“Le donne nel calcio? Mihajlovic doveva assistere al mio esame”. La prima allenatrice professionista della Sicilia sfida l’ex tecnico del Milan e sogna la panchina della Juventus. E’ Maria Antonia Giammanco, che nei giorni scorsi ha concluso brillantemente il corso di Coverciano Uefa A di allenatore professionista di seconda categoria, con il quale potrebbe allenare le squadre di Lega Pro e le formazioni Primavera di Serie A e B.

Si tratta della prima donna in Sicilia nel calcio professionistico. Ex giocatrice delle Aquile Palermo (“la tengo nel cuore quella squadra, avendo conquistato la promozione dalla Serie D alla A”) e attualmente allenatrice della Virtus Bagheria, Maria Antonia parla in esclusiva per #IoGiocoPulito: “La passione per il calcio è nata con me, cominciai a calciare all’età di 4 anni e mio padre supportò quel talento innato. Aver raggiunto questo traguardo per me è motivo d’orgoglio, ritengo che le donne possano essere un valore aggiunto nel calcio italiano”.

Tra le donne o tra gli uomini? “Per far crescere il calcio femminile in Italia serve solo un pizzico di fiducia – spiega Maria Antonia -. Bisogna crederci. Ho visto più tattica in molte partite di calcio femminile che in alcune partite di calcio maschile, laddove magari si vede più forza fisica. Io vorrei allenare anche tra gli uomini, vorrei sfidare Mihajlovic e dimostrargli che ha un’idea sbagliata sulle donne nel calcio”.

Il sogno nel cassetto? “Allenare la Juve, la mia squadra del cuore”. La Giammanco ha un’idea di calcio ben chiara: “Ammiro Massimiliano Allegri, credo che quest’anno abbia vinto lui le partite più delicate della stagione bianconera. Oggi proporrei una squadra con il modulo 3rombo3, che ho apprezzato tantissimo nelle lezioni di Renzo Ulivieri durante il corso”. Ad accogliere la prima allenatrice professionista anche il consigliere nazionale dell’Aiac in Sicilia, Roberto Bellomo: “Finalmente anche in Sicilia una donna con le carte in regola per proporsi nel calcio professionistico. Nella nostra regione purtroppo paghiamo lo scotto di una percentuale bassissima di squadre professionistiche e questo costringe i nostri allenatori professionisti ad emigrare per mettersi in luce. Un tecnico preparato e pieno di entusiasmo come la Giammanco porterà una ventata di novità, necessaria per la crescita di tutti”.

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