Tu mi hai lasciato con un messaggio, le cose giuste non han bisogno di parole canta Cesare Cremonini in una canzonetta decisamente poco degna del Diego Costa rock ‘n’ roll conosciuto sul campo. L’argomento della settimana in Premier League e non solo resta però questo, il benservito di Antonio Conte all’attaccante brasiliano naturalizzato spagnolo proprio a poche settimane dalla vittoria del titolo inglese.

Nel domani del Chelsea non sembra esserci spazio per l’attaccante che ha guidato i Blues sul tetto della Gran Bretagna, non poi troppo strano se si considera la mai o mal celata discussione con il tecnico italiano nel bel mezzo del mercato invernale. La motivazione? Un’offerta irrinunciabile dalla Chinese Super League, destinazione Tianjin Quanjin con un contratto faraonico. “Solo Diego può scegliere adesso” sono state le parole di alcuni addetti ai lavori durante quelle settimane, settimane nelle quali l’ex bomber dell’Atletico Madrid si allenava a parte per un presunto mal di schiena. Proprio l’idea di un possibile ritorno nella capitale spagnola deve aver convinto Diego Costa a giocarsi ancora le ultime carte in Inghilterra, con un campionato ancora tutto da conquistare e tante reti da segnare, nonostante un ruolino di marcia decisamente inferiore rispetto alla prima metà di stagione a Stamford Bridge.

Nel mezzo alcuni siparietti tra il serio ed il faceto, come gli insulti dopo la mancata sostituzione sul 3-0 contro il Leicester, una torta al cioccolato sgraffignata in sala stampa o la famosa frase “vattene pure in Cina” su cui tabloid e media hanno speculato per mesi. Poi la rete di Michy Batshuayi in trasferta e la gioia: vittoria del titolo e tutto dimenticato per qualche giorno, irruzione in conferenza stampa ed abbracci a destra e a manca.

Tutto avrebbe fatto presagire un amore rinnovato anche in vista della nuova intrigante annata sotto la gestione di Conte e con una qualificazione per la Champions League in tasca, ma dove passa Diego Costa la tempesta è sempre dietro l’angolo. Un messaggio del suo allenatore avrebbe scatenato il putiferio, forse strumentalizzato – a torto o a ragione – dal giocatore insieme con i suoi intermediari per forzare una volontà già espressa qualche mese prima.

“Ciao Diego, spero tu stia bene. Grazie per la stagione che abbiamo passato insieme. In bocca al lupo per il prossimo anno ma non rientri nei miei piani.”

La complicazione è arrivata dalla Spagna, dopo che l’Atletico Madrid si è visto prorogare il divieto di movimenti in entrata fino a Gennaio 2018. Situazione attuale? Il Chelsea è ‘bloccato’ dopo aver trovato da settimane un accordo per il ritorno di Romelu Lukaku, mentre il ‘tradito’ Diego Costa parla ogni giorno aggiungendo benzina sul fuoco e annunciando un imminente addio: “le cose non funzionano in questo modo: lottare per un posto deve essere giusto per restare e lottare, ma così non è giusto e devo andarmenesostiene l’attaccante in un’intervista per AS.

Diego preferirebbe persino uno stop di 6 mesi piuttosto che trovarsi a Cobham dopo la Confederations Cup di quest’estate: “Loro devono decidere, se mi vendono cercherò l’opzione migliore. L’Atletico è fra queste, non mi darebbe fastidio stare fermo per qualche mese, possono mandarmi in prestito da qualche parte in Spagna, Brasile o dove vogliono…io devo giocare”.

Sic stantibus rebus, sarà possibile ricucire la ferita nel cuore di Diego Costa, più sensibile di quanto non sembri osservandolo in lotta con gli avversari, oppure Antonio Conte dovrà prendere un’altra volta il telefono per augurargli un buon viaggio? A dire il vero già una volta è bastata per scatenare una tempesta mediatica, forse in caso di addio basterebbe una lettera. O forse un abbraccio, l’ultimo, ma il più sincero.

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