Il calcio allarga i suoi orizzonti. Dopo che il soccer è tornato negli ultimi anni protagonista negli Stati Uniti grazie ai grandi investimenti nella MLS, anche la Cina ha deciso di sferrare la sua offensiva: il Governo di Pechino ha programmato notevoli investimenti sullo sport più popolare del mondo, rendendolo obbligatorio nelle scuole e varando un piano decennale per rendere il Paese asiatico potente anche nel mondo del pallone. Da tempo imprenditori cinesi si sono affacciati in maniera prepotente sui mercati europei, acquistando alcuni club (come l’Espanyol), trattando quote importanti di altri (come Mr. Bee con il Milan) ed entrando nella partita dei diritti tv dalla porta principale (rilevando la maggioranza di Infront, advisor della Lega Serie A, per un miliardo e 50 milioni di euro). In un contesto del genere, non stupisce il dato statistico che testimonia come delle ultime sette finali della Supercoppa italiana quattro si siano svolte tra Pechino e Shanghai.

Ma oltre a questa spinta centripeta, mai come nell’ultimo periodo nel Paese più popolato del mondo c’è stato tanto fermento per il mercato delle squadre di club di casa: le notizie degli ultimi giorni raccontano le trattative più o meno concrete per portare in Cina giocatori di primo piano come Luiz Adriano, Guarin e Gervinho, dopo che per anni a Pechino e dintorni ci si era ‘accontentati’ di ingaggiare a suon di milioni campioni sul viale del tramonto come i vari Ruben Sosa, Anelka, Drogba e Gilardino. Anche grandi allenatori hanno ceduto alle avances dei club cinesi: Lippi negli anni scorsi ha vinto tutto (e guadagnato circa 10 milioni di euro a stagione) con il Guangzhou Evergrande, mentre Eriksson e Scolari sono ancora lì raggiunti recentemente anche da Alberto Zaccheroni.

Che in Cina stiano facendo le cose sul serio, oltre che in grande, lo dimostra anche la cerimonia andata in scena nei giorni scorsi a Pechino alla quale l’ospite d’onore è stato nientemeno che José Mourinho. Lo ‘Special One’ ha affiancato il suo storico procuratore Jorge Mendes nel brindisi che ha ufficializzato l’accordo per la cessione di una piccola quota della sua Gestifute al fondo cinese Fosun, attraverso la controllata Foyo. La storia di Mendes l’abbiamo già raccontata nelle scorse settimane: è facile intuire come l’entrata ufficiale in Cina del procuratore calcistico più ricco e influente del pianeta sia un segnale di come nel Dragone il pallone stia diventando un affare sempre più serio. Attraverso Mendes, nei prossimi mesi, sempre più calciatori importanti potrebbero trasferirsi a Pechino e dintorni, mentre altri come ad esempio Cristiano Ronaldo (di cui Mendes è agente) prestare la propria immagine per far decollare ancora di più il calcio cinese (oltre che i propri introiti pubblicitari), che in attesa dei primi frutti del programma governativo è ancora molto indietro dal punto di vista delle strutture e della formazione dei giovani.

Il potentissimo agente portoghese avrà dalla sua l’appoggio di uno degli uomini più ricchi e potenti della Cina: il proprietario di Fosun è infatti Guo Guangchang, che nell’ultimo anno ha acquistato colossi come Club Med, Cirque de Soleil e messo le mani sull’ex sede di Unicredit a Milano, Palazzo Broggi. Fino all’episodio raccontato dai giornali di tutto il mondo appena un mese fa: dopo essere stato avvistato all’aeroporto di Shanghai circondato dalla Polizia, Guangchang è scomparso per alcuni giorni, per ricomparire senza fornire spiegazione alcuna sul palco dell’assemblea annuale di Fosun. Un mistero per molti legato all’intensificazione della campagna anti-corruzione nel Paese asiatico: un campanello di allarme che però non sembra aver spaventato chi continua a vedere nella Cina una nuova frontiera del calcio. O per meglio dire del business legato al calcio.

FOTO: www.footballspa.gazzetta.it

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