Muor giovane colui che gli Dèi amano” 

Frammento di Manandro

Ayrton Senna celebrato in una mostra a Monza è entrato ormai a far parte del mito,  nasce a San Paolo il 21 marzo del 1960 e non ebbe mai  dubbi su quella che sarebbe stata la ragione della sua vita: la velocità .

Visse ogni cosa con la stessa intensità con cui spinse il piede sull’acceleratore quel fatidico 1 maggio del 1994 quando morì sul colpo sulla pista di  Imola .

Alla sua vita, al suo fascino, al suo grande talento di pilota è dedicato il libro “Suite 200. L’ultima notte di Ayrton Senna”(editore 66th and 2nd, collana “Vite inattese”) di Giorgio Terruzzi.

Immaginando e cercando di ricostruire l’ultima notte e tutta la vita di Senna, Giorgio Terruzzi e Ercole Colombo,  il più grande fotografo italiano di Formula 1,  hanno ideato  la mostra “Ayrton Senna. L’ultima notte” in corso all’Autodromo Nazionale di  Monza, Museo della Velocità fino al 24 luglio 2016.

La mostra insieme alle splendide immagini di Ercole Colombo è stata selezionata dal Foto Festival di Milano, una delle più prestigiose rassegne dedicate alla fotografia .

Ercole Colombo è un fiume in piena quando racconta  la mostra : “Invece che fare la solita mostra abbiamo tirato fuori delle foto più intime di Senna.  C’è anche il kart originale del 1979 con cui Senna, agli esordi della sua carriera, i primi miracoli . La mostra narra quasi tutta la sua vita, la famiglia i dubbi , le donne , le sue preferenze fino al tragico incidente ad Imola.”

Ci parla di quel fatidico giorno ?

Erano in corso le qualifiche del Gran Premio di San Marino 1994 a Imola e, il 30 aprile, Roland Ratzenberger morì, poi ci fu anche l’incidente di Barrichello.

Questi episodi colpirono molto Ayrton che era tanto sensibile, rimase turbato tanto da chiedere maggiori protezioni .

La fatidica gara sulla pista di Imola del 1 maggio del 1994  fu un susseguirsi di brutti episodi e di incidenti,  sin dal suo  inizio con la rottura  di una macchina i cui pezzi saltati in aria arrivarono a colpire gente nella tribuna centrale, poi il dramma di Senna , poi il ferimento di un meccanico della Ferrari, insomma un susseguirsi di incidenti, una gara maledetta.

 Alla fine della gara tutti ci chiedevamo come stesse Senna , ma iniziarono a filtrare le voci che era morto sul colpo.

Nella mostra è stata creata una stanza come fosse la Suite 200, la stanza dell’Hotel Castello a Castel San Pietro, vicino al circuito di Imola, dove il pilota dormì l’ultima notte; una stanza buia con solo una finestra dove è proiettata un’intervista a Senna molto bella .

C’è poi uno spazio dedicato ai visitatori dove chiunque può scrivere un pensiero…non potete immaginare quante i parole e messaggi …

Ci parli dei suoi scatti?

Ho cercato, con alcune di queste immagini di arrivare all’ anima di Ayrton, di cogliere la sua intimità e di mostrare,  attraverso i suoi occhi,  la sua umanità e sensibilità .

La foto del manifesto della mostra per me è quella che meglio rende il ritratto dell’ uomo Senna: guarda l’infinito, era al tramonto durante i test della Formula 1 quindici giorni prima la fatidica data. Ha un’espressione che non è felice, ma è dubbiosa, malinconica. Abbiamo cercato di trovare il Senna intimo e non solo il grande campione che era. E’ stato  il più grande pilota di tutti i tempi.

Vi era forse un presagio in lui?

Certo dopo gli incidenti che aveva visto era preoccupato e  questa foto può dare l’ immagine di un presagio anche se nessuno di noi può dire a cosa pensasse, certo non era felice e guardava lontano.

Qual è la specificità della fotografia sportiva?

Di certo non è come fare il fotografo di moda dove puoi fare centinaia di scatti e se non vanno bene ripetere ancora, nella fotografia di sport l’attimo è tutto e non puoi perderlo perché quella macchina non passerà certo un’altra volta davanti al tuo obiettivo .

Nello sport tutto si svolge senza ripetizione. Sono un fotogiornalista,  e ogni giorno devo portare ai giornali delle foto che dicono ciò che è successo, devi cogliere l’attimo e, oltre a questo, devi essere in grado di fare anche foto artistiche, il tutto in un contesto dove quello che ti passa davanti non è ripetibile.

Come andare a fare una partita di calcio dove devi portare avanti le azioni più importanti come i gol che certo non li rifanno per te, devi fare tutto d’istinto. Più conosci dall’interno lo sport, le sue regole e le sue dinamiche e più riesci a fotografare bene e a trovare gli attimi salienti. Devi sapere in quale curva metterti, dove è più probabile che possano esserci dei fuoriprogramma, dei possibili incidenti. Anche se non è bello dirlo, è il nostro lavoro.

Che idea ha della Formula 1?

È ancora uno sport affascinante che attira tanta gente, tutti gli appuntamenti sono eventi mondiali e la Formula 1 copre tutto il mondo.

In questo momento è in crisi perché hanno tolto un po’ di ruggito ai motori, che invece il pubblico ama.

E la sicurezza?

In questa direzione sono stati fatti passi da gigante, l’incidente di Senna è stato cruciale perché, dopo, hanno dotato i circuiti di vie di fuga più importanti, hanno rafforzato il telaio con una cellula che resiste a urti molto forti. Purtroppo quando è accaduto a Senna, la sicurezza non era a questi livelli.

Guarda l’anteprima della mostra

Info:

Ayrton Senna. L’ultima notte

Autodromo Nazionale Monza, Museo della Velocità

Via Vedano, 5 – 20900 Monza

www.monzanet.it/mostrasenna

Tel. + 39 333 1707799

Tel. +39 02 36638600

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