Dopo anni di dura gavetta in provincia e sui campi minori della Premier League, Sam Allardyce si era preso quello che tutti i tecnici inglesi sognano, la panchina della Nazionale di sua maestà. Una favola che però è durata poco più di due mesi, perché l’ex allenatore del Sunderland è ormai da considerarsi l’ex ct della Nazionale inglese dopo la clamorosa inchiesta del “The Telegraph” che ha smascherato un sistema di corruzione, diffuso in quasi tutto il calcio inglese, nato con il fine di aggirare le regole inglesi che vietano le terze proprietà dal 2008 e cercare quindi di guadagnare in maniera illecita sui trasferimenti dei calciatori. Proprio Sam Allardyce, colui che dovrebbe essere il custode dei valori genuini dello sport, essendo stato collocato nel posto più alto della scala gerarchica del calcio d’oltremanica, è stato pizzicato accettare una tangente per effettuare una consulenza ad una fantomatica società di fondi asiatica che altro non era un team di cronisti del “The Telegraph” pronti a filmare tutti gli incontri.

GAME OVER- Puntuale e doverosa è arrivata la nota della FA nella serata di ieri: “La condotta di Allardyce si è dimostrata inadeguata per un tecnico dell’Inghilterra. A causa della gravità delle sue azioni, la FA e Allardyce hanno concordato di risolvere il contratto con effetto immediato”. Un comunicato che mette la parola fine sull’avventura di Big Sam sulla panchina dell’Inghilterra. Lo stesso Allardyce ha commentato tutto l’accaduto: “Mi dispiace per aver messo in imbarazzo la Federazione e mi scuso con chiunque si sia sentito offeso dalle mie parole. Ho commesso un grave errore di valutazione e ne pago le conseguenze. Sono caduto in un tranello, ma devo accettarlo . Parole di un uomo sconfitto che ha ammesso le sue colpe senza cercare scuse.

NON SOLO BIG SAM- L’inchiesta del “The Telegraph” però ha portato alla luce anche altri nomi noti del calcio inglese. Uno su tutti è Massimo Cellino che è caduto nello stesso tranello di Allardyce e durante questi incontri ha proposto ai falsi investitori di entrare direttamente nel Leeds acquistandone il 20% in cambio di guadagni sulle future vendite dei calciatori sempre alla medesima percentuale. L’ex presidente del Cagliari durante questi meeting, si è lasciato anche andare a pesanti considerazioni sul calcio inglese: ”Quella inglese è la peggior cultura del mondo. Sono specializzati nel fottere la gente. Sembrano buoni. Possono fare quello che vogliono. Sono le persone più sporche del mondo. In Argentina sono angeli al confronto, in Brasile bambini. In Inghilterra sono i peggiori nel calcio”. Con le stesse modalità sono caduti nella rete del giornale inglese anche pezzi grossi del calcio britannico come Tommy Wright, vice allenatore del Barnsley e già sospeso da suo stesso club e niente meno che Jimmy Floyd Hasselbaink, ex attaccante di Chelsea e Middlesbrough, ora tecnico del QPR. L’olandese al contrario di Wright, però, è stato difeso dal suo club che ha comunque promesso “un’ indagine interna approfondita riguardo a questa faccenda” rinnovandogli tuttavia la fiducia. Anzi Hasselbaink ha poi dichiarato : “Non ci vedo nulla di male nell’essere pagato per fare una consulenza”. La sensazione comunque resta quella che quello che è uscito fuori in questi giorni sia solo la punta dell’Iceberg e che giorni bui e pesanti attendono il calcio inglese nel prossimo futuro.

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