Amore ad ogni costo: quanto pagano i tifosi in Premier League per vedere un goal della propria squadra

Amore ad ogni costo: quanto pagano i tifosi in Premier League per vedere un goal della propria squadra

E’ uscito l’annuale studio della BBC sul costo del calcio in Europa ed in particolar modo in Inghilterra. La BBC ha esaminato ben 2000 biglietti dividendoli in 10 categorie e analizzando anche il costo dei servizi intorno e dentro ai diversi stadi inglesi. Uno studio approfondito che fornisce degli ottimi spunti di riflessione.

Partiamo da un discorso generale. Quale società della Premier League ha i biglietti più cari e chi ha quelli più bassi? Tra i settori più economici è il Liverpool a farla da padrone che mantiene la tradizione del settore popolare con il biglietto più economico ad appena 9 £, mentre tra i biglietti meno cari ad essere la più costosa è il Chelsea con 47 £. Nei settori più cari invece ad essere la meno costosa è la neo promossa Huddersfield con 30 £, mentre la società più pretenziosa è l’Arsenal che addirittura arriva a 96 sterline. La classifica rimane praticamente la stessa parlando di abbonamenti: l’Huddersfield è la società con i prezzi più bassi sia per i settori più popolari sia per quelli più “nobili” rispettivamente con 100 e 299 sterline. L’Arsenal si conferma la società più costosa con un abbonamento minimo di 891 sterline e quello più caro a ben 1769 sterline.

La BBC poi si è spinta oltre nella sua analisi andando a verificare quanto ai tifosi sia costato ogni goal o punto della propria squadra in casa in base ai prezzi indicati prima. Se un tifoso del Liverpool avesse acquistato tutti i biglietti più economici per le partite in casa per questa stagione sarebbe molto contento dato che ogni gol segnato dai reds gli sarebbe costato appena 4,5 £ e ancora meno, 3,5 £, se il costo dei biglietti si rapportasse ai punti fatti in casa  dalla squadra di Jurgen Kloop. Se invece prendiamo in esame il costo degli abbonamenti casalinghi i tifosi più felici sono senza dubbio quelli del Manchester City che per ogni gol segnato hanno “pagato” appena 12,46 £ e per ogni punto conseguito tra le mura amiche hanno sborsato appena 18,69 £. In questa speciale classifica i tifosi del Bournemouth saranno tra i più arrabbiati dato che ogni gol segnato gli è costato addirittura 78 sterline e prima di quest’ultimo week end (quando finalmente sono riusciti a scuotersi e vincere per 4-0 contro l’Huddersfield in casa) la media era addirittura raddoppiata con 183 £ per gol. Insomma quando si dice un gol che vale oro nel caso del Bournemouth non ci si sbaglia davvero.

QUANTO COSTA 1 GOAL E 1 PUNTO PER OGNI SINGOLO BIGLIETTO ACQUISTATO NEL SETTORE PIU’ ECONOMICO?

QUANTO COSTA 1 GOAL E 1 PUNTO PER GLI ABBONATI NEL SETTORE PIU’ ECONOMICO?

IL QUADRO GENERALE DALLA PREMIER LEAGUE ALLA LEAGUE TWO SU QUANTO COSTA UN GOAL PER SINGOLO BIGLIETTO E ABBONAMENTO NEL SETTORE PIU’ ECONOMICO

Tangenti, tangenti e ancora tangenti: così la FIFA decideva le elezioni mondiali

Tangenti, tangenti e ancora tangenti: così la FIFA decideva le elezioni mondiali

E’ iniziato a New York il processo per lo scandalo Fifa che ha visto coinvolti i vertici del massimo organo del calcio mondiale. Il primo testimone chiamato in causa è stato Alejandro Burzaco, amministratore delegato della Torneos una società che si occupa della distribuzione e dei contenuti dei più importanti canali sportivi in Argentina e in tutto il Sud America. La testimonianza di Burzaco è stata a dir poco esplosiva dato che non ha lesinato di fare nomi e cifre che riguardano lo stato della corruzione in Sud America della Fifa e non solo. Le parole di Alejandro Burzaco hanno avuto subito una conseguenza tragica, il suicidio poche ore dopo di Jorge Delhon, che si è gettato sotto un treno. Nella sua deposizione ha chiamato in causa il citato Jorge Delhon e Pablo Paladino, accusandoli di aver accettato cospicue mazzette in cambio dell’attribuzione dei diritti della partite di calcio. Delhon e Paladino all’epoca lavoravano “Football Para Todos”, programma governativo negli anni della presidenza di Cristina Kirchner, incaricato della ripartizione dei diritti in Argentina che proprio pochi mesi fa è stato chiuso, rimettendo nelle mani dei club i diritti tv. Un programma di tangenti che è durato per ben 10 anni, pagate da Burzaco per l’assegnazione dei diritti Tv dei maggiori tornei sudamericani.


Nonostante il dramma che si è già consumato a seguito della testimonianza di Burzaco, le parole iniziali dell’uomo d’affari argentino sono sembrate poca cosa rispetto a quello che poi ha raccontato davanti alla corte di New York circa la Fifa e sul giro di tangenti che si è messo in moto negli ultimi anni. Burzaco ha raccontato nel dettaglio di come Julio Grondona, presidente dell’Afa fino alla sua morte nel 2014, ricevette delle mazzette in cambio del suo voto in favore del Qatar come paese ospitante dei mondiali del 2022. Le affermazioni di Burzaco sono alcune delle prove più solide a sostegno dell’accusa secondo cui l’elezione che ha portato al Qatar i Mondiali siano state pesantemente truccate. Burzaco è poi entrato nel dettaglio raccontando nei minimi particolari i concitati momenti che hanno preceduto le elezioni per l’assegnazione dei Mondiali del 2022: in particolare Burzaco ha raccontato di come durante la votazione, Nicolás Leoz, l’allora presidente della Conmebol, aveva votato per il Giappone e la Corea del Sud e non per il Qatar come piani prestabiliti. Un voto che rischiava di far saltare tutto il piano. Durante una pausa, quindi, Ricardo Teixeira, importante dirigente Fifa, prese da una parte Leoz “convincendolo” con le maniere forti a votare per il Qatar. Leoz si fece convincere e aderì tranquillamente alla cospirazione che portò alla vittoria del Qatar. Dunque il processo per lo scandalo Fifa è solo all’inizio ma già ha regalato al Mondo un quadro a dir poco inquietante dello stato di salute morale e non solo del calcio sud americano.

La Liga e il Resto del mondo contro il PSG degli sceicchi

La Liga e il Resto del mondo contro il PSG degli sceicchi

La guerra è dichiarata. Il presidente della Liga spagnola, Javier Tebas, ha fatto la prima mossa contro il Paris Saint Germain : “Il PSG non dovrebbe partecipare alla Champions League. Se nel corso della stagione si scopre che ha commesso delle irregolarità allora perché non lo si esclude? Quando un ciclista viene accusato di doping viene immediatamente eliminato dalla gara. Credo che i controlli dovrebbero aver luogo prima della partenza dei campionati, non più tardi “. Una dichiarazione di guerra bella e buona che lascia pochi spiragli ad un dialogo, quantomeno nell’immediato.

LOTTA TRA GIGANTI – Quello che è certo che si tratta di una lotta tra i giganti del calcio europeo. Le dichiarazioni di Tebas, nascono senza dubbio, dal malumore espresso dal Real Madrid e dal Barcellona che hanno visto nel PSG una vera e propria minaccia a livello economico. Soprattutto il Barcellona ha subito sulla sua pelle la prepotenza finanziaria della squadra parigina con la cessione praticamente obbligata di Neymar. Un’operazione economicamente folle che però ha portato l’asso brasiliano a Parigi.  “Questo sistema non può durare, se si permette di competere a dei club che imbrogliano “, ha detto il leader del calcio spagnolo che già ad Agosto ha presentato un ricorso alla UEFA proprio su questo argomento.  Tebas nella sua “denuncia” sostiene che il PSG e il Manchester City  “non hanno le risorse reali necessarie per effettuare certi investimenti. Fino ad ora sono andati avanti con sponsor fittizi relativi agli Stati che sono alle loro spalle. Abbiamo confrontato i ricavi di PSG e City con quelli di Real, Barça, United e Bayern e sono nettamente inferiori a quest’ultimi. Nel PSG i ricavi sono tutti legati allo stato del Qatar. In questo modo il Fair Play finanziario viene definitivamente aggirato”.  Nel dossier preparato dalla Liga spagnola , di circa 44 pagine, si sostiene che il PSG abbia ricevuto soldi da sponsor riconducibili sempre allo stessa proprietà  e cioè il fondo sovrano del Qatar, superando così in maniera scorretta la concorrenza degli altri club europei: Nel 2014 gli introiti da questi sponsor per il club parigino sono stati pari a 344 milioni di euro, contro 237 di Manchester United, i 224 del Real Madrid e i 185 del Barcellona. Per quanto riguarda i diritti televisivi, invece, il PSG ha incassi i inferiori a quelli del Real Madrid (142 milioni di diritti Tv in Champions contro i 47 che riceve il PSG). La Liga spagnola sottolinea che la sponsorizzazione di società di proprietà del fondo sovrano del Qatar al club team è del 73%, nettamente più significativa rispetto a quella  di squadre come Barça (38%), Real Madrid (41%) e Manchester United (46%) .


 

RISPOSTA- “Noi non risponderemo a tutte le dichiarazioni diffamatorie del sig Tebe, né alla grande vaghezza della maggior parte delle sue osservazioni, che mirano solo a manipolare i media, nel tentativo di minare la strategia ambiziosa di Paris Saint-Germain . Una strategia che i suoi leader hanno recentemente presentato alla UEFA con grande chiarezza e serenità” . Così il Paris Saint Germain si difende dalle accuse che arrivano oltre i Pirenei.  Il club parigino deve prepararsi , però, anche a difendersi dal fronte interno dato che il numero uno del Lione e acerrimo nemico della politica del PSG, Jean-Michel Aulas, ha preso la palla al balzo e tramite Twitter si è schierato con La Liga spagnola: “Anche se non siamo sempre d’accordo con J Tebas, non credete che l’amministratore delegato della Liga dovrebbe essere ascoltato?” indirizzando questo tweet anche al ministro dello sport francese. Dunque tutto si sta mettendo al posto giusto per vedere ben presto una guerra calcistica e non solo a livello europeo. Quello che è certo però che sarà una guerra tra giganti economici e calcistici.

Allo Sport non può mancare la Fantasia. Dalla penna di grandi sceneggiatori e fumettisti nasce il fumetto degli Insuperabili

Allo Sport non può mancare la Fantasia. Dalla penna di grandi sceneggiatori e fumettisti nasce il fumetto degli Insuperabili

Un Fumetto per raccontare una grande e bella storia. E’ quello che è stato fatto per raccontare l’avventura degli “Insuperabili”. Non è il solito fumetto che parla di supereroi con superpoteri, ma di un racconto ancora più avvincente. Un fumetto che racconta delle Scuole Calcio Insuperabili Reset Academy, volte a ragazzi con disabilità cognitivo, relazionale, affettivo emotiva, comportamentale, fisica e motoria. Uno straordinario progetto nato nel 2012 a Torino, prendendo ispirazione dal modello inglese Football For Disabled.

Attraverso questo fumetto La “Insuperabili Onlus” vuole cercare di raccontare il Mondo dei bambini degli Insuperabili, che per l’occasione sono stati trasformati in cartocampioni proprio come Batman e Superman. Per fare questo sono stati coinvolti grandi professionisti come Fabrizio Accatino, sceneggiatore di Dylan Dog, e Mattia Simeoni, esperto fumettista. Una scelta non casuale, perché uno degli obiettivi degli Insuperabili è di far vivere a dei dilettanti delle esperienze da professionisti. Stesso discorso vale per chi racconta la loro storia. I fumettisti coinvolti non sono certo dei dilettanti, ma sono dei professionisti assoluti. Anche la decisione di scegliere la strada del fumetto non è assolutamente casuale: attraverso questa modalità si vuole cercare di arrivare un po’ a tutti. Dagli adulti ai bambini, tutti possono essere attratti da un fumetto così ben fatto. In secondo luogo l’idea è quella di affrontare questo argomento in una maniera diversa, scherzosa dato che si parla di aneddoti riguardanti la vita quotidiana della scuola calcio, in cui se ne vedono di tutti i colori davvero. Nel primo episodio Richy, il primo bambino iscritto alla nostra scuola calcio, incontra il suo grande idolo Giorgio Chiellini. In questa puntata si racconta di come i diversi protagonisti siano venuti a conoscenza degli Insuperabili. Il primo numero, come tutta la stagione 0, è stato già pubblicato sul sito degli Insuperabili, mentre la stagione 1 sarà presentata al Lucca Comics & Games 2017, dall’1 al 5 novembre e sarà disponibile dal 6 novembre al 18 dicembre 2017.


 

Un fumetto quindi che vuole veicolare un messaggio trasversale per tutte le età e per tutti i generi. I valori dello sport sono già nobili, ma sei poi vengono messi in pratica con così grande dedizione e passione assumono un valore quasi inestimabile. La storia degli “Insuperabili” non parla solo di sport: Attraverso di esso si vogliono raccontare i valori di solidarietà e inserimento dei disabili nella società e che sono la colonna portante di tutte le attività promosse dagli Insuperabili. L’obiettivo principale è quello coinvolgere il grande pubblico, cercando di creare un vero e proprio movimento culturale e calcistico per atleti disabili in Italia, lontano dal pietismo e dal semplice assistenzialismo, che troppe volte vengono usati, quando si parla di disabilità.

SFOGLIA IL FUMETTO

Questo Real è da Psicologo

Questo Real è da Psicologo

Otto punti di ritardo dalla vetta già alla decima giornata, un gioco che non decolla, Cristiano Ronaldo che non è in forma. In queste poche righe si può riassumere il momento nero del Real Madrid dopo l’incredibile sconfitta subita sul campo del Girona. Una rovescio che lascia nello sconforto più totale una squadra che qualche mese fa sembrava praticamente invincibile e poteva puntare senza problemi ad un incredibile quanto storico Sextete (non è una parolaccia ma indica, in spagnolo, la vittoria di sei competizioni ufficiali da parte di una squadra nell’arco di una singola stagione). Cosa succede allora al Real? Cerchiamo di capirlo più a fondo.

PROBLEMI DI GIOCO E NON SOLO- Il Real in questo inizio stagione gioca veramente male. I campioni d’Euorpa in carica si affidano molto ai singoli, ma al contrario di quanto accadeva qualche mese fa, sembrano non avere un’identità vera e propria. Quella qualità incredibile che veniva creata da gente come Modric e Kroos viene totalmente a mancare e la squadra fa fatica a creare occasioni. Basti pensare che nel match contro il Girona , il centrocampo delle merengues formato dal terzetto Modric-Kroos-Casemiro è stato capace di sbagliare ben 40 palloni. Un’infinità già per una squadra normale, figurarsi per una corazzata come il Real Madrid. Tutto questo può derivare anche da un problema di concentrazione di tutta la squadra dato che anche la difesa nei primi sei minuti di gioco era riuscita a regalare agli avversari  ben 4 palloni. Se il problema fosse anche mentale, sul banco degli imputati non può non salire anche la guida tecnica e cioè Zizou Zidane. L’allenatore francese che nel 2016 prese una squadra allo sbando e la guidò a due Champions consecutive (traguardo mai raggiunto da nessuno va ricordato) ora sembra prigioniero del suo personaggio. Il suo modo di gestire uno spogliatoio complicatissimo, che è capace di mangiare allenatori e farli cacciare senza problemi, attraverso un atteggiamento di comprensione e con una gestione della rosa fatta di estreme rotazioni, sembra ora essere arrivato al capolinea. Ora serve decisionismo. E’ necessario invertire la rotta, prendendo la situazione in mano, magari rischiando anche di arrivare allo scontro con alcuni senatori della squadra.  La squadra sembra scarica mentalmente e rischia di allontanarsi irrimediabilmente dal Barcellona già a Novembre. Va detto che anche il mercato estivo non ha aiutato molto Zidane a rinnovare rosa e stimoli dato che il Real ha venduto due pezzi importanti come Morata e James Rodriguez senza rimpiazzarli e questo ora le merengues lo stanno pagando a caro prezzo.

 

CR7 APPANNATO- Possiamo girarci intorno quanto vogliamo ma al Real Madrid di questo inizio stagione sta mancando maledettamente il suo asso indiscusso, Cristiano Ronaldo. Mai il giocatore portoghese era stato così improduttivo in campionato. Solo un gol nelle prime 10 giornate di Liga, anche se ne ha perse quattro per squalifica. E’ chiaro che molte volte in passato, CR7 ha coperto le mancanze del Real con le sue splendide giocate e i suoi gol a raffica me ora che Ronaldo è in difficoltà ne risente tutta la squadra che sembra perdere sempre più sicurezza. Il Real che batteva agevolmente il Manchester United in Supercoppa Euorpea dava l’impressione di giocare con una leggerezza e una tranquillità da fare invidia a chiunque. Il Real Madrid di Girona è una squadra che rischierebbe di perdere con qualsiasi club europeo.  Ora quindi serve una svolta. Se Zidane vorrà rimanere a lunga sulla panchina del Real deve prendere in mano la situazione e far cambiare marcia in maniera decisa alla sua squadra. Una scossa necessaria ora,  per non dover già accantonare la Liga a Natale, gettando via tutti i sogni di Sextete.

Close