Se lo chiamavano El Loco un motivo ci deve essere stato. Se aveva abituato il calcio a gesti estremi (come la conferenza stampa di Marsiglia con la lista dei calciatori da comprare e le seguenti dimissioni) qualcosa, forse, c’era da aspettarselo. Se poi lo metti vicino a uno come Claudio Lotito allora, il rischio è lo stesso che si corre a mettere un fiammifero acceso vicino alla nitroglicerina. Che salti tutto per aria e bisogna solo contare i danni. Così è successo tra la Lazio e quello che doveva essere il suo nuovo allenatore. Doveva perché Marcelo Bielsa alla fine si è tirato indietro. Ha fatto sapere tramite un comunicato trasmesso nella notte di voler presentare le dimissioni e dunque di non voler allenare la Lazio nella prossima stagione. La quale, dal canto suo, ha risposto di prendere atto delle dimissioni di Bielsa ma di riservarsi “ogni azione a tutela dei propri diritti”. Almeno questo, verrebbe di aggiungere.

Ma perché questo passo indietro di Bielsa? Alla base della decisione (oltre ai rumors che lo vogliono sulla panchina dell’Argentina) ci sarebbero state proprio le incomprensioni con la società in tema di calciomercato. Per le quali alcune precise richieste dell’allenatore argentino non avrebbero trovato il seguito che Bielsa avrebbe voluto. In particolare, secondo il giornalista Stefano Benedetti di cittaceleste.it, ci sarebbe stata nella notte una furente discussione telefonica con il ds Igli Tare sull’acquisto dell’ex milanista Pato (non voluto dall’albanese). Da qui, la decisione (proprio come era avvenuto a Marsiglia) di non iniziare neppure. Come a dire Loco si, scemo no. Mai dimissioni furono così veloci. Nella storia (almeno quella recente) del calcio italiano non si ricorda di un allenatore che lasciasse una panchina prima ancora che inizi, non il campionato ma il ritiro. Neanche con il Palermo del vulcanico Zamparini capace di esonerare (e richiamare) gli allenatori nel tempo che una persona avrebbe di andare in bagno a lavarsi le mani. Questa volta Bielsa ha superato tutti. Ha smesso prima ancora di dover iniziare. Pur avendo però, come comunicato dalla Lazio stessa, firmato già il contratto con i biancocelesti. Che l’avvocato Gianmichele Gentile (legale di Lotito) aveva detto, non più tardi di giovedì, di aver depositato in Lega. Aggiungendo inoltre, che Bielsa sarebbe arrivato a Roma sabato. Facendo intendere così che la storia era dunque finita e le chiacchiere potevano anche finire. Evidentemente, non aveva fatto i conti con “El Loco”. Il quale infatti, dopo aver probabilmente comunicato di essere in partenza per Roma (avendo ritirato anche il visto di lavoro) ha incredibilmente cambiato idea dicendo di volere rimanere dov’era. Cioè in Argentina, dove con molta probabilità sarà chiamato a sostituire il Tata Martino sulla panchina dell’Albiceleste. Lotito dal canto suo, deve essersi fatto due conti. E con gli stipendi di Petkovic e Pioli ancora da pagare, per accontentare Bielsa, avrebbe dovuto veramente una volta per tutte fare il presidente e mettere mano al portafogli. Per questo che alla fine la decisione finale (ammesso che non sia stata pensata da tempo) è stata quella di assegnare di nuovo la squadra a Simone Inzaghi (già sotto contratto). Il quale però (conoscendo l’ambiente e soprattutto Lotito), starebbe prendendo tempo, anche perché ha già un accordo con la Salernitana. Tutto questo mentre la nuova stagione della Lazio sarebbe dovuta cominciare da qualche giorno. Ma giocatori (alcuni non tutti) e allenatore non si sono presentati.

Oggi, durante la conferenza stampa, i giornalisti presenti hanno deciso di lasciare in blocco la sala per l’impossibilità di ottenere delle risposte alle domande poste al Presidente Lotito, il quale voleva imporre un “monologo” su questa faccenda che segna un altro capitolo dannoso per la Lazio.

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