L’Altra Faccia di Pyongyang: la Corea del Nord e lo Sport “organico” di Kim Jong Un

L’Altra Faccia di Pyongyang: la Corea del Nord e lo Sport “organico” di Kim Jong Un

Calcio, basket, pallavolo, sci e tanto altro. Fare sport in Corea del Nord è un’attività diffusa. Troppo spesso siamo abituati a immaginare la Repubblica Popolare Democratica di Corea un inferno in terra, e non potrebbe essere altrimenti ascoltando le notizie che i media occidentali propongono su questo paese di 24 milioni di abitanti. Peccato che le notizie siano per lo più false e prive di fondamento, scoop sensazionalistici ideati ad hoc per cavalcare l’onda di una Nazione abituata a vivere in modo tutt’altro diverso.

A differenza di quanto si possa pensare, in Corea del Nord lo sport è molto praticato, a tutti i livelli, in città, dove la spinta moderna degli ultimi anni è sotto gli occhi di tutti, così come in campagna. A Pyongyang, centro nevralgico della Corea del Nord abitato da circa 3 milioni di persone, il governo del leader Kim Jong Un ha investito ingenti risorse nella costruzione di centri sportivi e aree adibite allo sport. Si va dalla Scuola Internazionale di Calcio alle tante polisportive, dove i bambini possono allenarsi nel dopo scuola in varie discipline. L’ordine e la disciplina non collidono con il divertimento, anzi, favoriscono la corretta gestione di un gruppo. In squadra l’individualismo è messo al servizio dei compagni. Ognuno collabora a seconda delle proprie caratteristiche, esattamente come avviene all’interno della società.

La Corea del Nord è infatti un chiaro esempio di comunità organica, che si poggia sull’ideologia Juche. Questo termine viene tradotto con la perifrasi “ogni uomo è artefice del proprio destino”. Semplificando si può dire che tutti giocano un ruolo fondamentale per il mantenimento del sistema, perennemente alla ricerca di un ulteriore perfezionamento. Proprio come nello sport.

E il calcio? La febbre del pallone è arrivata qui soltanto da pochi anni. Nonostante questo, la cultura calcistica ha già prodotto diversi giovani talentini davvero niente male. Il più famoso di tutti, e probabilmente il migliore, è Han Kwang Song, attaccante del Cagliari attualmente in forza al Perugia in Serie B. Decisamente più gettonati, anche per via della loro semplicità, sono il basket, la pallavolo e il badminton, comunemente chiamato volano. Nei tanti parchi presenti nei centri nevralgici delle città, è facile imbattersi in partitelle improvvisate. Ma il fiore all’occhiello della Corea del Nord è rappresentato da due strutture sportive mastodontiche. La prima è il May Day Stadium, stadio che può ospitare la bellezza di 150 mila posti, e che per capienza è il più grande al mondo.

Qui la Nazionale nordcoreana gioca solitamente le sue partite casalinghe; vi si praticano inoltre competizioni di atletica leggera.

Il secondo diamante è il Masykryong Resort Hotel, albergo di extra lusso adibito anche a stazione sciistica. Soprattutto in inverno, i turisti nordcoreani (e non solo) approfittano delle vacanze per godersi le dieci piste offerte da uno degli hotel più particolari al mondo. E questo, dicono dalle parti di Pyongyang, non è che l’inizio.