Nella crescita di un calciatore, una buona dose la si può attribuire all’allenatore. Trovare sulla propria strada quello giusto, che ti sa dare e dire quello di cui hai bisogno può fare la differenza. Molti talenti si sono persi o hanno abbandonato il calcio (ma vale per tutti gli sport) anche perché non sono riuscita ad avere affianco qualcuno che li capisse, che con una spinta gli facesse cambiare rotta, aprendoli a strade sconosciute ma illuminate.

Antoine Griezmann sulla sua strada ha trovato chi gli ha davvero aperto gli occhi. Ha iniziato a giocare a calcio a 6 anni. Sin dalla tenera età il suo sogno era diventare un calciatore professionista. In patria però viene scartato da tutti i provini per il suo fisico esile. Lui non demorde e a 13 anni arriva la prima possibilità di spiccare il volo: in un torneo parigino viene notato dagli osservatori della Real Sociedad. I baschi lo presero e il padre chiese e ottenne che potesse continuare a studiare in Francia. Gli spagnoli “parcheggiarono” Antoine in una scuola a Bayonne, cittadina francese vicino al confine con la Spagna. Viaggi continui, fatica, sacrifici che il giovane accusò con una serie di infortuni. Una persona speciale però, gli ha fatto dimenticare tutto ciò. Sulla sua strada incontra il primo allenatore che lo porta a compiere un salto, un bel salto. Alla Real Sociedad andò il francese Philippe Montanier. Grazie al mister, che sapeva disporre correttamente le pedine e grazie ai gol di Griezmann, la Real Sociedad tornò in Champions League dopo dieci anni. Antoine ha lasciato molto alla società basca: dopo aver fatto tutta la trafila nelle giovanili,e nel 2009 esordisce in prima squadra e ci rimane per sei stagioni. In totale nella squadra di San Sebastian totalizza 52 reti in 202 presenze.

Nel 2014 all’età di 23 anni arriva il momento del secondo e definitivo salto verso l’olimpo del calcio mondiale. L’Atletico Madrid del Cholo Simeone paga l’intero bottino della clausola rescissoria, fissata a 30 milioni e lo porta a calcare il prato del Calderon. Il ragazzo sin da giovane aveva ben chiaro quale sarebbe stato il suo futuro: al mercoledì sera si divertiva a giocare a calcio fuori dal campetto municipale del suo paese simulando una vera partita di Champions.

Nei quaderni di scuola raccontano che Antoine ci piazzava false interviste in cui rispondeva a reporter immaginari. Una gavetta immaginaria che si è rivelata premonitrice. Col passare degli anni arrivano le prime pazzie: in nazionale al tempo dell’under 21 fu squalificato perché una sera scappò insieme a Niang dal ritiro per andare a ballare a Parigi, a oltre duecento chilometri. Con l’avvento all’Atletico il registro è cambiato anche grazie a Simeone. “Simeone mi ha imposto un rigore, una disciplina e un’intensità che mi hanno cambiato”. Eccome se lo hanno cambiato. In questo periodo ogni palla che tocca diventa “oro”. Nell’attuale stagione ad oggi sono 31 le reti, 21 in campionato, 3 in coppa del Re e 7 in Champions. Anche con i suoi gol l’Atletico ha ottenuto la finale di Champions a distanza di due anni dalla sconfitta del 2014 a Lisbona.

Proprio in Champions le sue reti sono state determinanti: doppietta al Barcellona nei quarti e gol decisivo contro il Bayern per il passaggio alla finale. Dire che attualmente è il bomber più determinante non è un’eresia, anzi. Scatta, dribbla, segna come non mai: le sue ottime potenzialità fisiche glielo permettono. Simeone, oltre ad avergli fatto capire che linguaggio parlano i campioni, gli ha svelato la sua vera identità nel rettangolo di gioco: da ala l’ha trasformato in seconda punta. Una scelta non azzeccata, di più. I risultati non hanno tardato ad arrivare e Antoine con Simeone ha incontrato un altro allenatore, dopo Montanier, che gli ha fatto scoprire qualcosa che già possedeva nel suo bagaglio, ma che non riusciva ancora a vedere. La luce, dopo la tempesta.

Il suo contratto scadrà nel 2020 e il suo valore è lievitato parecchio: per accaparrarselo non basteranno più i 30 milioni spesi dall’Atletico. Attualmente si dice ne serviranno 80. Se riuscirà a mantenere questo suo stato di forma e se riuscirà a mettere la ciliegina sulla torta in finale di Champions nel rovente derby con il Real potrebbe diventare, dopo Messi e Cristiano Ronaldo, il giocatore più costoso al mondo.

FOTO: www.eurosport.co.uk

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