20 mila biglietti venduti: la prima edizione di TaoMusica è già la rassegna musicale dell’anno in Sicilia

20 mila biglietti venduti: la prima edizione di TaoMusica è già la rassegna musicale dell’anno in Sicilia

Puntoeacapo Srl, con la direzione  artistica di Nuccio La Ferlita, presenta la prima edizione di “TaoMusica” nella splendida cornice del Teatro Antico di Taormina, rassegna dedicata alla musica popolare contemporanea italiana e straniera, che  ha inaugurato gli eventi dell’estate 2017 del Teatro Antico, subito dopo il G7, con i tre concerti, in esclusiva Siciliana, dei giovani tenori de Il Volo, coprodotti con F&P Group, la Fondazione Pavarotti e la partecipazione dell’orchestra del Taormina Opera Stars.

TaoMusica 2017 con i suoi 20 mila biglietti già venduti in prevendita si candida a consacrarsi come la rassegna più importante in termini di affluenza di pubblico pagante della Sicilia: si stima il raggiungimento di almeno 30 mila presenze.

I biglietti sono stati acquistati negli Stati Uniti, in Inghilterra, Germania, Russia, Spagna, Israele ecc mentre quelli acquistati in Italia quasi il 30% fuori dalla Sicilia e la quasi totalità venduta a pubblico non Taorminese.

Il pubblico della musica riempirà le strutture turistiche Siciliane e Taorminesi in particolare, frequentando ristoranti e gli esercizi commerciali, muovendo così l’economia del territorio e producendo un indotto economico importante stimato ben 7 volte superiore a quello dell’incasso generato dalla vendita dei biglietti.  TaoMusica incasserà all’incirca un milione e mezzo di euro che moltiplicato per 7 significa più di dieci milioni di euro di PIL per la Sicilia e questi sono numeri incontrovertibili.  La sola Regione Siciliana attraverso le casse del Parco Archeologico incasserà da TaoMusica intorno a sessantamila Euro.

Con orgoglio Puntoeacapo srl attività privata, ad oggi senza alcun sostegno pubblico e contro ogni difficoltà burocratica e persino complicanze nell’ottenimento delle date del Teatro Antico del quale ha sempre avuto il massimo rispetto ed ha ottemperato ogni misura possibile per la sicurezza del Teatro stesso e del suo utilizzo per gli spettacoli,

registra finalmente un piccolo grande segnale di apertura all’attività imprenditoriale grazie all’assessore Anthony Barbagallo, che parteciperà contribuendo a favorire l’attività legata alla promozione turistica e alla sicurezza di alcuni degli eventi presenti in rassegna.

La musica è terapia per il corpo e per l’anima, produce benessere fisico e contribuisce a spingere via le nuvole, quelle della routine e delle stress di tutti i giorni e migliora lo spirito.

Gli appuntamenti di TaoMusica 2017 ancora in prevendita sono: Nek 23 luglio, Alvaro Soler 17 agosto, Afterhours 22 agosto, Francesco Renga 23 agosto, Mario Biondi 24 agosto, Daniele Silvestri 25 agosto, Fiorella Mannoia 26 agosto e Massimo Ranieri 27 agosto.

Puntoeacapo srl è già al lavoro per l’edizione del 2018 grazie ad una maggior collaborazione con gli enti pubblici già avviata con l’Assessorato ai Beni Culturali, con il Parco Archeologico e in particolare con l’Assessorato regionale al Turismo, Sport e Spettacolo e alla sensibilità al territorio dimostrata dall’assessore Anthony Barbagallo.

Gianluca Russotti, il manager di tronisti e naufraghi torna single

Gianluca Russotti, il manager di tronisti e naufraghi torna single

L’avevamo lasciato così: innamoratissimo e pronto a convolare a nozze il 1 settembre. E invece, Gianluca Russotti, il manager di vip e tronisti è tornato single. La love story con la sua fidanzata catanese, con la quale convive da più di un anno, è finita. E pensare che era già tutto pronto: la cerimonia in una chiesa molto conosciuta nel centro storico di Catania, nei pressi di Piazza Duomo, e la cena di ringraziamento in una lussuosa villa di Biancavilla. E invece, i due innamorati, si sono lasciati. “Divergenze e incomprensioni” commenta Russotti senza entrare nei dettagli. E pare che già qualche mese fa i due avessero deciso di rinviare le nozze. Ma saranno state davvero le incomprensioni a far scoppiare la coppia? C’è chi dice di averlo già visto in dolce compagnia per i locali di Taormina.

Ma chi sarà la fortunata? Mentre ce lo domandiamo è già iniziata la calda estate da single per Gianluca, un’estate di lavoro ma anche tanto divertimento. Nascerà un nuovo amore? Chissà.  E intanto lui commenta così: «Nel mondo dello spettacolo non è facile avere relazioni serie e soprattutto durature perché spesso le ragazze farebbero di tutto per farsi vedere con me e il personaggio di turno. Per questo preferisco corteggiare che essere corteggiato».

Ad appena 38 anni, Gianluca Russotti ha nel suo team tanti personaggi di spicco della tv. Da Cecilia Rodriguez a Francesco Monte, passando per Nicole Mozzicato, Fabio Colloricchio, Tara Gabriletto, Alessio Lo Passo, Aldo Palmieri, Giulia De Lellis e tanti altri. Una carriera costruita lentamente che lo ha reso noto ormai come il manager di tronisti e naufraghi.

 

 

Alessandro Mario: guest star per Montalbano. L’attore fra i protagonisti dell’episodio ‘Amore’, in onda su Raiuno nel 2018

Alessandro Mario: guest star per Montalbano. L’attore fra i protagonisti dell’episodio ‘Amore’, in onda su Raiuno nel 2018

Lo incontro a fine giornata di riprese, lungo il viale Marina di Ragusa. Allure carismatica, voce calda, gli occhi sono di ghiaccio e le mani ferme: più che un semplice attore sembra un artista rinascimentale. “Sono un settimino di Agrigento, come Luigi Pirandello“, mi dice. E mentre mi racconta di essere nato prematuramente, proprio come lo scrittore premio Nobel della sua città, due signore lo avvicinano per un selfie e stentano a credere che lo rivedranno in tv, stavolta nella famosa fiction de “Il Commissario Montalbano”. Forse si ricordano troppo bene di Marco Della Rocca, l’affascinante eroe romantico e tormentato di CentoVetrine che Alessandro Mario ha interpretato per diversi anni e che gli ha permesso di raggiungere la notorietà e vincere due premi Telegrolla.

«Mi fa molto piacere che la gente mi riconosca, ma non sono mai stato schiavo della popolarità. Sono soprattutto un attore, sono cresciuto col teatro e con la letteratura e mi piace intrigare con la recitazione.

E adesso, abbandonati i panni dell’eroe, ritorna in tv ne “Il Commissario Montalbano” con un personaggio tutto nuovo, ancora avvolto dal mistero ma che, ci dice, “legato alla scomparsa di una bellissima ragazza”. In più, nell’episodio Amore, tratto dal racconto di Andrea Camilleri, comparirà proprio la casa Natale di Luigi Pirandello.

«È la prima volta, dopo anni di lavoro, che finalmente riesco ad interpretare personaggi così legati alla mia terra e ne sono davvero grato, felice… Amo la Sicilia». Una terra a cui è legatissimo, tanto è vero che, nel gennaio 2016, in occasione dei 95 anni dalla nascita di Leonardo Sciascia, ha celebrato lo scrittore ad Agrigento con lo spettacolo “La Sicilia e il suo cuore”, con l’omonima raccolta di poesie e i racconti tratti da “Il mare colore del vino”.

Alessandro Mario è soprattutto un attore di teatro. E’ reduce, infatti, dalla tournée de “La Lupa” di Giovanni Verga, con Lina Sastri, che quest’anno ha fatto il tutto esaurito in giro per l’Italia.

«Una carica che è durata anche dopo l’ultima replica… quando recito a teatro per un po’ di mesi, davanti alla macchina da presa poi mi diverto di più…».

A fine anno andrà anche in onda su Mediaset la serie TV sulla Belle ÉpoqueSacrificio d’Amore” in cui sarà un boss del dopoguerra, molto simile a Salvatore Giuliano. «Qualsiasi personaggio interpreti, sul set porto sempre me stesso. La mia vita è sempre stata così: ricca di ricerca, di arte e di amore».

Con due serie in arrivo, quindi, i fan possono stare tranquilli perché Alessandro Mario è tornato.

Gli Stolen Apple conquistano con il disco d’esordio “Tranches”, un vero e proprio viaggio nel mondo della musica

Gli Stolen Apple conquistano con il disco d’esordio “Tranches”, un vero e proprio viaggio nel mondo della musica

Il disco d’esordio “Tranches”, targato Stolen Apple, racconta, attraverso la voce e le chitarre, dodici canzoni intrise di sonorità eterogenee e significati ambivalenti, esperienze vissute dentro e fuori la musica in un caleidoscopio di suoni grezzi e parole piene di intimità.

Spogli d’ogni pregiudizio e lontano da tendenze del momento, il gruppo fiorentino composto da: Dugini, Petrarchi, Zatini e Pagani è riuscito a trasporre, nel modo più naturale possibile, il loro suono ‘live’, alternando stili personali ed originalità, ma mantenendo l’immenso patrimonio artistico lasciato dai grandi del passato. Il groove si accompagna ad un mix melodico inedito che lascia il segno. Miscelando rock alternativo di varie scuole (soprattutto americano anni ’90), country desertico, psycho-punk, shoegaze, paisley underground, pop-noise, ballate acide e sonorità alt-country, il suono crossover della band coinvolge e risulta credibile.

Il debutto discografico degli Stolen Applesi muove sulle insicurezze e la precarietà quotidiana senza scivolare mai, ma gridando con forza, urgenza, necessità quanto la fragilità oggi debba essere rispettata, se non addirittura preservata”. E il disco diventa un libro aperto di storie, ricordi e avventure: i dodici brani sono il risultato di un lavoro collettivo, seppure svolto senza esplicita progettualità. Perché l’unica cosa che conta è la libera circolazione di idee: ogni canzone è espressione dello spirito indipendente della band. Ed è per questo motivo che ogni brano ha sì una sua identità, ma altrettante sfaccettature e suggestioni sonore. Da ciò nasce il fine comune del gruppo: il compimento della propria passione, senza vincoli legati ad asserzioni tecniche, mode, o coinvolgimenti esterni.

Trenches, dal titolo forte ed evocativo, difende le resistenze del tempo e rivolge lo sguardo alle speranze della nostra adolescenza: laddove visioni futuristiche sono andate perdute, o sono state disilluse, la musica riavvicina al sogno. Quello a cui l’uomo ambisce, le ‘zone di sicurezza’ dove si celano le nostre fragilità. Un disco solido, un richiamo di emozioni diverse, in aperta controtendenza con le derive elettroniche dell’indie nostrano, “brani energici, che non dimenticano l’importanza della melodia” –

Trenches è un progetto straordinario, un lavoro ricercato e carico di energia che costringe a cambiare rotta. Ogni traccia diventa emozione o frammento di ricordo: è un vero e proprio viaggio a ritroso negli anni 90.

 

LA BAND STOLEN APPLE

La band si è formata a Firenze nel 2008 dai Nest, autori di due lavori pubblicati per Urtovox/Audioglobe (“Drifting”, 2001) e Zahr Records/Blackcandy – Audioglobe (“Isnt’ it?, 2007). Del nucleo originario restano I due membri fondatori: Riccardo Dugini (voce, chitarra), e Luca Petrarchi (voce, chitarra); a completare l’organico Massimiliano Zatini, già aggregato ai Nest come percussionista in alcuni esperimenti acustici e qui al basso, ed Alessandro Pagani (già batterista dei Subterraneans ed una delle menti di Valvola/Shado Records), presente nella formazione per un periodo a metà degli anni ’90 quando il gruppo era denominato Malastrana.

Il nome della band è stato ispirato dalla storia di Ernst Lossa, bambino jenish ucciso nel 1944 dai nazisti nell’ambito del loro programma di sterminio degli individui non autosufficienti, narrata fra gli altri da Marco Paolini nel suo spettacolo “Ausmerzen”.

 

Cristina D’Avena sold out: è lei la regina incontrastata dell’Etna comics

Cristina D’Avena sold out: è lei la regina incontrastata dell’Etna comics

Uno spettacolo nello spettacolo: questo è stato il risultato del bellissimo concerto di Cristina D’Avena, sul palco dell’Etna comics insieme alla band . Ciminiere sold out, con più di tremila persone e degli appositi led piazzati fuori dai cancelli per permettere alla gente intervenuta di assistere. Un evento unico, un viaggio meraviglioso nel mondo dei cartoni animati, che ripercorre ben trentacinque anni di successi ininterrotti. E sul palco lei: la dolce Cristina con l’immancabile Db Days Band e dal Voices Of Heaven Gospel Choir. Una D’Avena in gran forma, piena di grinta, un concentrato di energia e un carico di emozioni. Un’artista consapevole della sua grandezza, con alle spalle decenni di successi e l’entusiasmo degli esordi: matura ma ancora pieno di passione. E sul palco canta, balla, emoziona e trascina il pubblico in un concerto meraviglioso. Vecchi successi del passato e del presente, da “I Puffi sanno” e “David gnomo” a “Il mistero della pietra azzurra”, passando per “Ti voglio bene Denver”, “Occhi di gatto”, “Pollon combinaguai”, “L’incantevole Creamy”, “Belle e Sebastien”, “La, sui monti con Annette”, “Mila e Shiro due cuori nella pallavolo”, “Holly & Benji”, “Sandy dai mille colori”, ma anche i più recenti: “Batman”, “Robin Hood”, “Sailor moon” e “Doraemon”, tanto per citarne alcuni.

Quasi quaranta successi no stop, canzoni completamente arrangiate, suonate insieme alla fortissima band e brani come “Lovely Sara” interamente in acustica. Cristina D’Avena ha messo sul palco la sua anima da bambina e, sempre fedele a se stessa, ha fatto impazzire il pubblico regalando uno spettacolo indimenticabile. Perché il suo concerto è stato un vero trionfo. Fan in visibilio, gente di tutte le età che ha cantato insieme a lei tutte le canzoni. Là solo per lei, per le sue canzoni, per le emozioni. La sua voce è pura melodia. Più di due ore di musica ininterrotta e un repertorio vastissimo. Il risultato è un grandissimo spettacolo. La cantante si reinventa. Introspettiva nell’intimissima versione di “Lovely Sara”, trascinatrice in  “Batman”, irriverente nella versione di “Pollon combinaguai”, meravigliosamente delicata ne “L’incantevole Creamy”. Cristina dalle mille sfumature: delicata, intensa, esplosiva.

Trentacinque anni di carriera racchiusi in 85 album ufficiali e 11 Greatest Hits. Trentacinque anni di successi e una storia raccontata sul palco, quella di una bambina di nome Cristina che conquistava tutti mentre, con il microfono in mano cantava “Il valzer del moscerino” e che adesso, donna, si racconta senza filtri e senza maschere. Racconta la sua vita, il suo percorso fatto di tappe, di animazione, di colori, di magia. Perché, alla fine, il concerto è proprio questo: un viaggio nella fantasia alla costante ricerca dell’isola che non c’è.

«Ho iniziato cantando una sigla “Bambino Pinocchio”, ma non avrei mai pensato, dopo 35 anni, che avrei avuto un pubblico così. Grazie» ha raccontato commossa. A 26 anni dal debutto con la sigla di “Bambino Pinocchio” del 1981, con cui si aggiudicò il disco d’oro con 50.000 copie vendute e al quale fece seguito poco dopo quello per “La Canzone dei Puffi”, suo intramontabile cavallo di battaglia, il successo di Cristina non accenna a diminuire.

Tanti applausi per lei, foto e soprattutto cori da stadio: “Cristina ti amiamo, sei bellissima…”. E il concerto si fa festa, ripercorre i ricordi, ricorda gli amori, diventa poesia e si trasforma in energia. Quello che era preannunciato come un concerto si è trasformato ad Etna Comics in un trionfo. Assolutamente da ripetere.