Spulciando tra le news di Google che lo riguardano, c’è quella che riporta una sua recente dichiarazione nei confronti di un grande giocatore di Premier League – nello specifico Wayne Rooney, attaccante del Manchester United e della nazionale inglese – che nel prossimo futuro potrebbe vestire la maglia dei Los Angeles Galaxy. “Se Rooney, a 31 anni, non ha più le caratteristiche che l’hanno reso importante, allora è un problema”. Quindi il suo punto di vista su quei giocatori che, già avanti con l’età, sbarcano in Major League Soccer: “Qui si godono la vita, è certo. Ma sul campo è un’altra cosa”. Oggi come ieri, Alexi Lalas non ha certo paura di dire la sua. Tutt’altro. Nato a Birmingham, nello stato del Michigan, il 1º giugno 1970, una parentesi da calciatore (ruolo difensore centrale) anche in Italia – nel biennio1994/1996, durante il quale nelle fila del Padova disputò 44 partite andando a segno due volte – Lalas è stato il primo calciatore statunitense, dal dopoguerra, a sbarcare nel nostro paese.

CARSON, CA - OCTOBER 13:  General Manager Alexei Lalas of the Los Angeles Galaxy looks on prior to his team's MLS match against Toronto FC at the Home Depot Center on October 13, 2007 in Carson, California.  (Photo by Victor Decolongon/Getty Images)

Esattamente, subito dopo i mondiali di Usa 94, che disputò dopo essere stato selezionato dal “giramondo” Bora Milutinović, del quale ha sempre conservato un ottimo ricordo: “Quando l’ho incontrato per la prima volta ero solamente un ventiduenne punk che non aveva mai pensato al suo posto nel mondo. Mi ha insegnato a giocare e mi ha dato una nuova collocazione in campo per cui, nella mia immaginazione, quell’uomo è un genio assoluto”. Oggi Lalas è lontano anni luce dal calciatore ingaggiato per 400 milioni di lire dal Padova allenato da Mauro Sandreani, da quei capelli rossi portati lunghi e incolti e dal pizzetto caprino che lo fecero ribattezzare “Generale Custer”, da certe dichiarazioni post partita (“Come ho preso la sconfitta di oggi? Non mi importa nulla: adesso vado a casa, suono la chitarra, sto con la mia ragazza e tutto si sistema”), ma non da quel giovane simpatico e stravagante, sempre disponibile e corretto con tutti. In campo e fuori.

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Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo proprio con i Los Angeles Galaxy (2003), per lo stesso club Lalas ha ricoperto il ruolo di presidente e general manager ed è stato dirigente anche nei San Jose Earthquakes e nei New York Red Bulls. E ancora, si è laureato alla Rutgers University del New Jersey, dopo essersi iscritto giovanissimo (“Sono contento per i miei bambini, così capiscono che se si comincia una cosa bisogna anche portarla a termine. E bisogna sapersi distinguere dagli altri”). Spontaneo e genuino, attualmente Alexi Lalas – barba e capelli curati, cravatta e giacca d’ordinanza – veste i panni di analista e commentatore calcistico per Fox Sports. Ma il ricordo vivo del suo modo d’intendere il pallone, e tutto ciò che ruota intorno, siamo certi non lo abbandonerà mai.

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