Dopo l’impresa quasi ai limiti dell’impossibile di Francesco Totti mercoledì sera all’Olimpico, un altro vecchietto si prende le luci della ribalta. Parliamo di Leonard Bundu che, nella serata di ieri e all’età di 41 anni, ha vinto il titolo europeo dei pesi welter. Il pugile originario della Sierra Leone, che a Novembre festeggerà le 42 primavere, si è ripreso la corona che è stata sua per tre anni, nella sua città adozione, Firenze. Un’altra bella ed emozionante pagina di sport, in una settimana che non è difficile definire in un certo senso magica.

LA VITTORIA- Il fiorentino d’Africa, così soprannominato nel capoluogo toscano, ha avuto la meglio contro il finlandese Koivula. Un match condotto a lungo da Bundu che nonostante potesse soffrire il maggiore allungo dell’avversario, è riuscito a dare ritmo alla sua boxe e a sorprendere il finlandese fino alle nona ripresa quando lo scandinavo ha dovuto cedere alla maggiore classe dell’italiano. Una vittoria dal significato molteplice per Bundu. Arrivata davanti ad un mito assoluto della boxe come Vitali Klitschko, la vittoria sul finlandese da senso ad finale di carriera che stava per spegnersi in maniera troppo mesta per un pugile come Bundu.  Il fiorentino ha dimostrato ancora di essere un ragazzino e di poter affrontare ancora qualche anno di carriera. Un incontro in cui Bundu ha dimostrato oltre a tutta la sua classe e il suo talento anche una forma fisica da far invidia a molti atleti più giovani. Un’affermazione che ora permette a Bundu di poter anche pensare di poter riprovare a ributtarsi nella sfida al titolo mondiale, svanita quasi due anni fa negli Usa.

IL TITOLO MONDIALE- Già quel sogno mondiale che rimase tale sul ring dell’ MGM Grand Garden Arena di Las Vegas, il 13 Dicembre 2014 contro lo statunitense Keith Thurman. Una sconfitta onorevole ma amara arrivata solo ai punti (120 a 107 il punteggio per i giudici) contro lo strafavorito americano, soprannominato “One Time” per il suo record impressionante di 21 Ko nel computo totale delle 23 vittorie. Aver portato un pugile di questo calibro alla dodicesima ripresa fu sicuramente un motivo di soddisfazione, ma la rabbia e la delusione per non essere riuscito a portare a casa il titolo mondiale negli USA, segnarono notevolmente il finale di carriera di Bundu. Un’impresa, quella di andarsi a prendere il titolo mondiale negli Stati Uniti, riuscita prima di lui solamente a tre giganti del pugilato italiano come Primo Carnera, Rosi e Benvenuti e a cui il pugile fiorentino ancora non ha definitivamente rinunciato. Per provare a riaccendere il sogno però è stato necessario prima riprendere fiducia in sé stesso, riguadagnandosi il titolo europeo. Con questa grande soddisfazione, arrivata a 41 anni suonati è sempre bene sottolinearlo, ora Bundu può anche pensare di provare nuovamente l’assalto alla corona mondiale negli Usa. Un’ impresa che resta molto complicata, sia per ragioni anagrafiche sia per motivi tecnici perché pugili come Thurman o come Garcia o Brook, boxeurs che ora rappresentano il top del pugilato mondiale, sembrano fuori portata per un pugile come Bundu. Sognare si sa non costa nulla e, in una settimana sportivamente magica, come quella che sta trascorrendo ,dove tutto sembra possibile, sognare di potersi prendere quello che si è sempre desiderato non poi è così folle.

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