Da qualche giorno non si ferma un attimo. La giornata di Andrea Abodi, ex manager di società private e attualmente presidente della Lega di serie B, da frenetica che era, sarebbe diventata improvvisamente, anche irrequieta. Molto irrequieta. A farlo stare male e arrabbiato, sarebbero arrivate, una dietro l’altra, le ultime notizie di scandali, che riguardano le società che militano nella categoria che Abodi rappresenta: la serie cadetta.

Prima è arrivata l’inchiesta “Dirty Soccer” – che ha falcidiato l’intero organigramma societario del Catania calcio, portando all’arresto del presidente Pulvirenti più altri sei dirigenti della società – sulla quale Abodi ha espresso parole emotivamente forti: “E’ come se avessi preso una coltellata” avrebbe detto il Presidente in varie interviste, tra le quali una al Sole 24 Ore. Evidentemente, non deve essere stato semplice per Abodi, venire a sapere che un presidente di una società del “suo” campionato, comprava partite come fossero automobili, a centomila euro l’una, alla volta. La prima domanda che Abodi, e non soltanto lui, deve essersi allora posto è stata: quanti altri nel calcio ragionano come Pulvirenti?

In attesa che la magistratura aiuti a capirlo facendo chiarezza, lui, Abodi, non le ha certo mandate a dire soprattutto a chi, nel mondo della serie cadetta, possa avere mai la malaugurata intenzione di emulare l’ormai ex presidente del Catania.  Da oggi in poi, è stato il messaggio lanciato dal presidente, la tolleranza sarà pari a zero.  La giustizia sportiva prevede la responsabilità diretta e in quel caso la radiazione  sono state le dichiarazioni di Abodi, riprese anche dal sito di Mattino Padova, proprio in riferimento al caso Catania.

Ma non è finita qui. Perché il presidente della Lega di B, e lo ha dichiarato al Sole 24 Ore, avrebbe pensato di coinvolgere nientemeno che il presidente dell’Autorità Anticorruzione Raffaele Cantone, per la presentazione di una proposta di legge che preveda un vero e proprio giro di vite contro le frodi sportive. Tra le norme da inserire in proposta, ci sarebbe anche la confisca dei beni che rientrino nel patrimonio di quei soggetti che risultino colpevoli del reato di frode sportiva oppure, e questa è certamente una novità, richiedano il patteggiamento della pena.

E c’è di più. Nel progetto di legge presentato da Abodi, sia il reato di frode sportiva che quello di raccolta illecita di scommesse, verrebbero inseriti entrambi nel decreto legislativo 231/2001 che disciplina la responsabilità delle persone giuridiche ( in questo caso le società di calcio) che beneficiano della commissione di questi reati. Significa che ad essere punite non saranno solo le persone fisiche, autrici del reato, ma anche le società che da questo reato ottengono un vantaggio. Adesso dovrà essere il Parlamento a fare la sua parte.

A quanto pare la “proposta Abodi” sarebbe stata valutata “positivamente” dai tecnici sia del ministero degli Interni che della Giustizia. Intanto però, prima che la burocrazia parlamentare faccia il suo corso, Abodi deve cercare di mettere ordine all’interno della serie cadetta. Chi lo conosce sa pure che Abodi è uno che sa prendere le decisioni. Anche quelle più impopolari. “Vogliamo partire puliti” ha detto, aggiungendo che in caso contrario “siamo pronti a rinviare l’inizio dei campionati”. Appunto.

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