Quante storie abbiamo ammirato (e narrato) all’interno del mondo del calcio con protagonisti atleti provenienti da anni di fatiche nelle serie minori, oppure alle prese con i lavori più disparati (vedi il caso Vardy), che improvvisamente riescono nel miracolo di sfondare, assicurando così a se stessi ed alle proprie famiglie un futuro sereno, oltre che dal punto di vista della soddisfazione personale, pure per quanto concerne l’aspetto economico? Infinite.

Bene, ora dimenticate tutto questo perché stiamo per raccontare una vicenda dai contorni esattamente opposti.

Davvero particolare quanto scelto dal bomber del Peterborough United (militante in Football League One, la terza serie inglese) Joe Gormley; il ragazzo, ventisei anni, era in prestito tra le fila del St Johnstone, nella Scottish Premier League, quando ha deciso di salutare tutti e dire basta con il ‘dorato’ mondo del calcio.

Una decisione del tutto sorprendente e che lo ha proiettato sulle prime pagine di molti giornali in tutto il mondo. Un fatto che non può certo meravigliare.

Gormley, peraltro, è stato molto sfortunato dal punto di vista degli infortuni, visto che nell’agosto del 2015 ha subito un gravissimo danno al ginocchio dal quale ha faticato non poco a riprendersi.

Il direttore sportivo del Peterborough United, Barry Fry, ha affermato che il calciatore era ormai completamente disilluso nei confronti del mondo del calcio e non nutriva più speranze di poter sfondare ad alti livelli.

Il buon Joe, quindi, ha deciso di tornare nella nativa Irlanda del Nord per cercarsi un lavoro che gli possa permettere da vivere ed una squadra che lo possa annoverare tra le proprie fila, seppur soltanto mediante un impiego part-time.

E dire che Gormley era arrivato al Peterborough con numeri alle spalle semplicemente incredibili: per ben due volte, infatti, aveva infranto il record di gol segnati in una sola stagione da un calciatore del Cliftonville (massima divisione nordirlandese).

L’avventura in Inghilterra, però, è stata avara di soddisfazioni.

Ora, infine, l’addio.

Buona fortuna a lui, con la speranza che si possa trattare di una di quelle storie incredibili con la parola ‘fine’ ancora non scritta in calce.

 

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