L’inspiegabile, ossessiva, amorevole passione per il Genoa a 1100 km di distanza

L’inspiegabile, ossessiva, amorevole passione per il Genoa a 1100 km di distanza

Non si ferma questo amore, nemmeno in vacanza. Mi trovo in una meravigliosa spiaggia salentina e il Genoa è partito con me. 1100 chilometri da Genova non bastano per azzerare tutto. Soprattutto di questi tempi, con l’imminente cambio ai vertici che sta facendo battere i cuori dei tifosi. C’è chi sogna e chi ha gli incubi, anche in ferie. Pc portatile nello zaino, iPhone caldo e prontezza per scrivere due righe in caso di novità. E’ una vacanza alquanto…particolare.

Tra gli scenari straordinari di questa bellissima terra che è la Puglia, il Genoa resta protagonista. Incredibile. Ma nemmeno così tanto. Noi genoani siamo questi. Insaziabili innamorati. Il periodo, poi, è troppo importante, e non lascia spazio ad altro. Nella lunga estate calda rossoblu è entrato in scena il manager di Carige Giulio Gallazzi, deciso a coinvolgere nel progetto Genoa investitori esteri ancora senza un volto. Fa parte del gioco, in attesa del closing annunciato e degli annunci di rito. Nemmeno il tempo di tuffarsi che un nuovo nome sarà accostato al Genoa, la schizofrenia che aleggia sul mondo rossoblu non fa sconti. Intanto i tifosi sognano una squadra stellare, altri non si fidano e sperano resti Preziosi.

Eppure il ciclo sembra giunto davvero al capolinea, nonostante le dietrologie incombenti. In tutto questo contesto c’è da pensare anche al mercato e ad una squadra che ha bisogno di innesti. Dopo un preoccupante immobilismo il Genoa ha mosso i primi passi. Ivan Juric ha accolto Spolli, Zukanovic e Galabinov. Dal Milan arrivano Bertolacci e Gianluca Lapadula, con el cholito Simeone pronto a salutare. Sul fronte entrate si continua a parlare di Cecchini in sinergia con l’Inter e dello svincolato Izco. Tante piste in piedi ed un mercato molto lungo che farà chiacchierare parecchio i tifosi e gli addetti ai lavori. L’importante che il Genoa completi in tempi ragionevoli l’organico, quest’anno una semplice salvezza non può più bastare. Lo ha detto anche Gentiletti: “Vogliamo fare meglio e puntare più in alto di una semplice salvezza. Senza ansia è lecito coltivare, con i piedi per terra, ambizioni importanti”. Dal Salento, per ora, è tutto.

“Siamo tutti Manuel Fantoni”: la Mitomania ai tempi dei Social raccontata in un libro

“Siamo tutti Manuel Fantoni”: la Mitomania ai tempi dei Social raccontata in un libro

“Un bel giorno, senza dire niente a nessuno, me ne andai a Genova. E mi imbarcai su cargo battente bandiera liberiana…”. Vi ricordate Manuel Fantoni? Protagonista di quel piccolo grande capolavoro cinematografico di Carlo Verdone, dal titolo ‘Borotalco’.

Che bel film, quello, così fresco e genuino. Borotalco non sente il trascorrere del tempo. Forse perché i temi che affronta sono ancora maledettamente attuali.

Già. Basti pensare a quel simpaticissimo cazzaro di Manuel Fantoni. Un personaggio adorabile, ma in fin dei conti tristemente negativo. Non tanto per le bugie, nè per la sua strafottenza. Ma per quel senso di estrema insicurezza che lo spinse a trasformarsi in qualcun altro.

Succedeva più di trent’anni fa in Borotalco, accade ora, tutti i giorni, nella nostra era 2.0. Lo ha raccontato la scrittrice Chiara Lelli, nel suo nuovo libro ‘Non avrai altro dio all’infuori di te. Siamo tutti Manuel Fantoni’.

Un saggio che parla di mitomania, ma anche di una società che ormai ha smarrito persino la dignità. A spiegarlo, stavolta, è il ‘padre’ di Manuel, il nostro Carlo Verdone.

Il messaggio che dà la società è questo – ha commentato l’attore romano a Repubblica Tv, in riferimento alla presentazione del libro di Chiara Lelli chi non ha personalità copia quella di un altro. Così diventa facilmente un grande cazzaro. Ruba l’anima ad altri, anche se il mentitore viene scoperto presto”.

Quanti mitomani ha incontrato Verdone nella sua carriera? Tanti, a suo dire. E lo hanno ispirato parecchio sul set: “Io non li ho mai contraddetti, per me loro sono oro colato. Ho fatto i film sui mitomani: Gallo Cedrone, Un Sacco Bello, Al lupo al lupo e Borotalco. In quest’ultimo c’è proprio Manuel Fantoni. Un personaggio estremamente debole e fragile”.

I Social network diventano una preziosa vetrina per i Manuel Fantoni dei giorni nostri e nascondono un lato oscuro: “Tutti diventano critici, dinamitardi etc. Quei pochi che dicono qualcosa di sensato vengono lapidati. C’è tanta aggressività, c’è molta cattiveria e troppa violenza”.

Dunque i pacati ci sono, ma in minoranza.

Per il resto siamo tutti Manuel Fantoni.

 

‘Alla conquista di se stessi’ è un viaggio che purifica dalle tossine della società moderna

‘Alla conquista di se stessi’ è un viaggio che purifica dalle tossine della società moderna

«Uno degli aspetti più micidiali dell’attuale cultura è di far credere che sia l’unica cultura. Invece è semplicemente la peggiore», comincia così ‘Il discorso tipico dello schiavo’ di Silvano Agosti.

Il filosofo e regista bresciano porta la sua illuminante visione del mondo anche in rete. Condivide il suo sentimento di libertà attraverso le telecamere di Salvo5puntozero, una piccola web tv indipendente che ogni giovedì propone un gradevole format dal titolo ‘Alla Conquista di sè stessi’, che viaggia ormai verso le cento puntate.

«Il fatto che la gente vada a lavorare sei giorni alla settimana è la cosa più pezzente che si possa immaginare. Come si fa a rubare la vita agli esseri umani in cambio del cibo, del letto, della macchinetta», nel paese ideale di Silvano Agosti le persone lavorano non più di 3 ore al giorno e al compimento della maggiore età ogni cittadino riceve una casa.

Dal lavoro al cibo, passando per la semplicità dei sentimenti più puri. Il regista sogna un mondo in cui i bambini possano apprendere all’aria aperta, attraverso il gioco.

Un mondo privo di barriere e preconcetti, in cui uomini e donne possano essere liberi davvero.

«Bisogna sempre pensare: questi stanno rubandomi la vita, in cambio di due milioni e mezzo al mese, bene che vada, mentre io sono un capolavoro il cui valore è inenarrabile. Ma è mostruoso che il tipo debba andare a lavorare 8 ore al giorno e debba essere pure grato a chi gli fa leccare il pavimento, capisci? Tutto ciò è “oggettivamente” mostruoso, ma dove la coscienza produce coscienza, tutto ciò è “effettivamente” mostruoso».

Poesia pura. Le parole di Silvano Agosti disarmerebbero un esercito.

La rubrica con Salvo Mandarà si apre con le domande del pubblico, senza una scaletta prestabilita. Inizia un confronto interessante e in un battito di ciglia Alla Conquista di sè stessi scivola via, purificando la mente umana dagli orrori della società moderna.

Un individuo realmente consapevole, un mondo diverso da quello attuale. Forse più essenziale, per certi versi più arretrato ma sicuramente più felice.

«Tutto l’Occidente vive in un’area di beneficio perché sta rubando 8/10 dei beni del resto del Mondo. E’ un sistema politico che sa rubare 8/10 a 3/4 di Mondo e da un pò di benessere a 1/4 di Mondo, che siamo noi.

Quindi, signori miei, o ci si sveglia.. o si fa finta di dormire.. o bisogna accorgersi che siete tutti morti».

La Cura dal Benessere: un film da vedere assolutamente se ti è piaciuto Shutter Island

La Cura dal Benessere: un film da vedere assolutamente se ti è piaciuto Shutter Island

Più inquietante di Shutter Island, ma anche più crudo. La Cura dal Benessere è la vera rivelazione cinematografica approdata nelle nostre sale questa settimana.

Gore Verbinski ci imprigiona in un film oscuro e pieno di tensione.

Uno spavaldo broker di Wall Street, interpretato da uno straordinario Dane DeHaan, deve raggiungere un’isolata e antica struttura di montagna per riportare a New York il numero uno della sua azienda. Scopre il misterioso istituto del benessere del dottor Volmer, i cui clienti sembrano dei veri e propri pazienti.

Altissimi e robusti cancelli introducono il protagonista in enormi spazi ipnotici. Fin dal suo arrivo al castello si respira un’aria sinistra, a tratti spettrale, che va in forte contrasto con l’apparente armonia che aleggia tra gli ospiti.

La struttura narrativa del film ricorda senza dubbio il capolavoro di Martin Scorsese, Shutter Island. Anche qui il personaggio principale dovrà fare i conti con una realtà molto oscura, molto pericolosa.

Nessuno deve sapere cosa si nasconde nella mente perversa del direttore della clinica e dei dottori, nessuno può prendere contatto col mondo esterno. L’istituto sembra far parte di una realtà parallela, una dimensione astratta dalla quale uscire sembra impossibile.

Perchè dovremmo andarcene? E’ magnifico qui”.

Le pratiche mediche, le violenze psicologiche e fisiche trasformano gli ignari pazienti in figure totalmente assettiche e innocue. Le conseguenze sono inquietanti per tutti, gli intrecci della storia imprimono gran ritmo per tutta la durata del film.

Claustrofobico, crudo e appassionante. La musica di Benjamin Wallfish alimenta la tensione e accompagna lo spettatore verso un finale tanto sorprendente quanto contradditorio.

Gli ultimi 10-15 minuti sono di troppo e trasformano un thriller psicologico in un horror. Non era necessario. Ciò non va ad intaccare il valore indiscutibile della pellicola.

La Cura dal Benessere è un film da vedere assolutamente per chi ha apprezzato Shutter Island.

E’ un’enigma ipnotico, destabilizzante, debilitante.

Una raccolta da non perdere se sei pazzo di Holly e Benji

Una raccolta da non perdere se sei pazzo di Holly e Benji

Che campioni Holly e Benjii. Li ricordate? Due veri fenomeni del calcio,  eroi del cartone animato tra i più seguiti negli anni 90.

Holly Hutton è un predestinato, uno straordinario supereroe del calcio. Segna una valanga di gol, il pallone è il suo migliore amico. Dribbling, assist e giocate acrobatiche per la Newppy e in seguito la per New Team. Holly ha la capacità di trasformare una squadra di medio livello in una delle forze più potenti del campionato giovanile.

E poi c’è Benji Price, che incontra Holly per la prima volta a dodici anni. Ha un sogno nel cassetto da realizzare: diventare il più grande portiere al mondo. Come Hutton è un vero fenomeno. Para qualsiasi tiro, subisce pochissimi gol: insomma un vero muro. Con il suo carisma sostiene i compagni anche nei momenti più delicati e difficili. Coi piedi ci sa fare e nella memoria dei fan resta impressa l’epica ed infinita cavalcata dalla sua porta verso quella avversaria, con un tiro finale straordinario.

Le scintille del primo incontro con Holly si trasformano presto in una vera amicizia. Il resto è storia.

Sono veramente tante le emozioni che hanno regalato questi due personaggi. Holly e Benji restano amatissimi ancora oggi, nonostante siano passati parecchi anni dal loro approdo in tv.

Per questo motivo, probabilmente, Corriere dello Sport-Stadio e Tuttosport hanno deciso di celebrarli riproponendo in edicola una raccolta che i veri fan del cartone animato non si lasceranno scappare.

Si tratta di 28 Action Figures con un piano editoriale completamente rinnovato rispetto alla passata edizione del 2015.

Holly Hutton, Benji Price, Mark Lenders e molti altri. I protagonisti della serie usciranno in edicola, anche con la prestigiosa collaborazione del Gruppo Mondadori.

La reazione dei fan è stata talmente forte da attirare l’attenzione di altre grandi realtà editoriali italiane, come Tv Sorrisi e Canzoni e Panorama, che si sono proposti come partner dell’iniziativa.

Le statuine dei nostri idoli di infanzia ariveranno in edicola ogni settimana con un personaggio diverso.

Il primo, ovviamente, è Holly Hutton. Poi sarà il turno del mitico Benji Price.

Una raccolta da non perdere per chi ama follemente Holly e Benji.