Sognare non costa nulla. Poi, un giorno, succede che quel sogno è lì a pochi passi ma provare a raggiungerlo costa, a volte tanto. Ed è proprio in quel momento che ti rendi conto davvero quanto valgono quei sacrifici fatti in silenzio, in tempi non sospetti. E a Paternò, un comune ai piedi dell’Etna di quasi 50 mila abitanti, a un certo punto si sono resi conto in tanti che il sogno di quei ragazzi del baseball (disciplina poco diffusa in Sicilia) andava difeso e sostenuto. Oggi la festa per quel sogno diventato realtà è giustamente di tutti ma soprattutto la loro.

I Red Sox Paternò sono campioni d’Italia di baseball: dopo le due gare d’andata perdute malamente in trasferta in siciliani hanno ribaltato il risultato nelle tre gare di ritorno, tra le mura amiche. La festa è doppia perché il successo non è stato costruito solo in campo.

Neanche una settimana fa, infatti, la storia dei paternesi, che giocano in un impianto sportivo privato e sono costretti a fare i conti con un budget economico piuttosto ridotto, sembrava a un passo dal finale drammatico.

Siamo a un passo dal sogno e a un passo dal baratro” aveva detto il presidente dei Red Sox Paternò, Nunzio Botta, richiedendo un intervento alle istituzioni e agli imprenditori locali per un sostegno economico perché “non avevamo preventivato di arrivare ai play off e dunque ci sono state altre trasferte e altre spese non messe in conto, abbiamo preso un’altra mazzata economica per affrontare la trasferta a Imola (semifinale scudetto, ndr) e dunque immaginate quella di Bollate. Storicamente il Sud nel baseball ha vinto pochissimo perché c’è un gap notevole perché il numero delle società e degli atleti da noi è inferiore. Nel 2010 abbiamo conquistato uno scudetto nelle giovanili. Adesso vogliamo scrivere la storia con i grandi”.

E dunque alla vigilia della finalissima con il Bollate, la città aveva risposto presente partecipando a una colletta e onorando i sacrifici fatti da diverse stagioni dai ragazzi guidati dal manager Riccardo Messina.

Il sindaco di Paternò, Mauro Mangano, era stato tra i primi promotori della raccolta fondi: “Abbiamo lanciato un appello che in pochi giorni ha raccolto alcune risposte positive, imprenditori che daranno un contributo economico straordinario per aiutare i Red Sox e sostenere Paternò, anche noi della giunta stiamo partecipando, ancora non abbiamo raggiunto l’obiettivo, però, ci vuole più entusiasmo”.

A dimostrare la sua vicinanza nel momento decisivo della stagione era stato anche il presidente regionale della Federazione italiana baseball Michele Bonaccorso, che aveva sostenuto come le istituzioni siciliane dovrebbero “mettere a pari condizioni tutte le regioni d’Italia, per esempio azzerando il costo delle trasferte per quelle società che per motivi sportivi agonistici federali devono obbligatoriamente partecipare a gare a livello nazionale”.

Affrontata e scollinata in qualche modo la montagna di natura economica e data parola al campo, i Red Sox Paternò hanno perso malamente a Bollate e ribaltato a proprio favore nelle tre gare di ritorno tra le mura amiche, conquistando storicamente lo scudetto.

Il sogno è diventato realtà – dice commosso il manager Riccardo Messina -. A conclusione di una serie di 5 partite di livello stellare i Red Sox Paternò si laureano Campioni d’Italia battendo i campioni uscenti del Bollate. I ragazzi hanno giocato alla perfezione dal primo all’ultimo inning di gara 5 concedendo veramente poco agli avversari. Nelle ultime due partite addirittura non concedendo nessun punto ai lombardi. In una cornice di pubblico splendida i Red Sox Paternò hanno ribaltato lo svantaggio di due gare e conquistando l’agognato scudetto 2016”.

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