Negli Stati Uniti in piena campagna elettorale tengono banco le tensioni degli ultimi mesi tra la popolazione afroamericana e la polizia che ha portato ad un escalation di morti da entrambe le parti. Una situazione che scuote l’opinione pubblica e crea dei veri e propri schieramenti opposti tra chi difende l’operato degli agenti, costretti ad affrontare situazioni difficilissime e chi, invece, è dalla parte della gente di colore, considerata il bersaglio preferito delle sempre fumanti pistole a stelle e strisce.

Sulla questione, molte personalità dello show biz hanno voluto dire la loro, cercando di placare gli animi, forti della loro immagine riconosciuta a livello planetario. Qualche settimana fa, agli ESPY, i premi annuali di ESPN per gli atleti più meritevoli, alcuni sportivi tra cui le stelle della NBA LeBron James e Carmelo Anthony hanno chiesto di fermare questa ondata di violenza.

A fare eco a queste parole ci ha pensato la leggenda per eccellenza dello sport americano e mondiale, Michael Jordan. L’ex stella dei Chicago Bulls, ora proprietario della squadra Charlotte Hornets, con una lettera ha voluto dire la sua, rompendo un silenzio che, a suo dire non può più rimanere tale. “So che questo Paese è meglio di così. Non posso più stare in silenzio“. Questa la frase chiave di un discorso che ripercorre la vita di MJ, il cui padre è stato ucciso davanti ai suoi occhi da furfanti che volevano rubargli l’auto. Nel comunicato si legge tutta la rabbia del 23 più famoso del mondo che esprime vicinanza alle famiglie degli afroamericani uccisi così come a quelle degli agenti verso i quali sono stati sferrati attacchi “codardi” come rappresaglia degli episodi contro la popolazione nera.

Si sente frustrato per la retorica che sta dividendo gli Stati Uniti e traccia un via per trovare soluzioni che possano tutelare da una parte i neri, con un trattamento giusto ed equo, e dall’altro che debbano garantire protezione e rispetto verso quegli agenti che ogni giorno mettono in pericolo la loro vita per proteggere la comunità. Per questo, dalle parole si è passati ai fatti: Jordan ha infatti donato un milione di euro a due associazioni, all’Institute for Community-Police Relations che ha il compito di creare un dialogo tra la polizia e la comunità afro e al fondo di difesa legale Naacp, che si occupa di dare difesa legale gratuitamente alle persone di colore. Un gesto importante che, come detto dallo stesso Jordan, non basterà a risolvere il problema, ma che in questo momento può. essere d’aiuto per le persone che stanno lavorando in maniera straordinaria per portare avanti i progetti delle proprie associazioni.

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