All’inizio sembra un passo di tango. I due uomini danzano per pochi secondi ma è solo il preludio a ciò che avverrà dopo. Il fischio interrompe il bizzarro balletto e i due uomini ormai in simbiosi, legati l’un l’altro da una cintura a cui si appigliano sul fianco dell’altro iniziano a volteggiare elegantemente cercando di far cadere l’altro, restando in piedi. E’ lo spettacolo del Glima, uno stile di lotta tramandato per centinaia di anni sin dal tempo dei vichinghi, oggi sport nazionale in Islanda e insegnato nelle scuole. “Io gioco pulito” ha intervistato David Lundholm, campione di glima nonché maestro e rappresentante nel mondo di questa nobile disciplina.

David Lundholm, cos’è il Glima?

Glima è una tradizionale forma di lotta che è stata praticata in Islanda sin dall’arrivo dei vichinghi. E’ difficile sapere come poteva apparire un migliaio di anni fa ma dai racconti islandesi possiamo capire che era molto simile a come la conosciamo noi oggi. Le regole sono semplici: i due lottatori devono stare in posizione eretta uno di fronte all’altro, muovendosi in senso orario con le mani sempre sulla speciale cinta dell’avversario e l’obiettivo è costringere con varie tecniche l’avversario a cadere. Il Glima islandese è molto dinamico e agile così i lottatori devono sempre stare in movimento e in piedi.

Nel glima vice un serio codice morale, in cosa consiste?

Glima è stato praticato per molto tempo come disciplina sportiva ma anche per rilassarsi o per divertisi e addirittura tra criminali per risolvere dispute. Un buon lottatore di Glima è umile e rilassato e lascia parlare la sua lotta per sé. Prima e dopo ogni lotta, i due lottatori si stringono la mano. La prima stretta di mano sta ad indicare che entrambi lotteranno lealmente, alla pari, senza inganni mentre la seconda è per sottolineare il concetto che nessun lottatore proverà rancore anche alla fine della lotta. C’è un alto fattore di sportività che impone ai lottatori di essere prudenti quando fanno cadere l’avversario, devono accompagnarlo al suolo o perlomeno guidarlo. Alcuni lottatori fanno questo con un talento e un facilità tale che pensi che gli avversari li stiano facendo vincere ma non è così.

Cosa differenzia il Glima dalle altri arti marziali?

Penso che definire glima come un arte marziale sia fuorviante. Può essere vero alcuni aspetti come nella preparazione alla lotta. Oggi il Glima è uno sport moderno e una forma di lotta a tutti gli effetti. Cioè che rende il Glima unico dalle altre forme di lotta è che i lottatori devono restare sempre in piedi, obbligatoriamente, essere in costante movimento e tenere le mani esclusivamente aggrappate alla cintura dell’avversario. Questo fattore enfatizza l’agilità pertanto nella competizione islandese nazionale di glima (Islandsglìman) non ci sono categorie di peso tra i lottatori

Dal 1987, il Glima è insegnato nella Grunskoli (scuola elementare islandese n.d.r.), cosa può insegnare ai ragazzi?

Rispetto e fair play. Le condizioni sono sempre uguali e i lottatori sono in una sorta di simbiosi. Se riesci a bilanciare il tuo equilibrio con la posizione dei piedi, il tuo avversario più grande di corporatura sembrerà molto meno pesante. Quando sarete vicini, sarete totalmente alla pari.

 Fuori dalla Scandinavia, in quali paesi è conosciuta la disciplina?

La verità è che il Glima islandese non è molto conosciuto al di fuori dell’Islanda. La Scandinavia ha delle radici comuni e ha praticato la stessa lotta ma hanno dimenticato. Tutte le attività della glima in Scandinavia sono state reintrodotte con l’aiuto degli islandesi.

Cosa ha significato per te e quando te ne sei innamorato?

All’inizio ero intrigato dalle tradizioni vichinghe e dall’unicità di questa forma di lotta ma subito ho realizzato che ero in realtà ammirato dall’eleganza e dalla raffinatezza dei lottatori di glima. Sono ormai 10 anni che pratico e sono attivo all’interno della famiglia del Glima ed è diventata parte della mia identità.

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