Hanno fatto scalpore le immagini della Curva Sud, presa in prestito dai laziali per la gara interna contro il Cagliari, nella quale sono apparsi adesivi a sfondo antisemita, utilizzati per insultare la tifoseria della As Roma. Tra un “Romanista Aronne Piperno” e “Romanista ebreo” quello che ha indignato maggiormente è stato l’adesivo raffigurante il simbolo dell’Olocausto, Anna Frank con indosso la maglia giallorossa. Come rivelano le immagini che circolano in rete, gli sticker sono stati apposti sulle vetrate del settore, così come sui seggiolini e corrimano. E’ subito partita un’inchiesta della Digos, per un episodio che non è nuovo negli ambienti della Capitale, visto che già nel 2013 il volto della giovane vittima olandese, utilizzato come insulto, era apparso in giro per la città.

Non si sono fatte attendere le aspre critiche da parte delle istituzioni che hanno condannato ovviamente il gesto deprecabile. A partire dal Ministro dello Sport Luca Lotti che ha trovato ingiustificabile il comportamento del tifo laziale. A fargli eco anche il sindaco Virginia Raggi la quale supportando le dichiarazioni del capo della comunità ebraica romana, Ruth Dureghello, ha così commentato: “Questo non è calcio, questo non è sport, ha ragione Dureghello”. Ma la presa di posizione più dura arriva dalla prima carica dello Stato, il Presidente della Repubblica Mattarella che senza mezzi termini ha dichiarato: “Il volto e le pagine del diario di Anna Frank, la sua storia di sofferenza e di morte a opera della barbarie nazista, hanno commosso il mondo. Utilizzare la sua immagine come segno di insulto e di minaccia, oltre che disumano, è allarmante per il nostro Paese, contagiato, ottanta anni addietro, dall’ottusa crudeltà dell’antisemitismo” e a lui si è accodato anche il ministro dell’Interno Minniti che ha promesso “grande impegno per individuare i responsabili di un comportamento così ignobile affinchè vengano perseguiti secondo la legge e vengano definitivamente esclusi dagli stadi”. Infine anche il presidente della Camera Laura Boldrini, sempre in prima fila contro le discriminazioni, ha voluto condannare: “Preoccupazione antisemitismo stadi, rispondere con durezza. Sottovalutare è darla vinta a razzisti. Solidarietà a comunità ebraica. #AnnaFrank”.

Anche la dirigenza della Lazio ha preso le distanze, attraverso il portavoce Arturo Diaconale che ha sottolineato come la società abbia sempre condannato il razzismo e si è impegnato ufficialmente affinché ogni anno vengano organizzati dei viaggi ad Auschwitz per 200 tifosi. Inoltre oggi alle 12 Lotito si è recato in Sinagoga con alcuni giocatori per dimostrare tutta la solidarietà nei confronti della comunità ebraica.

Il tutto nasce in un momento particolare per la Lazio e i suoi tifosi che pochi giorni fa avevano chiesto a tutti di evitare i famosi ululati razzisti per il bene della squadra e, nella trasferta di Nizza, hanno ricordato le vittime dell’attacco terroristico con fiori sul luogo della strage e una maglia contro l’ISIS.

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