Nonostante una stagione sportivamente eccellente, con la possibilità di vincere la Premier League sfumata soltanto a 180 minuti dal termine in favore della favola Leicester ed un terzo posto finale che rappresenta il miglior risultato di sempre da quando il massimo campionato inglese ha cambiato il proprio format nel 1992, il Tottenham del presidente Daniel Levy e del promettente tecnico argentino Mauricio Pochettino è costretto a fare i conti con la scarsa crescita della società al di fuori del rettangolo di gioco.

Gli Spurs, infatti, si preparano ad annunciare la firma di un nuovo accordo per la sponsorizzazione del materiale tecnico con il colosso statunitense Nike per ‘soli25 milioni di sterline all’anno.

Si tratta senza dubbio di un doppio passo in avanti, dal momento che il club londinese è attualmente sotto contratto con Under Armour, azienda americana con sede a Baltimora, fondata nel 1996, neppure lontanamente paragonabile al gigantesco marchio Nike, peraltro per una cifra pari a 10 milioni di sterline a stagione.

Eppure, i termini economici dell’accordo tra il club del nord di Londra e la società con sede a Beaverton, che entrerà in vigore soltanto a partire dalla stagione 2017/2018, sono molto diversi rispetto ai numeri delle società inglesi più importanti.

Un evento che stona rispetto alle liete note suonate sui campi della Premier League dai ragazzi di Pochettino.

Con l’impianto di White Hart Lane in fase di ristrutturazione ed il progetto di un nuovo stadio ormai alle porte, ai vertici del Tottenham non resta che migliorare l’aspetto legato al marketing per portare la società ai livelli delle ‘big’ di casa e non solo.

Un’altro club inglese, i cugini londinesi del Chelsea, futuro club dell’attuale ct italiano Antonio Conte, ha appena raggiunto un accordo con Nike. In questo caso, tuttavia, i numeri sono ben diversi.

I Blues, infatti, nonostante la stagione fallimentare a cui sono andati incontro, secondo Nike attualmente ‘valgono’ oltre il doppio dei rivali cittadini: ben 60 milioni di sterline all’anno.

Un affare semplicemente eccezionale per la società di Abramovich, visto che il Chelsea sarà costretto a rinunciare agli introiti provenienti dalla partecipazione alla prossima Champions League; una boccata di ossigeno puro in grado di rinfrescare le casse del club di casa a Stamford Bridge, separatosi dall’altro gigante dell’abbigliamento sportivo Adidas in anticipo rispetto all’accordo esistente.

La collaborazione con l’azienda tedesca terminerà a giugno del 2017 dopo ben undici anni, durante i quali i Blues sono cresciuti esponenzialmente sia a livello di marchio sia sul campo, grazie agli ottimi risultati ottenuti; i numeri del nuovo contratto con Nike sono lì a testimoniarlo.

C’è ancora molta strada da fare, invece, per il Tottenham da questo punto di vista. Se il Chelsea è distante, il Manchester United del neoallenatore Mourinho è praticamente irraggiungibile, con i suoi 75 milioni di sterline all’anno ricevuti da Adidas.

Per non parlare dei top club europei; Nike conferisce al Barcellona di Luis Enrique, ad esempio, ben 77 milioni di euro. Mostri sacri che i londinesi della stella Harry Kane, al momento, possono soltanto ammirare da lontano.

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