“La qualificazione al Mondiale è l’unica cosa che conta”. La frase appartiene ad uno dei principali responsabili dell’AFA. Ed è ormai la colonna sonora che ronza nella testa dei calciatori argentini alla vigilia del delicatissimo match di questa notte in Ecuador. L’ultimo treno da prendere, per andare in Russia. Un obbligo, quello dell’Argentina di essere presente nel lotto delle 32 al Mondiale, che non è solo dovuto al prestigio della Nazionale, ma, e forse, soprattutto ad un aspetto economico. L’AFA, se non dovesse riuscire a qualificarsi ai prossimi Mondiali, avrebbe un danno economico di proporzioni spaventose. Da un minimo di 20 milioni ad un massimo di oltre 50 milioni di dollari, a seconda se la Selecciòn se semplicemente risponda presente all’appello a Russia 2018 oppure riesca a diventare campione (in quest’ultimo). A tutto questo dobbiamo poi aggiungere il discorso relativo agli sponsor dato che la FIFA assicura 20 milioni ad ogni partecipante solo per attività di marketing.

Un danno quindi enorme per un Federazione in difficoltà come quella argentina: l’Argentina ha guadagnato nel 2014 in Brasile 25 milioni in premi consegnati dalla FIFA. Per quanto riguarda Russia 2018, la FIFA ha aumentato del 22% questi premi, pertanto, se la Nazionale argentina non riesce a qualificarsi avrebbe una perdita notevolissima. Se pensiamo che per i prossimi mondiali si potranno guadagnare 2 milioni di dollari solo per la qualificazione, 10 per le tre partite del girone, 12 per l’approdo agli ottavi, 18 per la qualificazione ai quarti, 25 per il quarto posto, 30 per la medaglia di bronzo, 40 per il secondo posto e 50 per chi alza al cielo la coppa.

Parlavamo di sponsor. L’Argentina ha due tipi di sponsor: nel primo gruppo ci sono Adidas, Coca Cola, Quilmes, Claro, Tarjeta Naranja, Sancor Seguros e YPF che contribuiscono con uno o due milioni di dollari ciascuno; mentre del secondo gruppo ci sono Aerolíneas Argentinas, Easy, Powerade, Noblex, Bon Aqua, Gillette che versano all’AFA tra 500 e 800 mila dollari ciascuno. Chiaramente un flop totale come quello potrebbe rappresentare il mancato approdo in Coppa del Mondo potrebbe portare questi importanti sponsor a rivedere alcune linee contrattuali, creando un ulteriore danno alle casse della Federazione argentina. Nel conto del danno potremmo poi anche aggiungerci anche i mancati introiti per le aziende che lavorerebbero grazie al mondiale, soprattutto nel settore turistico. Si stima che un pacchetto per andare in Russia l’anno prossimo per 15 giorni (senza biglietti) costerebbe 140 mila pesos. I biglietti variano da 100 a 1100 dollari ciascuno, a seconda del settore dello stadio e dell’importanza della partita.

Stanotte quindi l’Argentina sarà obbligata a vincere, per non ripetere il disastro del 1970, quando l’alibicelste non riuscì neanche a qualificarsi per i Mondiali in Messico. Un girone di qualificazione che è sembrato più un girone dantesco che quella tranquilla cavalcata che tutti pronosticavano per Messi e compagni a braccetto con il Brasile, qualificatosi invece in totale scioltezza. Mai l’Argentina aveva avuto tre ct diversi durante il girone di qualificazione (Il “Tata” Martino, Edgardo “Patón” Bauza e ora Jorge Sampaoli) a certificare le difficoltà quasi inspiegabili a fronte di una rosa che può contare su un tasso tecnico quasi sconfinato. Mercoledì in Ecuador, la Selecciòn sarà chiamata ad un’impresa valida non solo per l’onore, ma anche e soprattutto, per non gettare nel baratro una Federazione, come quella argentina già in piena crisi.

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