, le donne iraniane sono state respinte all’ingresso dello stadio per la partita valevole per la qualificazione alla Coppa del Mondo del 2018 in Russia della propria nazionale contro la Siria.

Le involontarie protagoniste di una vicenda incresciosa si sono poi riunite al di fuori dello stadio Azadi di Teheran in segno di protesta.

Da notare, inoltre, che le donne siriane hanno attraversato le porte di ingresso dell’impianto senza alcun problema, dopo aver mostrato i loro biglietti e passaporti.

In Iran, infatti, è proibito alle donne recarsi allo stadio per vedere partite di calcio maschile.

Stavolta, tuttavia, qualcosa pareva essere diverso, visto che tante donne iraniane avevano potuto acquistare online senza alcun problema i biglietti per la suddetta partita una settimana prima.

Sembrava che il divieto fosse stato finalmente rimosso e che l’Iran potesse avvicinarsi al mondo reale (finalmente), ma così non è stato.

La federazione di calcio iraniana, infatti, ha poi affermato che i biglietti erano stati venduti per errore e hanno promesso di rimborsare le donne che li hanno acquistati (ci mancherebbe, oltre al danno la beffa).

Alcune tra le iraniane con i biglietti hanno ancora deciso di andare comunque allo stadio, curiose di vedere cosa sarebbe successo.

“Non ci hanno lasciato entrare, hanno scattato fotografie e video di noi e hanno minacciato di arrestarci, poi hanno raccolto i nostri biglietti e ci hanno portate via”, ha riportato su Twitter una tifosa.

Alcuni minuti prima del fischio d’inizio, addirittura il commentatore della televisione dello stato iraniano ha dichiarato: “È un peccato che le donne iraniane siano assenti quando vediamo donne provenienti dalla Siria e da altri paesi all’interno del nostro impianto”.

Anche Parvaneh Salahshuri, un deputato femminile iraniano, ha affermato senza mezzi termini: “Mi hanno invitata ad entrare allo stadio ma se le altre donne del mio paese non possono farlo che senso ha? E’ assurdo.”

Il problema, comunque, nasce da molto, molto lontano; dopo la vittoria della rivoluzione islamica iraniana nel 1979, le donne sono state gradualmente estromesse dalla partecipazione ad eventi sportivi.

L’ultimo a tentare di cambiare la situazione, nel 2006, è stato l’ex presidente Mahmoud Ahmadinejad, che cercò di ottenere il consenso di chierici influenti per forzare una riflessione sul divieto.

Tuttavia, Ahmadinejad dovette affrontare molte critiche da parte dei politici conservatori e decise poi di abbandonare la sua richiesta.

Qui Iran, benvenuti nel Medioevo.

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