Il bandy è una disciplina praticata tradizionalmente in Scandinavia e Russia. È probabilmente il secondo sport di squadra invernale più popolare al mondo dopo l’hockey su ghiaccio, con cui condivide diversi aspetti.

Due squadre di undici giocatori ciascuna si affrontano su una superficie di ghiaccio dalle dimensioni di un campo da calcio per due tempi da 45 minuti. Equipaggiamento in dotazione: casco, pattini e mazza. Si usa una pallina al posto del disco e il portiere gioca con le mani libere.

Il Campionato mondiale di bandy, Bandy World Championship, è la competizione principale per le nazionali ed è organizzato dalla Federation of International Bandy (FIB). Il primo campionato ha avuto luogo nel 1957 in Finlandia, allo Stadio olimpico di Helsinki, e ha visto la partecipazione di tre selezioni: URSS, Svezia e la stessa Finlandia.


Dal 1961 il torneo è stato disputato con cadenza biennale, ma dal 2003 è diventato annuale. Per diversi anni solo quattro Paesi vi hanno presso parte: Unione Sovietica, assoluta dominatrice, Svezia, Finlandia e Norvegia. Nel tempo, altri Paesi vi hanno aderito, a partire dagli Stati Uniti nel 1985. L’interesse si è diffuso in altre parti d’Europa, America, Asia e la dissoluzione dell’URSS ha dato il via alla partecipazione delle squadre nazionali delle ex Repubbliche sovietiche. Inoltre, il Giappone ha fatto il suo debutto nel 2012, la Germania e la Somalia nel 2014, nei Campionati di Irkutsk, e poi la Cina nel 2015.

In tutta la storia dei Campionati del mondo solo tre Paesi hanno ottenuto il successo. La squadra più titolata è l’Unione Sovietica / Russia, che ha conquistato il trofeo 24 volte (14 volte come URSS e 10 volte come Russia). La Svezia si è imposta 12 volte e la Finlandia una volta. I 37

Campionati disputati si sono finora tenuti in sette Paesi (Russia, Svezia, Finlandia, Norvegia, Ungheria, Kazakistan e Stati Uniti).

I prossimi mondiali si svolgeranno tra il 28 gennaio e il 4 febbraio 2018 in Russia e Cina. Le partite del Gruppo A verranno disputate per la terza volta nella città della Russia estremo-orientale di Khabarovsk. I match del Gruppo B, invece, approderanno per la prima volta in Cina, ad Harbin, capoluogo della provincia nord-orientale dello Heilongjiang, in Manciuria. Un accordo strategico in grado di far crescere in sinergia anche a livello organizzativo due superpotenze dello sport. Il Gruppo A, massima serie, è composto dalle 8 squadre più forti che si contendono il titolo, suddivise in due gironi: girone A (Svezia, Russia, Finlandia e Norvegia) e girone B (Kazakistan, Stati Uniti, Germania e Ungheria). Gli incontri si terranno all’Arena Yerofey da 10.000 posti. Il Canada vi avrebbe fatto ritorno, avendo vinto il Gruppo B nel 2017, ma ha rinunciato alla partecipazione  in  favore  dell’Ungheria.  Il  Gruppo  B,  seconda  serie,  comprende  le  restanti nazionali che si giocano la promozione all’Harbin Sport University Stadium da 5.000 posti: Bielorussia, Giappone, Mongolia, Ucraina, Cina, Repubblica Ceca, Estonia, Paesi Bassi e Somalia. Ad oggi la suddivisione in gironi non è ancora stata ufficializzata in quanto si stanno valutando ulteriori partecipazioni. Innanzitutto, quella della Lettonia; ma si sono fatte avanti anche altre federazioni tra cui la Great Britain Bandy Federation e quelle di India, Svizzera, Slovacchia e Afghanistan.

Purtroppo rimangono molti i problemi del bandy, soprattutto di ordine economico e in termini di partecipazione. Problemi che da sempre affliggono questo sport nei vari Paesi, sia a livello delle federazioni minori sia delle maggiori, Canada in primis.

130127 Bandy, VM, Sverige – Finland: Pekka Hiltunen, Finland

L’interesse, seppur tuttora fortemente circoscritto solo a Svezia, Finlandia e Russia, ha registrato negli ultimi tempi un lieve ma costante aumento che però non è andato in parallelo con una crescita significativa nel numero di partecipanti alla disciplina. Molti sono i casi di federazioni nate e sciolte dopo pochi anni di attività, come successo anche alla Federazione Italiana Bandy.

Un vero peccato per uno sport entusiasmante e dinamico in grado di farsi promotore dei valori dell’integrazione, vedasi gli esempi di Somalia e Afghanistan, e di riunire una discreta quantità di pubblico durante i mondiali in terre, forse, sentite ancora troppo lontane per suscitare l’attrattiva necessaria allo sviluppo del movimento.

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