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‘Alla conquista di se stessi’ è un viaggio che purifica dalle tossine della società moderna

Jacopo DAntuono

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«Uno degli aspetti più micidiali dell’attuale cultura è di far credere che sia l’unica cultura. Invece è semplicemente la peggiore», comincia così ‘Il discorso tipico dello schiavo’ di Silvano Agosti.

Il filosofo e regista bresciano porta la sua illuminante visione del mondo anche in rete. Condivide il suo sentimento di libertà attraverso le telecamere di Salvo5puntozero, una piccola web tv indipendente che ogni giovedì propone un gradevole format dal titolo ‘Alla Conquista di sè stessi’, che viaggia ormai verso le cento puntate.

«Il fatto che la gente vada a lavorare sei giorni alla settimana è la cosa più pezzente che si possa immaginare. Come si fa a rubare la vita agli esseri umani in cambio del cibo, del letto, della macchinetta», nel paese ideale di Silvano Agosti le persone lavorano non più di 3 ore al giorno e al compimento della maggiore età ogni cittadino riceve una casa.

Dal lavoro al cibo, passando per la semplicità dei sentimenti più puri. Il regista sogna un mondo in cui i bambini possano apprendere all’aria aperta, attraverso il gioco.

Un mondo privo di barriere e preconcetti, in cui uomini e donne possano essere liberi davvero.

«Bisogna sempre pensare: questi stanno rubandomi la vita, in cambio di due milioni e mezzo al mese, bene che vada, mentre io sono un capolavoro il cui valore è inenarrabile. Ma è mostruoso che il tipo debba andare a lavorare 8 ore al giorno e debba essere pure grato a chi gli fa leccare il pavimento, capisci? Tutto ciò è “oggettivamente” mostruoso, ma dove la coscienza produce coscienza, tutto ciò è “effettivamente” mostruoso».

Poesia pura. Le parole di Silvano Agosti disarmerebbero un esercito.

La rubrica con Salvo Mandarà si apre con le domande del pubblico, senza una scaletta prestabilita. Inizia un confronto interessante e in un battito di ciglia Alla Conquista di sè stessi scivola via, purificando la mente umana dagli orrori della società moderna.

Un individuo realmente consapevole, un mondo diverso da quello attuale. Forse più essenziale, per certi versi più arretrato ma sicuramente più felice.

«Tutto l’Occidente vive in un’area di beneficio perché sta rubando 8/10 dei beni del resto del Mondo. E’ un sistema politico che sa rubare 8/10 a 3/4 di Mondo e da un pò di benessere a 1/4 di Mondo, che siamo noi.

Quindi, signori miei, o ci si sveglia.. o si fa finta di dormire.. o bisogna accorgersi che siete tutti morti».

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  1. Cosmo Mitrano

    giugno 21, 2017 at 9:22 pm

    LetteraAperta a SilvanoAgosti – 6aprile2017
    Ciao Silvano carissimo.
    a ) Torno a dirti quanto espresso in più precedenti occasioni e pressoché come ribadito e ampliato nella nostra telefonata di giovedì scorso.
    Ciò anche in merito alla tua e-mail del 17marzo, di cui evidentemente ho sovraccreditato le parole ‘Penso tuttavia che nella trasmissione ci sia stato e ancora ci stia spazio da offrire a una tua breve frase scritta in forma di domanda che definisce la parola incriminata’ ..
    constatando il mancato esito, che per altro, indipendentemente dalla tua volontà, non ci sarebbe stato comunque, dato che SalvoMandarà non ha voluto leggere neanche l’emblematica frase “quando soffia il vento del cambiamento: alcuni alzano muri; altri costruiscono mulini nel vento”; che mi hai riferito di aver consigliato.
    ==O==
    b ) “RESILIENZA”.
    Tu stesso (l’hai ripetuto a me giovedì) hai riconosciuto di non aver mai sentito questa parola prima di giovedì 26gennaio2017.
    Questo accade perché ‘ilSistema’ fa di tutto per insabbiare quanto più possibile ciò che è controproducente alle sue malvagità.
    “RESILIENZA”.
    Il concetto è chiaro.
    E’ una facoltà stupenda, straordinaria, di ogni essere umano.
    ==O==
    c ) Tu mi spieghi che ci sono parole anche molto importanti, ma non adatatte in un contesto ‘nazional popolare’ come vuoi sia la tua trasmissione da salvo5puntozero.
    Io resto convinto del mio punto di vista: che invece la parola “resilienza” fosse e sia estremamente calzante. Calzante con tutti i vari principi enunciati da te. Da te, principalmente da te, nella tua trasmissione.
    Quindi nella valorialità, nella preziosità dell’essere umano; che poi va estrinsecata. Come? ..
    Quando poi c’è chi la vuole repressa o soppressa con dei motivi e sistemi i cui mezzi coincidono nei fini, dei quali il principale sostanzialmente è quello della sottrazione del tempo? ..
    Il tempo è vita. E’ la vita di ogni essere umano .. che, se sottomesso dalla confusione, dal nichilismo, e poi anche attraverso i costringimenti al lavoro in quantità opprimenti, si porta a schiavizzarlo e ridurlo così solo in ‘vitaApparente’.
    Mi pare che questi miei pensieri c’entrino abbastanza con la tua tua trasmissione, Silvano.
    ==O==
    d ) Tu non ricordavi e io ti ho ridetto giovedì, che questa parola è stata evocata con te in salvo5puntozero e mal definita.
    Ci fu il messaggio di Frank che appunto fu letto il 26gennaio da SalvoMandarà. E SalvoMandarà ha dato la sua definizione molto sbrigativa, che io ho tenuto a confutare.
    Mandarà l’equiparò all’erba, quindi adattamento passivo: così come l’erba che si piega quando c’è il vento.
    Invece è tutt’altro. E’ più che resistere.
    La “resilienza” va oltre il resistere.
    Di fronte a eventi traumatici, di cui molti sono afflitti continuamente, se hanno energia è necessario che si impegnino a una determinatezza per superarli e magari anche “approdare” a risultati migliori di quelli che si avrebbero avuti se ..
    Questo è un invito importantissimo.
    ==O==
    e ) Non ho portato io con quel discorso dentro in trasmissione.
    Son’ rimasto molto male perché è stata svilita questa parola da chi ne ha parlato in trasmissione, dopo il messaggio di Frank.
    Mi spiace Silvano, se questo benevolente lungo persistere possa indisporti.
    La spegazione che vi ho inviata chiedendo di comunicarla in trasmissione, è di poche righe. Soltanto poche righe, per dire che non significa adattamento passivo, ma è un resistere maggiore, impegnato, intelligente. Intelligente.
    Quindi: non rassegnarsi. Non rassegnarsi.
    Questa è la cosa semplice che ho inviato in poche righe e che, in un minuto, in quaranta secondi, vorrei venisse letta in trasmissione.
    E non sono stato io a entrare lì in questo, ma rimasi amareggiato immedesimandomi in Frank che aprì il tema col suo messaggio.
    Perché Frank, che ha pensato di offrire questo suo sentire, rispetto a questa parola, sarà rimasto così avvilito dall’inadeguata definizione di Salvo..
    E’ specialmente per Frank, più che per fare una piccola “offerta” a chi .. con uno spunto di riflessione .. a chi ignora questa facoltà, questa cosa stupenda.
    Che è, importantissimo, il costante impegno per non essere sopraffatti.
    Contro l’accidia. Contro l’ignavia.
    Contro la rassegnazione. Questo.
    ==O==
    f ) Nelle mie e-mail precedenti di aprile2016 dicevo che ‘alla conquista di se stessi’, la tua trasmissione, non dev’essere alterata. Va bene così.
    Quando io un anno fa chiesi se vi fosse la possibilità di avere degli spazi in cui ricevere le telefonate di ascoltatori e ascoltatrici nelle trasmissioni da salvo5puntozero, dicevo: preferibilmente non in quella di SilvanoAgosti. Nelle altre. Perché quella di Silvano va salvaguardata così com’è.
    E io sono stato coerente.
    Solo eccezionalmente mi son permesso di far presente questa cosa proprio perché ..
    Ora so che ti è chiarissimo l’intendimento, ma ancora non hai ritenuto di darne parola in trasmissione.
    Non dico al vocabolo, ma al concetto che esiste e va fatto vivere.
    E’ una prerogativa, una qualità che può essere espressa, estrinsecata dall’essere umano, dalle persone; che ha un nome (se non l’avesse avuto bisognava darglielo).
    Non esiste sinonimo. Potresti coniarne uno.
    “Resilienza” è assai più di “resistenza” – che si misura comunque in situazioni di particolare contrasto – e ancor più di “tenacia” – necessaria e sufficiente in condizioni di ordinaria difficoltà.
    ==O==
    g ) Ho dovuto tribulare molto sperando di giustificarmi, proprio perché non sono stato io a voler entrare con questo discorso nella trasmissione, che ritengo bella e ottima così come viene svolta. Però purtroppo c’è stata quella cosa, e io ritenendola una delle parole più importanti che esistano ..
    .. e dovrebbe essere rispettato e accolto anche questo mio parere, anziché censurato.
    ==O==
    h ) Tu sei bravissimo per come riesci a rendere chiara la tua essenza.
    Esprimendo concetti importanti che ti vengono dal tuo intimo, dalla tua anima.
    Io ho una formazione laicata, di un percorso di mia ricerca interiore per obbedire religiosamente ai miei convincimenti che rifuggono dai dogmi provenienti da altri, che vorrebbero dettare, se non imporre, a tutti.
    E tu stesso lo dici .. perché se no si sarebbe in contraddizione .. perché le risposte le abbiamo dentro noi stessi. E’ del patrimonio di ognuno di noi esseri umani che è fatta la ricchezza dell’infinito.
    Ognuno non raggiungerà mai la perfezione e la totalità, l’immensa vastità dell’Universo.
    Da molto tempo (posso documentare) divulgo gli specifici criteri che seguono, con volantini e comunicati in varie forme; della mia persuasione ne do prova scritta dal 1992 ..
    L’essere umano ha delle potenzialità che consentono di far vivere le cose più splendide, a condizione che il suo “”LiberoArbitrio”” non venga soppresso (non oppresso) da incontenibili condizionamenti.
    E questi purtroppo affliggono nelle sostanzialità le moltitudini di persone, ovunque. Uno dei fattori che costringono a questo patimento è proprio la sottrazione del tempo.
    Ti manderò copia di un mio volantino in cui scrivo: una settimana ha 168 ore ed è indispensabile che 42 di queste, almeno 42, siano riservate ..
    Perché se vengono meno queste 42 ore rispetto alle 168, l’essere umano non è più in condizione di far vivere la grandiosità che è in lui. Che è in lui.
    E’ indispensabile avere la possibilità di decidere in piena autonomia come viverle e che farne.
    E per arrivare a questo è necessario che venga, in media, dedicata una prima ora al giorno, 6-7 ore la settimana, che sono 4 ore su cento, per ascoltare e rispondere alle domande dell’io che è in noi.
    E’ sufficiente questo minimo per poter accedere ed elevarsi al massimo.
    ==O==
    CosmoMinoMitrano, pro coordinamento opinioni operative “CORO”.
    Per comunicare: capirecapire@gmail.com 3279770888

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Catalogna: il referendum per l’indipendenza dal reggiseno del bikini

Francesco Beltrami

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L’Ametlla del Vallés è un paese della Catalogna 35 chilometri a Nord-est di Barcellona, balzato di recente all’onore delle cronache internazionali per un referendum, per giunta online e in cui potevano votare sole le donne dai 16 anni in su. Vista la collocazione geografica in molti avrete pensato a qualche moti di indipendenza dalla Spagna portato avanti da qualche associazione femminile, invece questa consultazione nulla ha a che vedere con le istanze indipendentiste catalane. In questo caso si ragione e si decide su un altro tipo di indipendenza, quella dal reggiseno del bikini per le bagnanti della piscina di Santa Perpetua, l’impianto comunale del paese.

L’antefatto risale alla scorsa stagione estiva, quando due giovani bellezze del luogo intente ad abbronzarsi a bordo piscina  hanno deciso di farlo rendendosi appunto indipendenti dalla parte superiore del loro bikini. Un paio di agenti della municipale, fedeli se non al Re di Spagna alla tradizione del due pezzi, le hanno immediatamente avvicinate ingiungendogli di rimettere al proprio posto il pezzo superiore del loro costume se non volevano incorrere in un verbale che poteva prevedere una multa fino a 1.200 euro. L’episodio al momento finì lì, ma le ragazze, seccate lo raccontarono agli amici e nei giorni successivi un folto gruppo di persone, uomini e donne si presentò a Santa Perpetua indossando la parte superiore del bikini con disegnati sopra i capezzoli.

L’amministrazione comunale di L’Ametlla nell’imminenza dell’inizio della nuova stagione balneare ha pensato bene di evitare il ripetersi di polemiche del genere e di far scegliere ai cittadini se il topless alla piscina municipale fosse lecito o meno e, onde evitare l’insorgere di nuove polemiche relative alla strumentalizzazione dei maschi del corpo femminile ha deciso di far svolgere un referendum online aperto solo alle donne residenti nella municipalità che avessero compiuto i sedici anni. Circa 3.500.

La partecipazione a dir la verità non è stata particolarmente ampia, hanno votato in 379, e la maggioranza, 231 voti contro 148 ha deciso per la liberalizzazione del topless a Santa Perpetua. L’amministrazione comunale  è già al lavoro per modificare il regolamento dell’impianto balneare, è già certo però che quest’estate signore e signorine di L’Ametlla e turiste potranno decidere in modo indipendente la configurazione del loro bikini, libere se lo desiderano di mostrare i seni agli astanti.

Anna Cammany, una delle due donne protagoniste del caso che ha portato alla votazione, sostiene che del referendum non ci fosse alcun bisogno, perché in Catalogna non c’è in vigore nessuna legge che proibisca il topless e che in tutte le piscine pubbliche della regione si può tranquillamente fare a meno di indossare il reggiseno. Nella vicenda è intervenuto anche L’Institut Català de les Dones, un organismo del governo catalano che favorisce le politiche di uguaglianza tra i sessi, che ha annunciato di essere al lavoro per redigere una direttiva in cui sollecitare i comuni a ritenere lecita l’esposizione del seno femminile su spiagge e piscine. Quindi se non dalla Spagna le catalane sono finalmente indipendenti dai lacci del reggiseno dei loro bikini!

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Nasce il ristorante “Otto Geleng”: 100 giorni all’insegna dell’esclusività e della buona cucina con lo chef Roberto Toro al Belmond Grand Hotel Timeo

Angela Failla

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In occasione dei 145 anni di attività, il Belmond Grand Hotel Timeo inaugura una formula gastronomica inedita: nasce, per la sola stagione estiva, l’Otto Geleng, il ristornate scrigno di un’esperienza pop up fruibile per 100 giorni esatti, dal 7 giugno al 15 settembre 2018.

Questo luogo esclusivo è accessibile solo a cena e per un massimo di 16 commensali, delineandosi come la scelta d’elezione per momenti unici.

L’esperienza è pregiata perché si presenta come un motivo di viaggio a sé, fruibile sia agli ospiti dell’hotel sia a quei viaggiatori esigenti che erigono la Sicilia a meta regina dell’estate. L’ambiente traduce l’eleganza tipica della destinazione e ricorda le ville siciliane di un tempo: solamente “otto” i tavoli incorniciati in un terrazzo fiorito di buganvillee e affacciati sulla baia di Naxos e sulla maestosa Etna.

I dettagli della mise en place sono ricercati e anch’essi rimandano ai fasti di un’antica dimora: il tovagliato è in originale sfilato siciliano e interamente realizzato a mano dalle discendenti della scuola di ricamo Mabel Hill di Taormina, a ricordare i corredi che le ragazze di buona famiglia ricevevano in dote prima del matrimonio per le grandi occasioni della vita coniugale; la posateria firmata Christofle Parigi si compone di pezzi d’argento unici impreziositi da un disegno baroccato e si abbina alla ceramica Villeroy & Boch; il tavolo è completato da lumi ad olio in ceramica bianca, che richiamano l’illuminazione di un tempo, realizzati a mano dai fratelli Iudici, artigiani siciliani tra gli ultimi eredi della tradizione decorativa tipica di Caltagirone.

Roberto Toro, Executive Chef di Belmond Grand Hotel Timeo è alla guida di questa nuova avventura, studia un menu capace di raccontare la sua Sicilia, con molte interpretazioni personali. Vincono la tradizione, ma in chiave moderna, e l’esaltazione delle migliori materie prime che la terra di Roberto offre.

Più di 400 etichette di vini sono disponibili per accompagnare questo viaggio gastronomico, con eccellenze autoctone, nazionali e francesi, e molte chicche di piccoli produttori locali suggerite dalla Sommelier Simona Di Goro.

La carta è completata da bevande pre e dopo pasto da sorseggiare nell’area lounge del ristorante: una selezione di cocktail, creati appositamente con ingredienti siciliani per preparare il palato all’esperienza gastronomica, e, per gli appassionati del dopo cena, distillati di pregio, come Grappa Romano Levi dalle etichette realizzate a mano prendendo spunto dai dipinti originali di Renato Missaglia. E per finire, infusi e tè digestivi con prodotti locali e biologici selezionati dal Museo dell’Erboristeria di Catania, e caffè preparato con l’antica caffettiera a sifone.

Otto Geleng è un omaggio al pittore tedesco che per primo vide in Taormina una meta di alto livello turistico.

Primo ospite di casa La Floresta, fu colui che convinse la famiglia ad aprire nel 1873 il Timeo, primo hotel in città.

Belmond Ltd

Belmond è una collezione globale di hotel unici e di lussuose esperienze di viaggio in alcune delle destinazioni più affascinanti e interessanti del mondo. Fondato quasi 40 anni fa con l’acquisizione di Belmond Hotel Cipriani di Venezia, il portfolio unico di Belmond oggi comprende 49 hotel, incluso quello di Londra con apertura prevista nel 2018, itinerari su rotaia e crociere fluviali in molte delle più celebri mete a livello internazionale.

Dai city landmark ai boutique resort, la collezione include Belmond Grand Hotel Europe di San Pietroburgo; Belmond Copacabana Palace a Rio de Janeiro; Belmond Maroma Resort & Spa nella Riviera Maya; e Belmond El Encanto a Santa Barbara. Belmond dispone anche di safari, sei treni di lusso, tra i quali il leggendario Venice Simplon-Orient-Express, e tre crociere fluviali. Belmmond gestisce inoltre il ristorante ‘21’, uno dei luoghi di ritrovo più rappresentativi di New York.

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La magia di Bim Bum Bam rivive a Etna Comics con Uan, Manuela e il Gruppo80

Angela Failla

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Un tuffo nel passato e tanta malinconia. Sono queste le sensazioni che si provano avendo davanti gli idoli di intere generazioni degli anni ’80. Perché Bim Bum Bam, pietra militare di Paolo Bonolis, è un’autentica istituzione. Un programma a cui si guarda con nostalgia e che, forse, potrebbe presto ritornare. L’irriverente Uan, la dolce Manuela Blanchard e il mitico Gruppo80, per la prima volta assoluta in Sicilia, i protagonisti di quei nostalgici pomeriggi degli anni ‘80, sono stati i protagonisti della seconda giornata di Etna Comics, riscuotendo un successo che dimostra l’affetto e la voglia di un loro ritorno in Tv. Enrico Valenti, Pietro Ubaldi, Donatella Sturla e Manuela Blanchard si sono lasciati andare a ricordi e aneddoti divertenti. Caratteri diversi ma con un punto comune: riportare in Tv una televisione per i ragazzi che sia  educativa, moderna e tradizionale al contempo.

Pietro Ubaldi, le manca Bim Bum Bam?

«Molto. Sono approdato a Bim Bum Bam per doppiare Uan dopo la morte del caro collega Giancarlo Muratori, e raccogliere la sua eredità è stato un compito da far tremare i polsi ma che non potevo rifiutare. Non vorrei fare il nostalgico, però ci divertivamo davvero tanto prima. In Tv lavoravo direttamente e indirettamente a differenza di ora che ci lavoro solo indirettamente, nel senso che continuo a fare l’attore in generale. Per quello che posso vedere, manca una Tv per i ragazzi. E c’è tanta gente che vorrebbe un nostro ritorno.»

Enrico Valenti, che ne pensa della TV di oggi?

«Penso che in questo sistema liquido e poco interessante, ci sia la mancanza di un piano industriale che comprenda un piano editoriale che faccia riferimento al nostro settore, ovvero quello dei ragazzi. Senza essere stucchevolmente retorico, posso fermamente dire che nel mondo dei media di oggi manca un piano di tipo educativo, ma al tempo stesso moderno. Personaggi come Uan o Four nascevano perché mossi da persone con una certa sensibilità ed esperienza. E questo progetto di tipo editoriale non può però esistere senza un piano industriale. E visto che c’è la domanda noi diamo l’offerta. Però deve esserci la volontà di produrre qualcosa di intelligente».

Donatella Sturla cosa guarda in TV?

«Guardo poca televisione. Seguo più che altro i notiziari e ma amo follemente Un posto al sole. E’ un programma che consiglio a tutti perché è un po’ come la storia raccontata prima di andare a dormire.»

Uan, come sarebbe la sua vita oggi?

«Mi divertirei tantissimo nel mondo di oggi. Voglio continuare ad esistere: perché mi chiudete in un armadio? Ho tutta l’intenzione di ritornare, magari insieme alla mia famiglia. Non ho solo una fidanzata, sapete?»

Quale sarebbe la tua peculiarità, Uan?

«Sono un personaggio che rimane fedele a se stesso anche nel mondo di oggi. Sono tradizionale, ma non conservativo, mi adatto e adeguo. Però se mi dai in mano un telefonino combino un disastro!.»

Manuela, come è arrivata a condurre Bim Bum Bam?

«Quando ho iniziato a fare televisione ero una ragazzina. Ho iniziato come modella, poi, data la mia statura, mi sono proposta per la Tv. Dopo diversi programmi sono approdata a Bim Bum Bam che è stata una trasmissione di grande successo condotta da un trio molto affiatato: Paolo Bonolis, Uan, (uno e trino perché mosso da due persone più una terza che dava la voce e infine io). Ho sostituito Licia Colò e devo dire che i tre anni del nostro trio sono stati superfortunati perché eravamo non solo molto affiatati ma ci volevamo davvero bene. Per cui le cose funzionavano benissimo. Con il mio arrivo è nato qualcosa di nuovo. C’è stato un forte cambiamento rispetto all’edizione condotta dalla Colò. Diciamo che considerando il mio caratterino Paolo ha avuto il suo bel da fare.  Il fatto di riuscire a improvvisare, a capirsi, a cogliere al volo le battute è un qualcosa che è nata proprio con quel trio lì. Con Paolo ho tutt’ora un buon rapporto anche se non ci vediamo in quanto lui vive a Roma e io a Milano.»

E’ vera la scena in cui Bonolis le spacca un quadro in testa?

«Quella è ormai una scenetta famosa. In realtà l’idea era di rompermi un quadro in testa. Ovviamente c’erano due riprese. La prima con il quadro intero che la seconda in cui il quadro veniva tagliato e poggiato sulla mia testa. Peccato che Paolo non volesse il taglio, tant’è che ha provato veramente a rompermi il quadro sulla testa dimenticando che la tela a olio è molto dura… sono rimasta con il collo bloccato per un po’.»

Manuela, cos’è cambiato nella sua vita dopo Bim Bum Bam?

«Bim Bum Bam è stato un programma bellissimo che ha avuto un successo strepitoso. A programma finito  ho ricevuto altre offerte che ho declinato perché non mi interessavano. Volevo continuare a lavorare per i bambini, per cui chiusa la fascia ragazzi ho deciso di cambiare vita. Ho ripreso a studiare, a viaggiare. Adesso, però, sta arrivando una grande domanda dei personaggi dell’epoca, per cui ci stiamo sbizzarrendo con le idee.»

E’ possibile quindi un vostro ritorno in TV?

«Mi piacerebbe ritornare per i bambini di oggi. Davvero tanto.»

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