“Siamo veramente orgogliosi del fatto che la storia di Adrian possa finalmente diventare nota a tutti. Spero che incoraggerà i giovani a tentare di raggiungere i propri sogni in ogni modo.”

Jimmy Doherty sta parlando di suo figlio, Adrian, che sarebbe potuto diventare uno dei più grandi talenti nel mondo del calcio.

La nota ‘generazione d’oro del 1992’ del Manchester United di Sir Alex Ferguson è divenuta famosa ed è stata celebrata a lungo in tutto il mondo: Giggs, Beckham, Scholes, Butt ed i fratelli Neville facevano parte di questa ristretta cerchia di fenomeni che aiutò i Red Devils a conseguire successi mai visti prima dalle parti di Old Trafford.

Tuttavia, quando la storia di questi eccezionali campioni è stata raccontata la prima volta, nessuno ha avuto modo di ricordare un altro talento di tale generazione, purtroppo segnato da un destino molto più sfortunato.

Adrian Doherty era un giovane dalla folta e scompigliata chioma, proveniente dalla piccola cittadina di Strabane, che meravigliò nelle giovanili del Manchester United a tal punto da essere descritto sulle colonne del Manchester Evening News come “capace di avere un impatto in prima squadra che probabilmente non si ricorda dai tempi del leggendario George Best”.

Doherty, però, finirà largamente sconosciuto al momento della sua triste morte in Olanda a soli 26 anni. Per molto tempo, la sua storia è rimasta sostanzialmente segreta. Due anni fa, tuttavia, la vicenda del povero Adrian è finalmente stata portata alla luce grazie alla pubblicazione del libro dal titolo “Forever Young”, scritto da Oliver Kay.

“Siamo molto contenti del risultato finale ottenuto grazie a Kay. Ovviamente è sempre difficile tornare ad una storia così tremenda come la perdita di tuo figlio, ma l’autore è stato fantastico e ha descritto il mio Adrian in maniera molto accurata”. Questo il commento di Jimmy Doherty.

“Di tanto in tanto, in passato diversi scrittori ci hanno avvicinato per chiederci di poter scrivere riguardo alla storia di Adrian ma noi ci siamo mostrati sempre disinteressati poiché siamo una famiglia che tiene molto alla propria privacy. Anche quando abbiamo parlato con Oliver Kay la prima volta eravamo molto esitanti ma la sua estrema sincerità ci ha davvero colpito. Ci disse che voleva scrivere il libro in un modo che noi avremmo davvero apprezzato ed effettivamente è stato così.

La famiglia Doherty non ha assolutamente il desiderio di finire sulle prime pagine dei giornali ma Jimmy ha affermato che sono stati tutti molto toccati dalle positive reazioni ricevute sul libro:

Tanta gente ci ha fatto sapere che è molto più che un semplice libro sul calcio e che ha ispirato molti giovani. Quasi nessuno conosceva la storia di mio figlio ma anche coloro che lo frequentavano hanno detto che non erano consapevoli di tutti i successi raggiunti da Adrian nel corso della sua breve vita. Il fatto che ora molti si siano affezionati a mio figlio è un tributo alla sua memoria, per un ragazzo che era davvero molto semplice.

La parola passa poi ad Oliver Kay, che riflette sul modo in cui è arrivato a progettare la propria fatica:

Quando sono incorso in questa storia per la prima volta, ero molto sorpreso perché pensavo di sapere tutto sull’ormai famigerata ‘generazione del ’92’ allo United. Ciò che ho trovato veramente strano era che quando i calciatori di quel Manchester United hanno scritto le proprie autobiografie o parlato dei grandi talenti nella squadra quasi nessuno abbia menzionato Adrian Doherty.

Doherty era un ragazzino timido e profondamente amante della musica. Giocava nel Moorfield Boys Club, nell’Irlanda del Nord, quando nel 1987 il tecnico della squadra e lo scout Matt Bradley contattarono il dirigente del Manchester United che si occupava dei giovani più interessanti nel territorio irlandese per segnalare il talento espresso da Adrian, uno dei più incredibili mai visti.

Ricordando quel periodo, Matt Bradley è ancora privo di dubbi sulle qualità di Doherty:

E’ il miglior giovane che abbia visto in oltre trent’anni di attività sia come allenatore che come scout. Dopo appena 15 minuti dall’inizio del match di prova, Alex Ferguson era già convinto e telefonò al padre di Adrian per far firmare il ragazzo con i Diavoli Rossi. Essendo tifoso dello United, ero doppiamente contento”.

Il segreto del talento di Adrian secondo papà Jimmy? Solo duro lavoro e passione:

Ho sempre creduto che Adrian fosse un talento naturale. Non fu allenato da nessuno in particolare nei primi tempi della propria carriera e riuscì ad avere successo grazie a ore di pratica e determinazione. Spero che la sua storia possa mostrare ai giovani cosa si può raggiungere con la sola forza di volontà e voglia di arrivare”.

Adrian impressionò tutti sin dai primi allenamenti al Manchester United, giocando nelle giovanili sulla fascia opposta rispetto a quella occupata da uno dei più grandi calciatori passati dalle parti di Old Trafford: Ryan Giggs.

Oliver Kay ha confermato che al tempo i compagni di Doherty rimasero a bocca aperta vedendo le sue giocate:

Ryan Giggs usava la parola ‘incredibile’ per descriverlo. Ho detto a Giggs che qualcuno mi aveva suggerito che tra i due il migliore fosse proprio Doherty e lui mi ha risposto che quel qualcuno non era lontano dalla verità.”

Lo stesso Giggs, in merito ad Adrian, ha affermato: Io giocavo sulla fascia sinistra e lui a destra. La sua velocità era pazzesca, una roba mai vista. Riusciva a superare gli avversari ed evitare i tackle dei difensori in un modo da non credere.”

Adrian Doherty era ben lontano dallo stereotipo del calciatore attuale e la sua creatività andava ben oltre il terreno di gioco. Scriveva canzoni e poesie, suonava la chitarra nei pressi di Old Trafford e non di rado per strada nel centro di Manchester. Era ritenuto eccentrico dai propri coetanei, spesso definito in inglese una ‘lost soul’ (anima perduta)..

Le persone gli dicevano che sarebbe diventato il nuovo Best? Lui rispondeva che avrebbe preferito essere il nuovo Bob Dylan. Sir Alex Ferguson lo ricorda come “il ragazzo silenzioso con il talento calcistico più limpido mai incontrato, che tuttavia era più attratto dalla propria vena artistica”.

A soli diciassette anni, Doherty era sul punto di debuttare con la prima squadra dello United, quando il fato intervenne per sconvolgere ogni piano. Adrian si ruppe i legamenti e restò fuori gioco per molto tempo. Tornò ma si infortunò nuovamente, non riprendendosi mai più del tutto. Old Trafford non ebbe così mai la possibilità di ammirare tutto il suo talento. Alla fine, Doherty risolse il contratto con la società e rimase senza squadra.

Oliver Kay ha aggiunto che Doherty, grazie alle sue qualità, avrebbe potuto sfondare senza dubbio ma che, allo stesso tempo, visto il suo carattere particolare, probabilmente non avrebbe avuto successo a lungo.

Aveva talento e su questo non ci piove. Qualcuno però ritiene che Adrian aveva iniziato ad essere disincantato nei confronti della vita già prima degli infortuni. I suoi interessi si stavano allargando e sentiva che nella vita c’era molto di più che il calcio solamente. Penso che se non ci fossero stati gli infortuni avrebbe fatto faville ad Old Trafford, salutando però tutti dopo 50, 100 o chissà solo 20 partite. Era un personaggio enigmatico e per questo molto affascinante.

Terminata la carriera calcistica, Doherty trovò diversi impieghi in altri ambiti. Nell’Aprile del 2000, ad esempio, Adrian lavorò per un’azienda che faceva mobili per la casa. Una mattina, poi, mentre si recava a lavoro, Adrian cadde in un canale. Rimase in coma per un mese ed il 9 Giugno del 2000 morì, un giorno prima del suo 27esimo compleanno.

Dopo la perdita del figlio, oltre al dolore enorme, la famiglia di Adrian dovette combattere anche contro le infondate infamie che volevano un Doherty sotto effetto di alcool o droghe e per questo finito in quel dannato canale. Gli investigatori e le autorità giudiziarie chiusero ben presto a qualsivoglia maldicenza, etichettando la faccenda come ‘tragico incidente’.

Per coloro che avevano seguito lo sviluppo come calciatore di Adrian sin dalla più tenera età, il dubbio su ciò che poteva essere e non è stato rimane molto forte a tutt’oggi, come spiega Matt Bradley.

“Penso che Adrian sarebbe divenuto il più grande talento mai espresso dal calcio irlandese insieme a George Best. Sono ancora in contatto con suo padre, Jimmy, ed è davvero triste pensare che non abbiamo potuto assistere ai successi del ragazzo sia nel calcio che magari nella musica”.

Quindi, in conclusione, come dovrebbe essere ricordato Adrian Doherty?

“Con un sorriso ed un senso di stupore per ciò che era,” afferma Oliver Kay “e poi con questa frase detta, da un suo vecchio compagno allo United: ‘suonava la chitarra come Bob Dylan e giocava a calcio come Ryan Giggs‘. Mica male, no?”

 

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