L’Altra Faccia di Pyongyang: la Corea del Nord e lo Sport “organico” di Kim Jong Un

L’Altra Faccia di Pyongyang: la Corea del Nord e lo Sport “organico” di Kim Jong Un

La partecipazione della Corea del Nord alle prossime Olimpiadi Invernali di Pyeongchang in Corea del Sud, è un primo segnale di diplomazia tra le due nazioni in costante tensione dagli anni ’50. Ma come si pratica Sport nella terra di Kim Jong Un? Siamo andati a scoprirlo.

Calcio, basket, pallavolo, sci e tanto altro. Fare sport in Corea del Nord è un’attività diffusa. Troppo spesso siamo abituati a immaginare la Repubblica Popolare Democratica di Corea un inferno in terra, e non potrebbe essere altrimenti ascoltando le notizie che i media occidentali propongono su questo paese di 24 milioni di abitanti. Peccato che le notizie siano per lo più non supportate da fonti certe, con scoop sensazionalistici che sembrano ideati ad hoc per cavalcare l’onda di una Nazione abituata a vivere in modo tutt’altro diverso.

A differenza di quanto si possa pensare, in Corea del Nord lo sport è molto praticato, a tutti i livelli, in città, dove la spinta moderna degli ultimi anni è sotto gli occhi di tutti, così come in campagna. A Pyongyang, centro nevralgico della Corea del Nord abitato da circa 3 milioni di persone, il governo del leader Kim Jong Un ha investito ingenti risorse nella costruzione di centri sportivi e aree adibite allo sport. Si va dalla Scuola Internazionale di Calcio alle tante polisportive, dove i bambini possono allenarsi nel dopo scuola in varie discipline. L’ordine e la disciplina non collidono con il divertimento, anzi, favoriscono la corretta gestione di un gruppo. In squadra l’individualismo è messo al servizio dei compagni. Ognuno collabora a seconda delle proprie caratteristiche, esattamente come avviene all’interno della società.

La Corea del Nord è infatti un chiaro esempio di comunità organica, che si poggia sull’ideologia Juche. Questo termine viene tradotto con la perifrasi “ogni uomo è artefice del proprio destino”. Semplificando si può dire che tutti giocano un ruolo fondamentale per il mantenimento del sistema, perennemente alla ricerca di un ulteriore perfezionamento. Proprio come nello sport.

E il calcio? La febbre del pallone è arrivata qui soltanto da pochi anni. Nonostante questo, la cultura calcistica ha già prodotto diversi giovani talentini davvero niente male. Il più famoso di tutti, e probabilmente il migliore, è Han Kwang Song, attaccante del Cagliari attualmente in forza al Perugia in Serie B. Decisamente più gettonati, anche per via della loro semplicità, sono il basket, la pallavolo e il badminton, comunemente chiamato volano. Nei tanti parchi presenti nei centri nevralgici delle città, è facile imbattersi in partitelle improvvisate. Ma il fiore all’occhiello della Corea del Nord è rappresentato da due strutture sportive mastodontiche. La prima è il May Day Stadium, stadio che può ospitare la bellezza di 150 mila posti, e che per capienza è il più grande al mondo.

Qui la Nazionale nordcoreana gioca solitamente le sue partite casalinghe; vi si praticano inoltre competizioni di atletica leggera.

Il secondo diamante è il Masykryong Resort Hotel, albergo di extra lusso adibito anche a stazione sciistica. Soprattutto in inverno, i turisti nordcoreani (e non solo) approfittano delle vacanze per godersi le dieci piste offerte da uno degli hotel più particolari al mondo. E questo, dicono dalle parti di Pyongyang, non è che l’inizio.

 

 


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