E’ allarme cancro in Olanda, a seguito del documentario denuncia “Zembla” trasmesso negli scorsi giorni dalle tv nazionali. Sotto le luci dei riflettori è finita l’erba sintetica che, negli ultimi anni, sta sostituendo quella naturale specialmente nei campi da gioco di paesi soggetti alle condizioni atmosferiche come il freddo e la pioggia.

L’utilizzo di un manto artificiale permette una migliore tenuta e una resistenza maggiore alle intemperie. Il governo olandese, dopo la messa in onda del documentario, ha ordinato un’indagine immediata da parte dell’Istituto Superiore della Sanità per verificare l’effettiva pericolosità della superficie sintetica. Per questo, trenta club calcistici amatoriali sono stati costretti a chiudere le proprie strutture in attesa di verificare che i materiali industriali usati per la composizione del campo possano danneggiare gli atleti e coloro che orbitano intorno all’impianto.

Nello specifico, la pericolosità, secondo gli esperti, va ricercata non solo nelle sostanze con cui vengono realizzati i terreni di gioco ma, soprattutto, per quelle rilasciate dopo che l’erba è stata soggetta ad agenti atmosferici. Un’inchiesta simile era partita anche in Italia nel lontano 2006 e che, di fatto, aveva rivelato che i campi prodotti con questi materiali sono potenzialmente cancerogeni. Alla fine poi, l’operazione venne abbandonata, ma oggi, dopo le indiscrezioni olandesi, torna pericolosamente d’attualità. Non solo per i campi delle squadre di calcio ma, soprattutto, per quelli dei circoli sportivi, ogni giorno affollati da semplici sportivi occasionali.

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